“Amianto e altri rifiuti pericolosi sommergono l’Oasi del Simeto” - QdS

“Amianto e altri rifiuti pericolosi sommergono l’Oasi del Simeto”

Melania Tanteri

“Amianto e altri rifiuti pericolosi sommergono l’Oasi del Simeto”

giovedì 02 Febbraio 2012 - 04:15
“Amianto e altri rifiuti pericolosi sommergono l’Oasi del Simeto”

In due denunce presentate alla Procura l’elenco e la mappa degli elementi nocivi

CATANIA – Una riserva naturale non tutelata, sommersa nell’amianto e in altri rifiuti speciali. È l’Oasi del Simeto, in provincia di Catania, da anni sotto i riflettori delle associazioni ambientaliste che, da tempo, chiedono maggiore tutela e interventi politici in un’area ad alto valore naturalistico, e di conseguenza economico e turistico, poco valorizzata e, in certi casi, abbandonata da chi dovrebbe essere preposto alla sua salvaguardia. E, se i rappresentanti di Wwf e Lipu, hanno annunciato che si dimetteranno dall’incarico nel «Consiglio provinciale scientifico» se la Provincia dovesse proseguire nel non intervenire a tutela dell’Oasi, Legambiente rincara la dose, ricordando come, all’interno della Riserva vi siano rifiuti speciali ed altamente nocivi, come l’eternit, senza che nessuno, per quanto obbligato dalla legge, sia ancora intervenuto.
“Tra i siti contaminati da rifiuti contenenti amianto all’interno della riserva Oasi del Simeto (oggetto di una denunzia di Legambiente dello scorso mese di ottobre alla Procura della Repubblica) – speigano i rappresentanti dell’associazione – rientra un’area estesa circa 2,5 ettari (oggetto di una seconda specifica denunzia di Legambiente dello scorso 21 gennaio alla Procura della Repubblica) ricolma di rifiuti contenenti amianto. Si tratta – aggiungono – di un’area, posta nella parte centrale della riserva, tra quelle con il più elevato interesse naturalistico, in cui sono presenti da anni tonnellate di manufatti in cemento amianto in pessimo stato di conservazione, la maggior parte dei quali frantumati e capaci, quindi, di liberare fibre di amianto, con gravissime conseguenze, oltre che per l’ambiente, anche per la salute pubblica”.
Secondo Legambiente, il Direttore della riserva avrebbe dovuto far presente all’assessore all’ambiente e al presidente della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe Castiglione, la pericolosità della situazione, la necessità di effettuare la bonifica dell’area, interdicendo l’area al pubblico per poi procedere alla bonifica stessa.
Secondo il comma 1 dell’art. 160 della legge regionale n.25 del 1993 (Interventi straordinari per l’occupazione produttiva in Sicilia), infatti, “Le province regionali svolgono obbligatoriamente l’attività di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani e di rifiuti speciali, nelle parti di territorio esterno ai perimetri dei centri abitat e, secondo il comma 2, “Nello svolgimento dell’attività di cui al comma 1 è data priorità alla raccolta dei rifiuti abbandonati lungo i litorali marini e nelle aree naturali protette”.
Un aspetto, quest’ultimo, evidenziato anche dal Wwf che ha ricordato come, proprio sulla presenza di amianto nella riserva, l’assessore Rotella aveva convocato un incontro chiedendo la collaborazione delle associazioni ambientaliste. “Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, ma non abbiamo saputo più nulla” – ha commentato.
Da qui la richiesta all’assessore di impegnarsi pubblicamente per tutelare l’area, redigere il Piano di utilizzo e assumersi gli impegni per fare rispettare gli obblighi di legge, tra tutti il divieto di discarica, di pesca e di balneazione.

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