Agricoltura, export e valore produzione i punti deboli - QdS

Agricoltura, export e valore produzione i punti deboli

Serena Giovanna Grasso

Agricoltura, export e valore produzione i punti deboli

mercoledì 17 Luglio 2019 - 06:00
Agricoltura, export e valore produzione i punti deboli

Centro studi Confagricoltura: l’Isola, però, ha il primato per il Mezzogiorno del numero di imprese (79.570 nel 2018). In Sicilia l’ammontare delle esportazioni di prodotti agricoli rappresenta appena il 2,4% del totale italiano: lo scorso anno è stato pari a 2,1 miliardi di euro (+2,6% rispetto al 2017). In drastica riduzione il valore della produzione: nel 2018 si rileva il -2,6% (quattro miliardi di euro, contro i 4,1 miliardi dell’anno precedente)

PALERMO – Oltre il 10% delle imprese agricole attive nel 2018 è siciliano: sono, infatti, 79.570 le unità iscritte nel registro delle imprese, il 10,7% delle 741.349 complessivamente rilevate a livello nazionale. Secondo quanto emerge dalla lettura del rapporto “L’agricoltura nel Mezzogiorno d’Italia” del centro studi Confagricoltura, si tratterebbe di un valore in crescita rispetto agli anni precedenti (+1,1% rispetto alle 78.694 del 2016).

Rispetto alle regioni del Mezzogiorno, è proprio la Sicilia a vantare il numero più alto di imprese operanti nel settore. A seguire troviamo la Puglia (77.900, con lo 0,8% in meno rispetto alle 78.525 del 2016) e la Campania (61.141, +0,7% rispetto alle 60.735 del 2016). Mentre la Calabria (+3,4%, da 30.740 a 31.795) è la regione con l’incremento percentuale più elevato tra il 2016 e il 2018. D’altra parte, troviamo il Molise (-1,9%, da 10.249 a 10.051), la regione con la contrazione più consistente in termini percentuali.

Se da una parte, cresce il numero di imprese agricole in Sicilia, dall’altra, si riduce sensibilmente il valore della produzione, pur confermandosi il più elevato nel Mezzogiorno: infatti, nel 2018 sarebbe stato pari a quattro miliardi (quasi l’8% del valore della produzione agricola italiana pari a 51,3 miliardi di euro), il 2,6% in meno rispetto ai 4,1 miliardi del 2016 e 2017. In Calabria si osserva la contrazione più sostenuta, pari al 9,4% in meno (da 2,1 miliardi di euro del 2017 a 1,9 miliardi di euro del 2018).

In generale, in tutto il Mezzogiorno si osserva questo andamento volto alla contrazione (-2,1%), con le uniche eccezioni di Basilicata (+1,7%) e Sardegna (+0,4%). Il contributo delle otto regioni meridionali ed insulari alla formazione del valore della produzione nazionale del settore agricolo è stato sensibilmente contenuto (34% del totale nazionale), rispetto alla superficie agricola utilizzata (nel Mezzogiorno si concentra quasi metà del totale italiano, esattamente il 48%).

Mentre in riferimento al valore delle esportazioni di prodotti agricoli e agroalimentari, in Sicilia appare in crescita: infatti, nel 2018 è stato pari a 1,2 miliardi di euro (appena il 2,4% del valore italiano), il 2,6% in più rispetto agli 1,1 miliardi di euro del 2017. A prevalere, è il contributo della Campania (3,2 miliardi di euro), regione che da sola concentra quasi metà del valore delle esportazioni dell’intero Mezzogiorno (7,1 miliardi di euro). Il valore delle esportazioni del Mezzogiorno rappresenta appena il 17% del totale nazionale.

Come scrive Confagricoltura “i diversi indicatori evidenziano come l’economia agricola del Mezzogiorno sia esposta, più di quella nazionale, a diverse criticità, riconducibili soprattutto all’elevato numero di aziende agricole di piccole dimensioni, a crescenti fenomeni di desertificazione dei suoli, alla diffusa inefficienza di infrastrutture di trasporto e comunicazione (strade, ferrovie, connessioni internet a banda larga). Le Regioni del Mezzogiorno d’Italia rappresentano il 48% della Sau nazionale, ma l’organizzazione del sistema agricolo ‘meridionale’ evidenzia criticità riconducibili soprattutto all’elevato numero di aziende agricole di dimensione media sensibilmente inferiore rispetto quella nazionale (8,8 ettari, contro gli 11 nazionali)”.

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