Dall'Assemblea regionale ok alla Finanziaria… senza Governatore - QdS

Dall’Assemblea regionale ok alla Finanziaria… senza Governatore

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Dall’Assemblea regionale ok alla Finanziaria… senza Governatore

sabato 02 Maggio 2020 - 19:01
Dall’Assemblea regionale ok alla Finanziaria… senza Governatore

Per la prima volta è stata approvata senza la presenza del capo del governo regionale. In aula tra misure anti-coronavirus, dubbi sulle coperture, insulti e bagarre. E a gestire tutto con grande equilibio è stato il presidente dell'Assemblea, Gianfranco Miccichè

E’ stata una finanziaria sui generis quella approvata nel tardo pomeriggio di oggi dall’Ars con 32 voti a favore e 23 contrari: la prima senza il presidente della Regione in aula.

La Finanziaria del coronavirus

A condizionarne contenuti e tempi è stata sì l’emergenza coronavirus – con deputati e assessori muniti di guanti e mascherine, seduti in scranni distanziati – e ciò ha comportato qualche ritardo -, e gli assistenti parlamentari sempre pronti a sanificare banchi e microfoni – ma soprattutto insulti e polemiche politiche.

Il governatore Nello Musumeci è rimasto in aula soltanto per poche ore all’inizio della seduta del 29 aprile, poi ha abbandonato senza più mettervi piede dopo aver attaccato il parlamentare di Iv Luca Sammartino, “colpevole” a suo dire di aver chiesto il voto segreto su una norma in discussione.

Una pratica, quella del voto segreto, contro cui Musumeci si batte da alcuni mesi ma che è tuttora previsto dal regolamento parlamentare. Peraltro, nella scorsa legislatura Musumeci, allora esponente dell’opposizione al governo Crocetta, lo difese in aula definendolo “legittimo strumento del Parlamento”.

La finanziaria di Gianfranco Micciché

Ma questa – dopo la Legge di Stabilità, l’Ars ha approvato anche il bilancio della Regione con 36 voti favorevoli e 22 contrari – è stata soprattutto la “finanziaria di Gianfranco Miccichè”: il presidente dell’Ars è riuscito a gestire l’aula nonostante le difficoltà con concretezza – ha subito ammesso che, su Sammartino, “quelle cose il presidente Musumeci non le doveva dire”, guadagnandosi l’applauso dell’aula – e un piglio disteso, con un frequente ricorso alle battute: “Non siamo in un Far West, lo sceriffo c’è”, una delle tante uscite di Miccichè, che ha persino sdoganato il termine “marchette” prendendosela con un emendamento proveniente dalla capogruppo Udc.

La finanziaria dei Poc

È stata anche la “finanziaria dei Poc”, acronimo di programma operativo complementare: fondi utilizzati per coprire gran parte degli stanziamenti previsti dalla manovra regionale ma per poterli utilizzare serve il via libera da parte dello Stato. Da qui i profondi dubbi di molti esponenti dell’opposizione sulla effettiva possibilità delle norme di incidere per il sostegno e il rilancio dell’economia e dell’occupazione nell’isola.

Armao, finanziaria imponente per emergenza covid

Proprio su questo argomento è intervenuto l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, il quale ha sottolineato che “Le risorse provengono da una rimodulazione dei fondi extraregionali e dei fondi statali Poc 2014/2020”.

“E’ una manovra imponente destinata famiglie disagiate imprese e comuni per affrontare l’emergenza covid-19 – ha commentato Armao -, abbiamo in totale 22,5 miliardi di euro nel bilancio 2020 e a oltre sessanta miliardi quello triennale”.

“E’ il quinto bilancio che seguo da responsabile dell’Economia – ha aggiunto -, ma il più importante mai approvato e forse il più rilevante degli ultimi trent’anni per dimensioni finanziarie. L’obiettivo di Palazzo Orleans è affrontare la Fase 2, il piano per la ricostruzione economica, incidendo, sostanzialmente, su tre settori: famiglie povere, enti locali e imprese”.

La “finanziaria delle marchette”

Nel finale quando è spuntato un maxi-emendamento che ha stanziato ulteriori 8,2 mln per enti, associazioni, teatri, Pd e M5s hanno parlato di “finanziaria delle marchette”, di “lancio di caramelle” e di “nuova tabella H”.

Nei prossimi giorni si capirà se proprio a partire dalla finanziaria ci potrebbe essere un “nuovo equilibrio” a Sala d’Ercole, alla luce del sostegno alle norme del governo che è più volte arrivato da parte di pezzi del M5s.

