Amministratori comunali, in Sicilia 1 su 3 è donna - QdS

Amministratori comunali, in Sicilia 1 su 3 è donna

Serena Giovanna Grasso

Amministratori comunali, in Sicilia 1 su 3 è donna

venerdì 12 Luglio 2019 - 00:00
Amministratori comunali, in Sicilia 1 su 3 è donna

Sono il 36,8% contro il 30% totalizzato dall’intero Sud: notevole l’incremento rispetto al 10% del 2004. Lo dice l’Istat: nell’Isola si registra anche l’incidenza più elevata di “under 40”: sono il 37,5%

PALERMO – In Sicilia oltre un amministratore comunale su tre è donna. Nel 2018 con un’incidenza pari al 36,8%, la nostra regione ottiene il terzo valore più elevato a livello nazionale. In Emilia Romagna e Valle d’Aosta si rileva una componente femminile superiore, rispettivamente pari al 37,5% e 36,9%.

Secondo i dati contenuti all’interno del rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile), recentemente diffuso dall’Istituto nazionale di statistica, la Sicilia si distingue positivamente, superando abbondantemente i risultati medi totalizzati nel Mezzogiorno (30%) e rendendo più concreta la parità di genere. Notevoli passi in avanti sono stati fatti nel corso degli anni: basti pensare che nel 2004 era donna appena un amministratore comunale su dieci (10%),nel 2013 si è arrivati al 24,7%, nel 2016 si è toccato il 31,5%, fino agli ottimi risultati totalizzati lo scorso anno.

La provincia di Enna si colloca seconda in Italia per incidenza maggiormente sostenuta (40,1%), segue solo a Bologna (40,2%). A seguire troviamo Ravenna (39,5%), Ferrara (39,4%) e Agrigento (39,3%, nel 2004 era appena pari al 6,6%). Incidenze superiori alla media regionale si osservano anche a Messina e Palermo (rispettivamente al nono e quindicesimo posto in Italia con 38,5% e 37,4%).

Siracusa è la provincia con l’incidenza di amministratori comunali donne maggiormente contenuta per la Sicilia: infatti, con il 31,9%, la provincia si uniforma alla media nazionale (31,7%). Mentre le province di Catanzaro, Frosinone e Benevento si collocano in fondo alla classifica italiana (rispettivamente con il 22,5%, 23,6% e 23,8%).

La nostra regione si distingue in positivo anche per quota di amministratori con un’età inferiore ai quarant’anni. Infatti, la Sicilia è la regione con l’incidenza più sostenuta in Italia (37,5%), anche se in questo caso la situazione appare per lo più stabile in confronto agli anni precedenti: infatti, nel 2004 quest’incidenza era pari al 37% e nel 2013 è arrivata a toccare il 41,4%. A seguire troviamo la Calabria (36,2%), Sardegna (34,7%) e Basilicata (32,9%).

Ci stacchiamo di circa otto punti percentuali dalla media meridionale (29,2%) e nove punti da quella nazionale (28,4%). Dall’altra parte della classifica scorgiamo regioni come la Liguria (21,6%), Friuli Venezia Giulia (26,5%) e Lombardia (26,6%). In generale, nelle regioni settentrionali si registra un andamento più tendente al basso: la Toscana è la prima regione per il Settentrione e si colloca al sesto posto in Italia con il 29,3%, mentre all’ottavo posto troviamo l’Emilia Romagna (28,9%).

A livello provinciale è Crotone la città con l’incidenza maggiormente elevata (43,6%), a seguire troviamo Enna (42,8%), Vibo Valentia (40,1%) e Caltanissetta (39,9%). Incidenze superiori alla media regionale si osservano anche ad Agrigento (39,6%), Messina (38,9%, nel 2004 era pari al 41,3%) e Palermo (38,7%).

I valori più contenuti si osservano a Siracusa (29,3%, in calo rispetto al 31,9% del 2004) e Ragusa (27,9%, in notevole discesa rispetto al 32,9% del 2004), perlopiù uniformi ai valori medi regionali. Mentre a Trieste poco più di un amministratore comunale su dieci ha meno di quarant’anni (13,4%). Incidenze bassissime si rilevano anche a Biella (18,2%), Genova (19,4%) e Alessandria (19,5%).

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