Spesa per i servizi sociali. Piemonte batte Sicilia 621 a 354 - QdS

Spesa per i servizi sociali. Piemonte batte Sicilia 621 a 354

Liliana Rosano

Spesa per i servizi sociali. Piemonte batte Sicilia 621 a 354

venerdì 02 Marzo 2012 - 00:00

Lo ha rilevato l’Istat nell’ultimo Rapporto sulla coesione sociale: i dati si riferiscono al 2008. Parliamo dei milioni di € destinati al welfare. Meglio di noi anche Lazio e Lombardia

PALERMO – Nel 2008, la Sicilia ha speso 354 milioni di euro per interventi e servizi sociali, così come ha rilevato l’Istat nel suo ultimo Rapporto sulla coesione sociale, curato insieme al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L’obiettivo è quello di fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.
In Italia, la spesa per i servizi sociali offerti dai comuni è finalizzata al sostegno delle famiglie in condizioni di bisogno per la crescita dei figli, per l’assistenza agli anziani e ai disabili, la spesa è inoltre rivolta a fornire un aiuto a fronte di condizioni di povertà e ai problemi correlati all’immigrazione.
Nell’Isola, la spesa pro-capite per interventi e servizi sociali è stata pari al 70,3 euro. Una cifra irrilevante se pensiamo che nella provincia autonoma di Trento la spesa pro-capite è stata di 280 euro. Le aree di utenza sono cosi suddivise: famiglie e minori disabili, dipendenze, anziani, immigrati e nomadi, povertà e adulti senza fissa dimora e infine le multiutenze. La fetta più consistente dei contributi viene destinata alle famiglie e minori disabili, per cui i comuni siciliani hanno speso 172 milioni di euro. Per i disabili la spesa invece è stata di 80,3 milioni di euro, 2,3 mln sono stati destinati alle dipendenze, 70,8 milioni agli anziani, 4,8 agli immigrati e nomadi, 16 milioni per la povertà e 7 milioni per la multiutenza.
Di questi 354 milioni di euro: 118,7 milioni sono stati destinati per interventi e servizi, 112,3 mln è invece la somma dei traferimenti in denaro. Infine, quasi 123 milioni di euro sono stati impiegati per le strutture.
I Comuni gestiscono singolarmente il 75% della spesa sociale. Diversi tipi di enti affiancano o sostituiscono i Comuni nella gestione dei servizi sociali, con ruoli che si differenziano a livello regionale: gli Ambiti e i Distretti sociali, i Consorzi, le Asl, le Comunità montane e l’Unione dei Comuni che si differenziano a livello regionale. In Sicilia, i comuni hanno speso nel 2008 la fetta più grossa degli interventi in materia sociale: 353, 7 milioni di euro. Il resto, soltanto 312 mila euro è stato supportato dai distretti sociali. A livello regionale, con interventi pari a 1,1 miliardo di euro, la Lombardia è la regione che complessivamente ha speso di più. A seguire, il Lazio (750 milioni di euro), l’Emilia Romagna (723 mln), il Piemonte (621 milioni di euro).
In tutta la Penisola, nel 2008 i comuni italiani, in forma singola o associata, hanno destinato agli interventi e ai servizi sociali 6,662 miliardi di euro, pari allo 0,42% del Pil nazionale. Rispetto al 2007 la spesa sociale gestita a livello locale è aumentata del 4,1%, in linea con la dinamica di leggera crescita osservata dal 2003, primo anno in cui è stata effettuata la rilevazione.
Rimangono pressoché invariate le differenze fra le ripartizioni territoriali: il Nord-est si colloca al di sopra delle altre aree geografiche con lo 0,5% del Pil; il Centro, il Nord-Ovest e le Isole spendono poco più dello 0,4%; il Sud, con lo 0,3% del Pil, si attesta al di sotto della media nazionale e non recupera la distanza dalle altre ripartizioni nel corso del quinquennio.

Spesa pro capite. 280 euro nella provincia di Trento, solo 30 in Calabria
La situazione regionale è fortemente disomogenea: si passa da una spesa pro capite di 280 euro nella provincia di Trento a 30 euro in Calabria. Al di sotto del valore medio nazionale si collocano tutte le regioni del Mezzogiorno, a eccezione della Sardegna. La dinamica temporale mostra la mancanza di un processo di convergenza delle regioni per il conseguimento di un maggiore equilibrio delle risorse disponibili a livello territoriale. A livello nazionale il 38,7% della spesa sociale è destinato dai servizi di supporto alle esigenze delle varie categorie di utenti, mentre il 34,5% è assorbito dal funzionamento delle strutture; il restante il 26,8% è destinato ai trasferimenti in denaro, erogati direttamente alle famiglie bisognose di assistenza specifica o versati ai diversi enti che operano nel settore. La spesa per la gestione di strutture incide maggiormente nei comuni del Centro (43,3%) e del Nord-est (39%), mentre al Sud tale quota è nettamente al di sotto della media (25,5%), evidenziando una ridotta disponibilità di strutture sul territorio. Dal punto di vista della tipologia di interventi l’articolazione regionale è decisamente differenziata; nelle regioni del Sud si registra una maggiore spesa per politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale (in Calabria pari al 24% della spesa totale).

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