Spaccatura nel M5s e nuovi assetti

Il voto finale della legge finanziaria ha messo a nudo le divergenze interne al gruppo del M5s all’Ars, già evidenziate nella differente strategia adottata nella stesura degli emendamenti al testo del governo. In quattro si sono astenuti, 13 hanno votato contro mentre Sergio Tancredi, espulso dai probiviri ma ancora nel gruppo, ha votato addirittura a favore.

Tra le norme approvate oggi gli aiuti alle aziende

Oggi l’Ars ha dato il via libera al pacchetto di norme per aiuti alle imprese e al comparto del turismo. A partire dai prestiti erogati da Irfis, Ircac e Crias per aziende artigiane, partite iva e imprese fino a un massimo di 25 mila euro, con una parte a fondo perduto. Alle cooperative giovanili, che hanno ricevuto prestiti dall’Ircac, viene data la possibilità di rinegoziare il mutuo a tassi più convenienti.

Alla Crias (Cassa regionale per il credito alle Imprese artigiane) viene assegnata una somma di 30 milioni di euro per rimpinguare il fondo per il credito agevolato agli artigiani, una norma importantissima che dà respiro al settore vista la grave crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria. Alle numerose cooperative sociali che vantano crediti da parte delle pubbliche amministrazioni vengono destinati 10 milioni di euro a un fondo di garanzia attraverso l’Ircac, con i quali si potrà procedere alla cessione o anticipazione dei crediti attraverso le banche, moltiplicando così le risorse in favore delle coop.

Dieci milioni di euro per l’editoria siciliana

Approvato anche un emendamento sull’editoria che ha concesso uno stanziamento di dieci milioni di euro da destinare al mondo dell’informazione.

Aumentato poi il fondo a sostegno dei pescatori, che passa da dieci a trenta milioni di euro. Esenzione per il 2020 del pagamento del suolo pubblico per bar e ristoranti. I mancati introiti dei Comuni saranno recuperati attraverso un fondo regionale da trecento milioni di euro.

Blocco di un anno per tasse e canoni

Passato anche l’articolo sulle esenzioni per un anno di tasse e canoni: sospese le tasse sulle concessioni governative, cioè sulle autorizzazioni concesse dalla Regione in materia di pesca, artigianato e attività produttive; sospesi per il 2020 i canoni demaniali e i ruoli istituzionali ed irrigui dei consorzi di bonifica relativi al periodo 2012-2020; sospeso per un anno il bollo auto per chi ha un auto di 53 kw o immatricolata perima del 2011 e comunque con un reddito massimo di 15 mila euro lordi all’anno. Saranno esentati in Sicilia dal pagamento del bollo auto i veicoli di proprietà delle associazioni di volontariato (ex legge regionale 7 giugno 1994, n. 22) e quelli delle associazioni di volontariato di protezione civile (legge regionale 31 agosto 1998, n. 14) utilizzati ad uso esclusivo per le finalità di assistenza sociale, sanitaria, soccorso e protezione civile.

Aiuti per formazione, scuola e nidi

E’ stato approvato un pacchetto da 120 milioni per l’istruzione. E “per l’implementazione delle attività didattiche a distanza è riconosciuto alle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado della Sicilia un contributo, determinato in relazione al numero degli iscritti, per la infrastrutturazione digitale, nonché per l’acquisto e l’installazione di attrezzature e programmi informatici, pacchetti e strumenti per il traffico dati, finalizzato alla valorizzazione della scuola digitale e del metodo computazionale, con una spesa di quindici milioni di euro. Un altro articolo prevede aiuti per la scuola dell’infanzia.

Un intervento anche per i precari

Previsto un fondo da 450 mila euro per incentivare la fuoriuscita dal bacino dei Pip e 1,3 milioni per i precari dei cantieri di servizio di Enna e Caltanissetta.

Seduta “in prosecuzione” dal 29 aprile

C’è da ricordare che quella di oggi, due maggio, è la prosecuzione della stessa seduta del 29 aprile, artificio tecnico per rispettare il termine del trenta aprile, dopo il quale scadeva l’esercizio provvisorio della Regione siciliana. E la seduta del 29, come prima ricordato, era stata segnata da un grave problema politico: probabilmente innervosito dalle polemiche delle opposizioni sulla congruità delle entrate della Finanziaria, il governatore Nello Musumeci aveva scatenato una bagarre attaccando il presidente della Commissione Lavoro Luca Sammartino (Iv) “reo” di aver chiesto il voto segreto su un emendamento.

La bagarre scatenata da Musumeci in aula

“Mi auguro che di lei e di quelli come lei si possa occupare ben altro Palazzo” aveva detto Musumeci prima di lasciare l’aula. Invitato da Matteo Renzi a “frenare la sua deriva dittatoriale”, il Presidente della Regione, accusato da alcuni di squadrismo, era stato attaccato da tutte le opposizioni, mettendo a rischio l’approvazione della Legge di Stabilità nei tempi previsti.

