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Ars, i transfughi grillini creano il gruppo “Attiva Sicilia”

redazione web

Ars, i transfughi grillini creano il gruppo “Attiva Sicilia”

venerdì 29 Maggio 2020 - 15:44
Ars, i transfughi grillini creano il gruppo “Attiva Sicilia”

Ne fanno parte la vicepresidente dell'Assemblea Angela Foti e altri quattro deputati. Capogruppo è Matteo Mangiacavallo. "Ecco perché abbiamo lasciato il Movimento, eravamo minoranza e lo rimaniamo". Il M5s, "hanno tradito il Movimento"

Si chiama “Attiva Sicilia” il nuovo gruppo parlamentare costituito da cinque deputati regionali che hanno lasciato il Movimento 5 stelle.

Capogruppo è Matteo Mangiacavallo.

Simbolo e manifesto del progetto civico “Attiva Sicilia” sono stati presentati in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni dai parlamentari Angela Foti, che è vice presidente dell’Assemblea siciliana, Matteo Mangiacavallo, Valentina Palmeri, Elena Pagana e Sergio Tancredi.

“Ecco perché abbiamo lasciato il Movimento”

“Siamo colpevoli – hanno detto – di essere liberi di pensare. Paghiamo il prezzo di volere usare la testa. In queste due frasi c’è il senso di una esperienza politica che si chiude, una scelta obbligata per non tradire il mandato elettorale e la fiducia dei siciliani”.

“Tramite questo gruppo M5s all’Ars – hanno aggiunto – non è possibile portare risultati ai cittadini. Tanto che di questo programma, nulla è stato realizzato, nulla”.

“Oggi formalmente lasciamo il gruppo M5s – hanno sottolineato – e lo facciamo con un atto pubblico. Una scelta obbligata perché ogni volta che abbiamo evidenziato la necessità di cambiare rotta ci è stata indicata la direzione della porta. E senza tante discussioni”.

Secondo i transfughi il Movimento nel corso di questi anni ha poco per volta perduto “il ruolo che aveva assunto all’interno del Parlamento siciliano già nel corso della scorsa legislatura: una questione di metodo politico, segnata dalla valutazione delle proposte”.

“Eravamo minoranza e lo rimaniamo”

Sul fronte delle alleanze, gli esponenti di “Attiva Sicilia” assicurano che il nuovo gruppo non sosterrà la maggioranza.

“Eravamo minoranza e lo rimaniamo”, ha detto il deputato Segio Tancredi.

“Abbiamo elaborato il progetto civico in una settimana, siamo equidistanti dai partiti – ha aggiunto Mangiacavallo – e il nostro è un ritorno al territorio, alla strada, alle nostre origini. Non stiamo cambiando pelle, ma il vestito. Il nostro obiettivo è completare in maniera dignitosa questa legislatura, non abbiamo altri obiettivi”.
Pagana ha sottolineato: “Non rinneghiamo il M5s, cui dobbiamo tanto e non sentirete mai una parola contro; continueremo a decurtarci lo stipendio, secondo i criteri che abbiamo seguito finora e devolveremo le somme ai progetti che si saranno proposti dai territori”.

Nei giorni scorsi Vito Crimi, palermitano e capo politico del M5s, a quanto ha riferito Angela Foti, ha inviato una mail ai cinque parlamentari per capire cosa stesse succedendo.

“Ciascuno di noi ha risposto privatamente”, ha detto la Foti, la quale ha fatto sapere che non si dimetterà da vice presidente dell’Ars.

Il M5s, i fuoriusciti hanno tradito il Movimento

“Erano partiti per cambiare la politica, hanno finito per cambiare casacca. Ci dispiace per i nostri ex colleghi, umanamente e politicamente, ma al di là delle dichiarazioni di comodo, un fatto è incontrovertibile, hanno tradito il mandato che i siciliani gli avevano affidato”.

I deputati del M5s all’Ars hanno replicato così ai cinque ex colleghi che oggi hanno ufficializzato la propria uscita dal Movimento.

“Il tempo – hanno dichiarato – ci dirà se dietro la loro scelta c’erano le sirene della maggioranza o altri obiettivi, nessun motivo, però, potrà mai collimare con la volontà dei siciliani che li avevano votati. Se veramente non si ritrovavano più nel gruppo o nel Movimento, avrebbero potuto dimostrarlo con un unico gesto, le dimissioni, continuando a fare politica da semplici cittadini. Il M5s non ha mai fatto sconti a chi cambia casacca, a chi esce dal proprio partito con le migliori motivazioni del mondo e poi, alla prova dei fatti, emerge quasi sempre l’interesse personale. Ricordino i 5 ex M5s che siamo stati eletti per cambiare la politica e non per cambiare noi modo di fare politica. E ai siciliani, cui rinnoviamo il nostro massimo impegno e a cui chiediamo scusa anche per loro, dobbiamo dimostrarlo coi fatti, non con le parole”.

“Abbiamo provato in tutti i modi a ricucire”

“Non è affatto vero – hanno proseguito i deputati – che non abbiamo provato a ricucire, lo abbiamo fatto in tutti modi, consapevoli che la compattezza del gruppo fosse un tesoro da salvaguardare, nel rispetto, soprattutto, di chi ha creduto e crede ancora in questo progetto. Non ci siamo riusciti e non ci si poteva riuscire, soprattutto perché dall’altra parte l’exit strategy era pianificata da tempo. E non regge la storiella della mancanza di democrazia all’interno del gruppo: le nostre decisioni sono state prese sempre a maggioranza e mai basate su ‘no’ a prescindere, come dimostrano i tantissimi ‘sì’, in questa e nella passata legislatura, a norme governative, sempre che queste andassero in direzione del bene dei siciliani”.

“Anche i migliori matrimoni – hanno concluso i deputati 5Stelle – possono entrare in crisi, questo è finito col divorzio. Umanamente e politicamente ci dispiace moltissimo, ma forse questa era l’unica soluzione possibile. I nostri attivisti e simpatizzanti stiano comunque tranquilli, il nostro impegno continuerà come prima e più di prima: la Sicilia agonizza e noi non possiamo permetterci di stare a guardare. Il M5s Sicilia c’è e continuerà a fare sentire con forza e determinazione la voce dei siciliani che non si arrendono”.

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