Sventato un attentato contro un magistrato Dda - QdS

Sventato un attentato contro un magistrato Dda

redazione

Sventato un attentato contro un magistrato Dda

venerdì 23 Marzo 2012 - 03:00

Il sostituto procuratore Pasquale Pacifico nel mirino delle cosche etnee

CATANIA – È stato sventato dai Carabinieri il progetto di un attentato alla vita del sostituto procuratore Pasquale Pacifico, magistrato in servizio presso la Direzione distrettuale antimafia di Catania, impegnato da diversi anni in importanti indagini contro le cosche etnee.
È stato grazie alle rivelazioni di un detenuto, ex collaboratore di giustizia estromesso dal programma di protezione, che i militari dell’Arma sono riusciti a sventare il progetto di attentato, orchestrato da Orazio Finocchiaro, catanese di 40 anni appartenente al clan "Cappello-Carateddi". Il pregiudicato, attualmente detenuto per altra causa, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Messina, è stato emesso dal gip del Tribunale di Messina, Daniela Urbani, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.
Le indagini sul progetto di attentato sono state avviate alcuni mesi orsono, quando il già citato ex collaboratore di giustizia ha riferito agli inquirenti di avere ricevuto mandato da Orazio Finocchiaro di uccidere il magistrato Pacifico, verso il quale il gruppo "Cappello-Carateddi" aveva maturato una forte animosità. Tali direttive gli sarebbero giunte attraverso alcuni "pizzini", recapitatigli in carcere e recuperati dagli inquirenti, che a mezzo di accertamenti grafici ne hanno stabilito in modo inconfutabile la paternità.
L’attentato, secondo gli investigatori, avrebbe verosimilmente costituito un mezzo per affermare la leadership emergente di Finocchiaro, il quale a differenza dei capi storici del sodalizio – Orazio Privitera e Sebastiano Lo Giudice, sottoposti al regime del 41 bis – era destinato a uscire dal carcere di qui a pochi mesi.
"I riscontri investigativi – hanno spiegato dagli investigatori – hanno evidenziato come la progettazione da parte di Finocchiaro di un delitto diretto a colpire una figura di elevato profilo istituzionale, sia indice di una personalità ambiziosa, che mira ad acquisire potere e guadagnare posizioni nella articolazione gerarchica del gruppo mafioso”.

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