Ddl stralcio approda all’Ars, dubbi su aumento spesa - QdS

Ddl stralcio approda all’Ars, dubbi su aumento spesa

Raffaella Pessina

Ddl stralcio approda all’Ars, dubbi su aumento spesa

martedì 26 Gennaio 2021 - 00:00
Ddl stralcio approda all’Ars,  dubbi su aumento spesa

Alcune norme sarebbero in contrasto con l’accordo firmato con Roma. Dirigenti, assunzioni e partecipate: ecco cosa prevede il testo

PALERMO – Oggi pomeriggio si riunisce l’Aula dell’Assemblea regionale siciliana per esaminare il ddl stralcio IV e gli emendamenti presentati entro il termine stabilito. Il tema del testo sono le “disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie”.
Un testo di 15 articoli che desta non poche perplessità. Nonostante si tratti di un disegno di legge col quale in commissione Bilancio si è cercato di sintetizzare le tante norme che erano contenute in tre testi epurandolo da norme di spesa (non consentite in piena sessione di bilancio), ci sono disposizioni destinate a far discutere i parlamentari di Sala D’Ercole.

A cominciare dai primi due articoli, che riguardano dirigenti, assunzioni e procedure concorsuali in Regione e nelle partecipate; ed ecco perché alcuni emendamenti presentati puntano a modifiche sostanziali. Voci di corridoio a Palazzo dei Normanni dicono che questo documento sarebbe in alcune sue parti in contrasto con l’accordo raggiunto pochi giorni fa dalla Regione con lo Stato che, a fronte del via libera alla spalmatura in dieci anni del disavanzo da 1,7 miliardi, prevede riduzioni di spesa proprio a cominciare dal “capitolo” partecipazioni societarie, oneri accessori per i dirigenti, oltre a una riorganizzazione della struttura amministrativa. Inoltre, in base al decreto Madia prima di procedere ad assunzioni la Regione dovrebbe definire tutti i fabbisogni, disposizione questa finora non attuata in modo compiuto.

Un’altra incognita riguarderebbe l’articolo 6 sull’attività ispettiva sulle partecipate regionali e sugli enti vigilati. Nel disegno si prevede una cosiddetta esternalizzazione della funzione di vigilanza, finora esercitata dalla Ragioneria generale con i propri dirigenti e funzionari in servizio e iscritti all’albo regionale degli ispettori contabili. La norma in questione prevede che l’amministrazione possa avvalersi della collaborazione di soggetti esterni: avvocati, commercialisti, aziendalisti, revisori dei conti, magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, dirigenti o funzionari statali e regionali in quiescenza.
Professionisti che verrebbero nominati dal Ragioniere generale, “di concerto con i dirigenti generali dei dipartimenti dell’amministrazione regionale che svolge attività di controllo tutori”. Requisito, la “comprovata esperienza in materia contabile o amministrativa” e iscrizione nell’albo regionale. A destare perplessità è l’ultimo comma: compensi e rimborsi spesa degli esterni saranno “a carico degli enti, delle aziende e delle società soggette all’ispezione o all’attività di verifica”. Insomma, il controllato pagherà il controllore.

Ma all’ordine del giorno dell’Aula vi sono molti altri punti a cominciare dalle norme su “Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo del territorio”, “Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto della Regione, recante Abolizione del ‘numero chiuso’ per l’accesso ai corsi universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264”; “Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi”; “Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane”; “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380”.

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