Scialuppe regionali per i Cantieri navali - QdS

Scialuppe regionali per i Cantieri navali

Rosario Battiato

Scialuppe regionali per i Cantieri navali

martedì 20 Dicembre 2011 - 00:00

L’assessore Venturi mantiene le promesse: le risorse messe a bando per l’operazione ammontano a oltre 34 milioni di euro. Bando per bacino di carenaggio da 52 mila tonnellate pronto per la Gazzetta ufficiale europea

PALERMO – L’annuncio era già stato proclamato quale mese fa, ma adesso pare sia tutto pronto. L’operazione di salvataggio dei cantieri navali di Palermo è cominciato e Marco Venturi, assessore regionale alle Attività produttive e grande timoniere dell’operazione, se la gode richiamando Fincantieri ai suoi impegni. Proprio Venturi, nei giorni scorsi, ha confermato di aver predisposto il bando per il bacino di carenaggio Palermo da 52 mila tonnellate per un ammontare complessivo di poco più di 34 milioni di euro. I vincitori della gara dovranno attenersi al mantenimento dei livelli occupazionali dei Cantieri Navali di Palermo, che da mesi languono in una crisi senza precedenti. Ancora una volta la scialuppa della Regione porta l’ossigeno all’industria isolana che cola a picco.
“Il bando per la ristrutturazione del bacino di carenaggio da 52.000 tonnellate dei cantieri cantieri navali di Palermo è pronto ed è in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea”. Marco Venturi incassa il mantenimento di un’altra promessa mantenuta e richiede parallelamente l’impegno di Fincantieri nei confronti dei lavoratori. Il bando del primo bacino di carenaggio, quello da 19 mila tonnellate, era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea nella scorsa metà di ottobre.
“Le risorse messe a bando ammontano a 34.111.088,870 di euro – si legge in una nota dell’assessorato – di cui poco più di 1 milione per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Il progetto e gli elaborati potranno essere visionati, dopo la pubblicazione, nell’ufficio del Genio civile di Palermo”. La scadenza delle offerte è stata fissata per le ore 13 del 14 febbraio 2012. “I lavori – ha spiegato Venturi – dovranno concludersi entro 720 giorni dalla data ufficiale di consegna e messa a disposizione del bacino al soggetto aggiudicatario. Previste, inoltre, penali per ogni giorno di ritardo sul termine di consegna o addirittura la recessione del contratto in casi particolari”. Particolare attenzione alla salvaguardia dei livelli occupazionali dei Cantieri Navali di Palermo, infatti, secondo una clausola presente nel bando, l’impresa vincitrice dovrà garantire la precedenza ai lavoratori appartenenti al bacino dei Cantieri Navali di Palermo colpiti dalla crisi occupazionale.
Un’azione che non è casuale ma che rispecchia quanto previsto in un protocollo firmato dall’assessore oltre un anno fa: la Regione avrebbe finanziato la ristrutturazione dei bacini da 19 e 52 mila tonnellate, procurando commesse per il Cantiere palermitano, salvaguardando i livelli occupazionali. La soluzione sembra, per il momento, il classico tappabuchi regionale, che pur di salvare l’occupazione di un’area industriale ormai allo sfacelo, si vedano i casi Keller e Fiat, non propone soluzioni per far restare le imprese sul mercato ma utilizza il vecchio sistema, cioè quello che, per intenderci, ha portato la Sicilia e l’Italia sull’orlo del collasso economico. Resta lodevole l’operazione di salvataggio dell’occupazione della cantieristica navale isolana, in un periodo particolarmente avverso, ma il salvataggio di aziende moribonde non può farsi con l’intervento pubblico. Questa è una vecchia storia, e non ha mai avuto una conclusione piacevole.

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