A metterci una pezza è stato il presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Micciché, che si è subito meritato l’applauso dell’aula affermando che Musumeci “quelle parole non le doveva dire”, e poi è riuscito a far riprendere i lavori, con grande senso di responsabilità soprattutto da parte delle opposizioni rientrate in aula, approvando i primi cinque dei ventisei articoli della Legge di Stabilità. E facendo affermare al deputato dem Nello Dipasquale, “Questa finanziaria l’ha salvata lei presidente Miccichè”.

Poi la sospensione della seduta del 29, con la prosecuzione prima al trenta aprile, poi – con l’assenso della Conferenza dei capigruppo – al Primo maggio e infine a oggi.

Tutti giorni in cui Micciché è stato costretto a disinnescare diverse mine. E non dell’opposizione: della maggioranza.

Le mine della maggioranza e l’ira di Miccichè

“La Giunta Musumeci – aveva infatti dichiarato giorno trenta il Pd – non ha alcuna intenzione di garantire alla Sicilia una finanziaria in tempi brevi: solo all’articolo 6, che riguarda la sospensione e l’esenzione di tributi e pagamenti di canoni di concessione demaniali e marittimi, nelle ultime ore governo e maggioranza hanno presentato, senza fondate ragioni, ben sei emendamenti di riscrittura che di fatto hanno paralizzato i lavori parlamentari”.

E a confermare la tesi, l’ira di Micciché si era abbattuta su coloro i quali, all’Ars, sostengono la Giunta Musumeci: “Non esiste una maggioranza che ha scritto la finanziaria e si lamenta, che vuole intervenire su ogni cosa, mentre le opposizioni ascoltano. Stiamo esagerando”.

L’Ars e il miracolo del Primo maggio

Ieri, probabilmente, la calma della giornata di festa (o qualche riunione chiarificatrice), hanno consentito a Micciché di condurre se non proprio in porto almeno molto vicino a esso la barca della Finanziaria reduce dalle tempeste appena descritte.

L’accantonamento dell’articolo 8

Nella mattinata di ieri l’Ars aveva approvato appena sette dei ventisei articoli della Finanziaria regionale, e la sera prima si era arenata sull’articolo 8, quello considerato il più importante, contenente una serie di misure fondamentali per far ripartire l’economia siciliana dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria da coronavirus.

Il presidente Micciché, convocata la riunione dei capigruppo di maggioranza per cercare una sintesi e accelerare le procedure d’esame del testo, aveva proposto di mettere da parte l’articolo 8 per un maggiore approfondimento e proseguire.

L’idea aveva funzionato e l’Assemblea aveva proceduto speditamente, spronata da Micciché che aveva dichiarato: “Ci sono cinque milioni e mezzo di siciliani che stanno aspettando l’approvazione della finanziaria regionale e se è il caso staremo qua in aula ad oltranza e senza sosta. Bisogna accelerare i lavori”.

L’obiettivo del presidente dell’Ars era quello di approvare tutto entro il primo maggio, ma l’obiettivo, pur essendo stato alla fine approvato l’articolo 8 non è stato centrato e la seduta è stata sospesa per essere riaperta nella tarda mattinata di oggi per essere ripresa con l’esame dell’articolo 14. Ma gli scogli più insidiosi sembrano superati e il voto finale è previsto per il pomeriggio.

Trecento milioni per gli enti locali

Ieri è stato approvato l’articolo 9 che prevede il fondo perequativo degli enti locali con una dotazione di trecento milioni di euro, con risorse dei fondi extraregionali e del Poc 2014/2020.

Le risorse sono destinate prioritariamente alla compensazione delle minori entrate dei Comuni che dispongono l’esenzione o la riduzione di tributi locali dovuti da operatori economici, nonché da imprese, enti e associazioni per l’utilizzo di immobili destinati a sale cinematografiche e teatri o per l’utilizzo di strutture e impianti sportivi, per il periodo in cui le relative attività risultino sospese a seguito di disposizioni statali o regionali per il contenimento dell’emergenza coronavirus.

Due milioni vanno ai quattro Comuni dichiarati “zona rossa” e una quota fino al 5 per cento, è destinata a premi-produttività per il personale di polizia locale, protezione civile e servizi sociali comunali impegnati nell’emergenza coronavirus.

Contributo straordinario, poi, grazie a un emendamento all’articolo 9, per Lampedusa e i Comuni siciliani impegnati in prima linea sul fronte dell’accoglienza dei migranti, resa ancora più complessa dall’emergenza sanitaria Coronavirus.
“Si tratta – ha commentato il sindaco dell’isoletta, Totò Martello – di un importante segnale di attenzione da parte del Parlamento regionale”.

