Punti nascita insicuri: troppe denunce - QdS

Punti nascita insicuri: troppe denunce

Liliana Rosano

Punti nascita insicuri: troppe denunce

giovedì 22 Dicembre 2011 - 00:00

Indagine della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario tra l’1 gennaio 2009 e il 31 agosto 2010. In Sicilia su 102 procedimenti penali in Sanità, 20 riguardano nascite, in Lombardia 8 su 30

PALERMO – In Sicilia ci sono presunti casi di malpractice che riguardano soprattutto il settore della ginecologia-ostetricia. I dati si incrociano con la questione della chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l’anno che sta facendo molto discutere. Se da un lato si vuole dare assistenza ai cittadini, dall’altra c’è l’esigenza di dare adeguato supporto professionale e tecnologico durante questo evento. In Italia, c’è un numero di punti nascita non sempre adeguatamente attrezzati, molto grande e a volte eccessivo rispetto alla popolazione interessata. La conseguenza è che in alcune di queste strutture viene per forza di cose effettuato un numero di parti molto marginale. Ciò porta in alcuni casi il personale in essi impiegato, sia medico che non, a non avere i necessari standard di professionalità e a non godere dell’adeguato supporto tecnologico.
Per questo, la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, il cui presidente è Leoluca Orlando, ha deciso di avviare uno specifico filone di indagine sui punti nascita, i cui risultati sono stati presentati ieri alla Camera. I dati della Commissione si concentrano sulle responsabilità professionale nell’ambito della ginecologia-ostetricia con una ricerca volta ad illustrare i profili strettamente penalistici del tema.
La Commissione ha elaborato una serie di questionari finalizzati a reperire dati tanto sugli aspetti tecnico-organizzativi, quanto su quelli medico-legali. I questionari del primo tipo sono stati inviati agli Assessorati regionali competenti; quelli del secondo tipo alle Procure della Repubblica di tutta Italia. Il periodo di riferimento preso in esame va dal 1° gennaio 2009 al 31 agosto 2010.
Nell’Isola, sono stati registrati 80 procedimenti penali per lesioni colpose a carico del personale sanitario nei distretti di Caltanissetta Messina, Catania, Palermo. L’indagine della Commissione ha analizzato anche i procedimenti per lesioni colpose a carico di personale sanitario verificatesi durante la gravidanza o il parto che nei quattro distretti siciliani sono in tutto 10. Nel dettaglio, i numeri che riguardano i procedimenti per lesioni colpose a carico di personale sanitario si dividono in indagini preliminari (38), dibattimento (4), archiviati (13), assoluzioni (1) e condanne (0).
I procedimenti per omicidio colposo a carico di personale sanitario sono, in tutti e quattro i distretti in questione, 111, 9 quelli verificatesi durante la gravidanza o il parto . Nelle varie fasi i dati sono i seguenti: indagini preliminari (61), dibattimento (3) , archiviati (25), assoluzioni (1) condanne (0). Interessante rilevare come, in entrambi i casi, non ci sono state condanne. Interessante il dato del distretto di Palermo che consiste di 6 tribunali circondariali (quelli valutati sono 4 :Trapani, Marsala, Agrigento e Sciacca). Il distretto ha numero totale di procedimenti a carico di personale sanitario per eventi verificatisi durante la gravidanza o il parto pari a 6 (di 183 procedimenti complessivamente avviati).
Nell’insieme dei 14 questionari relativi ai punti nascita pervenuti, un solo presidio registra più di 1000 parti anno: è l’unica struttura che riferisce la disponibilità della terapia intensiva neonatale e la presenza 24 h su 24 di almeno due medici e almeno due ostetrici di guardia. La situazione non è confortante se si pensa che in Italia i presunti casi di malpractice sono in aumento dal 18 al 18,5 % nel periodo che va dal 2009 al 2010. Precisamente in Sicilia su 102 denunce 20 riguardano i punti nascita; in Lombardia su 30 denunce 8 riguardano i punti nascita; in Calabria su 97 denunce 32 riguardano i punti nascita.

Errori e disavanzi, Orlando: “Chi spende tanto, non necessariamente spende meglio”
L’analisi della Commissione Orlando suipresunti casi di malasanità si intitola “Come si nasce, oggi, in Italia” e offre la prima mappatura dettagliata delle forme di assistenza assicurate a partorienti, nascituri, madri e neonati nel nostro Paese. "Bisogna garantire alle partorienti di città – afferma Leoluca Orlando – gli stessi diritti delle partorienti dei centri rurali. L’obiettivo non è partorire sotto casa ma in sicurezza. Ecco perchè i punti nascita dei paesini di montagna devono essere attrezzati con altri mezzi per garantire assistenza alle partorienti. In alcuni casi, il punto nascita, sebbene piccolo, è indispensabile perchè troppo lontano dal centro urbano. In quel caso, ci si deve attrezzare per garantire adeguati standard".
Quanto ai presunti casi di malasanità in Sicilia, Orlando osserva: "La Sicilia insieme alla Calabria e alla Campania presenta numerosi casi di presunti errori nella sanità. Si tratta di regioni sottoposte a piani di rientro. Questo significa che chi spende tanto non necessariamente spende meglio".

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