Alluvione Casteldaccia, superstite, "Io e mia figlia abbandonati" - QdS

Alluvione Casteldaccia, superstite, “Io e mia figlia abbandonati”

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Alluvione Casteldaccia, superstite, “Io e mia figlia abbandonati”

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domenica 14 Marzo 2021 - 13:19

Il 3 novembre del 2018 Giuseppe Giordano perse la moglie, i figli, i genitori, la sorella, il nipote. Rimase in vita solo lui e la figlioletta Asia. Oggi è ancora in crisi economica e nessuno lo aiuta

“Oggi Asia compie 14 anni e anche questo compleanno lo abbiamo passato con quello che è rimasto della nostra famiglia, senza la sua mamma e i suoi fratellini, senza i suoi nonni e tutti i nostri parenti morti in quella tragica notte del 3 novembre di tre anni fa. Nel frattempo, nessuno più si è occupato di noi. Siamo stati abbandonati“. Lo dice Giuseppe Giordano, 37 anni, che assieme alla sua bambina, al cognato e alla nipote è sopravvissuto alla tragedia che si consumò la notte del 3 novembre 2018 nell’alluvione di Casteldaccia, quando l’esondazione del torrente Milicia si portò via 9 persone distruggendo la villetta presa in affitto dove stavano trascorrendo le festività di Ognissanti e Defunti.

Una famiglia distrutta in pochi attimi, dopo il lutto le difficoltà economiche

La villetta, in contrada Dagali di Cavallaro, in cui si trovavano 13 persone fu investita dal fango: morirono la moglie, Stefania Catanzaro di 33 anni, il figlio Federico di 15 anni, la figlia Rachele di 1 anno, i genitori Antonino Giordano, 65 anni e Matilde Comito, 57 anni, la sorella Monia Giordano di 40 anni e suo figlio Francesco Rughoo di 3 anni.

A perdere la vita anche Nunzia Flamia di 65 anni, madre di Luca Rughoo, il marito della sorella di Giuseppe Giordano. “Da quel giorno, mi è crollato il mondo, sono distrutto e la mia vita è finita, adesso vivo soltanto per mia figlia Asia – dice Giordano -. Ho dovuto chiudere il negozio di moto che avevo in via Lascaris, sono stato travolto da tutto. Una situazione difficile sia dal punto di vista psicologico che economico“. Anche le spese funerarie circa 18 mila euro sono state una mazzata.

“Dal comune di Palermo ho ricevuto un contributo di duemila e 800 euro circa – sottolinea Giordano – poi non si è visto più nessuno. Anche Asia ogni tanto mi chiede perché nessuno ci ha più aiutati dopo le numerose promesse ricevute. Sono stato per mesi senza un lavoro, adesso ho una collaborazione con un privato che ringrazio di cuore per l’aiuto che ci ha dato, ma è difficile”. Parenti, amici e persino clienti sono stati vicini a Giordano che ovviamente si augura di poter avere un lavoro: “Rinnovo l’appello alle istituzioni affinché la mia vita con Asia possa essere più serena grazie a un lavoro stabile per me, che possa darci un futuro migliore”.

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