Trenta milioni di euro per le Partecipate regionali

Uno dei nodi più complessi della Finanziaria riguardava l’articolo 10, fortemente voluto dall’assessore regionale dell’economia Gaetano Armao, che prevede tra l’altro interventi per le Partecipate dalla Regione siciliana non gradite alle opposizioni: trenta milioni di euro sono stati destinati alla eventuale ricapitalizzazione delle società e per la ricostituzione del capitale sociale eventualmente intaccato dagli effetti dell’emergenza coronavirus.
Sui fondi alle società partecipate le opposizioni avevano presentato un emendamento soppressivo del comma che conteneva la norma, ma che è stato bocciato dall’aula, con voto segreto richiesto dal M5s, con 34 voti della maggioranza contro i 25 della opposizione.

Cinquanta milioni di euro per il bonus facciate

Via libera anche all’articolo 11 che prevede il cosiddetto “bonus facciate”, con fondi per cinquanta milioni da destinare a lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione su immobili di proprietà privata, nei Comuni siciliani. La Regione potrà concedere contributi, per un importo massimo di cinquemila euro, finalizzato al rifacimento delle facciate. La copertura finanziaria è per un massimo di diecimila immobili.

Altri cinquanta milioni sono stati destinati a interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli immobili appartenenti al patrimonio e al demanio regionale.

“Un passo avanti per la riqualificazione e l’ammodernamento urbano e un passo importante per rimettere in moto l’edilizia” ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, annunciando “un apposito decreto che regolamenterà l’accesso ai fondi stanziati”.

Due miliardi e duecento milioni per i trasporti pubblici

Approvato in aula anche l’articolo 12 che prevede interventi nel settore dei trasporti con fondi per due miliardi e duecento milioni in sei anni.

Per i collegamenti marittimi da e per le isole minori stanziati 390 milioni da suddividere per ciascuno degli esercizi finanziari dal 2020 al 2025, con 65 milioni all’anno. Altri 165 milioni all’anno per sei anni serviranno a garantire il servizio di trasporto pubblico locale su gomma a carattere extraurbano ed urbano.

Per il trasporto ferroviario 130 milioni all’anno fino al 2026. Altri trenta milioni di euro per tre anni per il trasporto aereo per assicurare la continuità territoriale verso Lampedusa e Pantelleria, Comiso e Trapani, mentre dieci milioni sono destinati a sostenere l’attività dei soggetti titolari di attività di servizio pubblico da trasporto non di linea in servizio di piazza, di servizio noleggio con conducente, di noleggio natanti e di trasporti marittimi di passeggeri.

E ancora, tre milioni per il 2020 garantiranno la circolazione gratuita di tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco in servizio e in possesso di apposito tesserino di riconoscimento.

“Per la prima volta – ha commentato l’assessore Falcone – la Regione siciliana applica una strategia di pianificazione sui trasporti con una programmazione diciamo a lungo termine e con cifre importanti”

Fondi per associazioni anche teatrali e concertistiche

Via libera anche all’articolo 13 che prevede il rifinanziamento del fondo di rotazione per gli interventi straordinari rivolti al risanamento delle gestioni ed al rilancio delle attività di enti, associazioni e fondazioni a partecipazione pubblica, nonché delle associazioni teatrali e concertistiche: 526 mila euro per il 2020, 1.476.074,98 euro per il 2021 e altrettanti per il 2022.

Il pagamento della prima rata relativa al fondo di rotazione Ris è rinviata dal 2021 al 2022.

Agevolazioni per i fruitori di “Io resto al Sud”

Con l’approvazione dell’articolo 16 è arrivato anche l’ok alle agevolazioni che riguardano i soggetti interessati dalla misura “Io Resto al Sud” e anche alle norme per la gestione urbanistica del territorio.

Per agevolare la ripresa economica delle attività edilizie, per tutto il periodo dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e, comunque, fino alla data del 31 agosto 2020, è sospesa la corresponsione del contributo di costruzione, nonché per quelli contemplati per i quali è stata presentata istanza di permesso di costruire in corso di istruttoria da parte del competente ufficio comunale alla data di approvazione della legge.

Passato anche l’articolo 17 che prevede interventi per la valorizzazione delle sugherete demaniali.

Approvata norma della Finanziaria sulle assunzioni

Tra gli ultimi provvedimenti approvati ieri dall’Ars, la norma, che ha una dotazione di dieci milioni di euro, prevede agevolazioni per le imprese che assumono dipendenti a tempo indeterminato: sarà la Regione a versare i contributi previdenziali e assistenziali fino al 31 dicembre 2020.

Le aziende non potranno riassumere lavoratori che hanno precedentemente licenziato.

“Si tratta di uno stimolo all’occupazione che mi auguro che le imprese siciliane non si lasceranno sfuggire”, ha commenta soddisfatto Miccichè.

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