Arresto cardiaco, le nuove linee guida dell’Irc per la sicurezza delle vittime e dei soccorritori - QdS

Arresto cardiaco, le nuove linee guida dell’Irc per la sicurezza delle vittime e dei soccorritori

redazione

Arresto cardiaco, le nuove linee guida dell’Irc per la sicurezza delle vittime e dei soccorritori

mercoledì 01 Luglio 2020 - 00:00
Arresto cardiaco, le nuove linee guida dell’Irc per la sicurezza delle vittime e dei soccorritori

Indicazioni diffuse dall’Italian resuscitation council, società scientifica accreditata presso il ministero della Salute

in collaborazione con ITALPRESS

ROMA – Soccorrere le persone colpite da arresto cardiaco e allo stesso tempo garantire una protezione adeguata dal contagio per i soccorritori: è questo l’obiettivo delle linee guida su primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare durante la pandemia di Covid-19 pubblicate da Italian resuscitation council (Irc), società scientifica accreditata presso il ministero della Salute e associazione senza scopo di lucro che riunisce medici e infermieri esperti in rianimazione cardiopolmonare.

Le linee guida, che riprendono e adattano alla realtà italiana il vademecum diffuso a livello internazionale dallo European resuscitation council (Erc) e per cui anche Irc ha collaborato direttamente con i suoi rappresentanti, toccano alcuni aspetti essenziali, come la necessità che anche e soprattutto le persone comuni intervengano, chiamino il 112 o il 118 e inizino la rianimazione cardiopolmonare in attesa dell’arrivo dei soccorsi, seguendo alcune indicazioni anti-contagio. Viene inoltre sottolineata, in un paragrafo appositamente integrato da Irc, l’importanza per gli addetti al soccorso di effettuare la ventilazione in modo protetto (utilizzando gli strumenti a loro disposizione, come il pallone con filtro e maschera), soprattutto in alcuni casi specifici come nelle vittime di annegamento e nei bambini.

Sono 400.000 in Europa, 60.000 in Italia, le persone che ogni anno muoiono per arresto cardiaco improvviso. Il 70% degli arresti cardiaci, avviene in presenza di altre persone che potrebbero iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare, ma ciò accade solo in circa il 15% dei casi, perché chi è accanto alla vittima non è formato, non sa riconoscere un arresto cardiaco oppure non si sente in grado di intervenire.

“A seguito della pandemia da Coronavirus – osserva Giuseppe Ristagno, presidente di Italian resuscitation council – la paura di intervenire rischia di aumentare e di incidere negativamente sulla sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco. Con le linee guida, che traducono i contenuti fissati a livello internazionale da Erc e li adattano alla realtà italiana, vogliamo dare indicazioni concrete su come intervenire, riducendo il più possibile il rischio di contagio. In questo contesto è fondamentale riprendere il prima possibile la formazione sul primo soccorso, anche a distanza e nel pieno rispetto delle norme anti-contagio, per aumentare il numero di persone capaci di intervenire tempestivamente e di contribuire a salvare vite”.

Per i soccorritori “laici”, ovvero le persone comuni che non sono medici o operatori sanitari, che assistono a un arresto cardiaco, le linee guida suggeriscono di: chiamare e scuotere la vittima dai fianchi e verificare se essa respira osservando il movimento del torace e dell’addome, senza avvicinare il proprio viso alla bocca e al naso della persona soccorsa; chiamare il 118 o il 112 se la vittima non risponde e non respira; iniziare il massaggio cardiaco con le compressioni toraciche (i soccorritori laici possono prendere in considerazione di posizionare una mascherina chirurgica o, se non disponibile, un panno/asciugamano sulla bocca e sul naso della vittima prima di iniziare le compressioni toraciche per ridurre l’eventuale diffusione del virus); chiedere ed applicare appena possibile un defibrillatore semiautomatico esterno (Dae); al termine della rianimazione cardiopolmonare e il prima possibile, i soccorritori laici dovrebbero lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o disinfettarsi le mani con un gel idroalcolico e contattare le autorità sanitarie locali per chiedere informazioni su come comportarsi dopo essere stati in contatto con una persona con sospetto o confermato Covid-19.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684