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Palermo – Affissioni abusive, un Far west tra brutture e mancati introiti

Claudio Di Gesu

Palermo – Affissioni abusive, un Far west tra brutture e mancati introiti

martedì 20 Dicembre 2011 - 00:00

Anche il consigliere del Pd, Tanania, ha avviato una campagna contro i manifesti selvaggi. Un’invasione con l’arrivo dei circhi. Dopo le proteste il Comune ci mette le toppe

PALERMO – Arrivano i circhi in città e con loro, oltre agli animali feroci, spesso arrivano anche le affissioni selvagge. È ciò che sta accadendo in città già da qualche giorno ma questa volta, a seguito di una protesta del consigliere comunale Vincenzo Tanania, insieme con altri cittadini e alcune associazioni animaliste che hanno presentato un esposto al Comune e alla Polizia municipale, i manifesti, sono stati oscurati con grandi fogli di carta bianca con scritto“abusivo”.
Gli attacchini dei circhi hanno pensato bene di riempire i muri e qualsiasi parete libera (anche facciate di palazzi) con i colorati manifesti che tanto colpiscono l’attenzione, soprattutto dei bambini. Nulla da dire contro il circo, anzi benvenuto a questo grande spettacolo che ha radici lontane e fornisce un sano divertimento ai più piccoli e non solo, ma, qualcosa da evidenziare riguardo al non rispetto delle regole, sicuramente c’è.
La Polizia municipale, in questi giorni ha oscurato più di 130 stampe, soprattutto relative ai circhi presenti in città. La sanzione, per ogni manifesto, non è cosa da poco: da quattrocento euro a salire. Non sono però solo i manifesti dei circhi a fare banco, perché nella realtà delle cose, molti utilizzano questo sistema che, a onor del vero, non è sanzionato così spesso come sta accadendo, in questo specifico caso, a seguito della denuncia. Così abbiamo approfondito l’argomento e ci siamo resi conto, girando per la città, che il problema è diffusissimo. Un palcoscenico a cielo aperto, dove le più disparate esigenze commerciali, artigiane o ludiche, sono pubblicizzate con sfrontatezza su tutti gli spazi liberi, siano essi muri di cinta, staccionate di cantiere edili, o portoni di civili abitazioni. Tutte hanno un denominatore comune: l’abusivismo! Chissà se, dalle parti del Comune, non si è prestata la dovuta attenzione al problema che, se da un lato dimostra come il far west esiste ancora, dall’altro consentirebbe, alle esangui casse del Comune e con i dovuti controlli, di potere fruire degli introiti derivanti da un’affissione regolare.
“La mia campagna contro i manifesti abusivi – così precisa il consigliere Tanania, da noi intervistato – è una battaglia di civiltà. Bisogna continuare quest’azione sanzionatoria -prosegue il consigliere del Pd – e, contestualmente, aumentare la disponibilità di spazi di affissione in città. Solo così- termina il suo intervento Tanania – possiamo contrastare la giungla dei manifesti abusivi e la loro incontrollata diffusione”.
Volendo, e questa è sicuramente la fase più difficile, anche un semplice cittadino potrebbe segnalare il luogo, dove sono affissi manifesti, locandine o affissioni abusive in genere, segnalandolo semplicemente alla Polizia municipale, servizio pubblicità (091 6954286), oppure inviare un fax indicando gli estremi della segnalazione (091-7406463) o ancora, alla segreteria della Polizia urbana (091 6954269). Abbiamo esordito usando il condizionale, in realtà questa forma collaborativa non si è ancora maturata, nella strana considerazione che la città non è cosa propria, anzi casa propria.
Con poco più di quaranta euro a notte pagati a dei bisognosi in cerca di guadagnare qualcosa, si perpetua la capacità di continuare a offendere visivamente e sotto gli occhi di tutti la città.

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