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Rifiuti, neanche a Roma sanno più dove metterli

redazione

Rifiuti, neanche a Roma sanno più dove metterli

venerdì 16 Marzo 2012 - 00:00
Rifiuti, neanche a Roma sanno più dove metterli

Scade la concessione per la discarica. Non si è ancora trovato un sito idoneo

ROMA – “Il 22 marzo avremo di nuovo una riunione con la Provincia di Roma, il Comune e la Regione Lazio per esaminare i risultati delle indagini avviate e mi auguro per trovare una conclusione. Resta il fatto che nel momento in cui Malagrotta non è più utilizzabile dopo giugno 2012 la risposta deve essere una risposta operativa, non possiamo permetterci di trovarci in una situazione di emergenza rifiuti nella capitale d’Italia".
Lo ha evidenziato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, rispondendo a un’interpellanza sulla situazione dei rifiuti a Roma, in aula della Camera. In merito alle criticità dei siti che sono stati individuati, ha spiegato Clini, “è noto che per il sito di Corcolle sono emerse valutazioni contrarie dell’autorità di bacino del Tevere e del ministero dei Beni Culturali e che queste hanno fatto emergere, sei mesi dopo l’inizio del commissariato, problematiche circa la fattibilità delle scelte che erano state individuate e, a valle della presa di posizione del Mibac e dell’autorità di bacino, è stato richiesto dal commissario al ministero dell’Ambiente un intervento". E l’intervento, ha detto ancora Clini, “è in corso: abbiamo convocato il presidente della Regione Lazio, il sindaco di Roma e il presidente della Provincia per verificare lo stato degli atti e per esaminare la fattibilità di soluzioni concrete che consentano di smaltire i rifiuti urbani di Roma in modo coerente con la legislazione italiana ed europea nel momento in cui a giugno del 2012 scadrà la proroga per la discarica Malagrotta”.
Per questo, ha concluso, “abbiamo avviato un gruppo lavoro tecnico con due obiettivi: raccogliere tutti gli elementi tecnici a supporto della scelta della Regione Lazio che ha individuato sette siti possibili verificando contestualmente la presenza di vincoli che richiederebbero di procedere in deroga, partendo dal presupposto che il ministro non ritiene opportuno procedere in deroga a norme ambientali per risolvere problemi ambientali. La seconda linea di attività riguarda l’accertamento della fine dell’emergenza: i due siti erano stati individuati per una gestione transitoria, abbiamo chiesto alla Regione di conoscere quali sono le caratteristiche della soluzione definitiva: quali sono le soluzioni scelte; quali sono le procedure amministrative attivate per fare in modo che le soluzioni siano operative in un arco di tempo di al massimo 36 mesi e quali sono le strumentazioni finanziarie che consentano di concludere l’emergenza transitoria”.
“Tutti devono avere la forza di fare un passo indietro altrimenti la decisione non si prende e rischiamo di finire come Napoli”, detto il sindaco, Gianni Alemanno, in merito alla situazione dei rifiuti nella Capitale, a margine di un evento all’Aranciera di San Sisto a Roma. “Chi si mette di traverso compie un grande reato contro la nostra città – ha aggiunto -. L’importante è che si scelga in base a motivazioni esclusivamente tecniche”.

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