Ars, maggioranza sfibrata, Legge di stabilità lumaca - QdS

Ars, maggioranza sfibrata, Legge di stabilità lumaca

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Ars, maggioranza sfibrata, Legge di stabilità lumaca

sabato 20 Marzo 2021 - 06:42

Ieri l'Assemblea ha approvato solo due dei 160 articoli. Giunta Musumeci in serie difficoltà. Micciché, da lunedì, prevede sedute d'aula per mattina e pomeriggio. Il M5s, "Hanno perso la bussola"

Anche ieri il copione non è cambiato nell’aula dell’Ars e l’esame della Legge di stabilità è andato avanti con estrema lentezza, chiudendosi con un magro bottino: due soli articoli approvati su centosessanta.

Un ritmo lentissimo che conferma le considerevoli difficoltà della Giunta Musumeci nel portare avanti il provvedimento con una maggioranza sfibrata e in costante fibrillazione.

Di fronte all’intransigenza delle opposizioni e alle divisioni nei partiti che sostengono il governo regionale, a Musumeci non è rimasto altro che “trattare”, tant’è che i due articoli approvati (semplificazione amministrativa in materia di formazione e norme in materia di personale) sono passati con le modifiche e le riscritture chieste in aula.

In particolare l’articolo sul personale rientra tra i punti che il governo è tenuto a rispettare perché contenuti nell’accordo con lo Stato sulla spalmatura in dieci anni del disavanzo da un miliardo e settecento milioni di euro.

Anche sull’articolo 4 (disposizioni in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa), anche questo compreso nell’intesa con lo Stato, la Giunta Musumeci ha dovuto recepire le modifiche chieste dall’aula.

E alla fine il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao si è impegnato a riscrivere l’intera norma con un emendamento governativo che sarà votato la prossima settimana.

M5s, hanno perso la bussola

“Un pomeriggio per approvare appena due articoli, poi una miriade di interventi per evidenziare le enormi incongruenze di un testo scritto veramente coi piedi. Intanto la Sicilia aspetta anche quelle briciole disseminate qua e là tra le pieghe di questa ridicola finanziaria di cui Musumeci ed Armao dovrebbero solo vergognarsi”.

Estremamente duro il giudizio del capoguppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro, sulla vicenda politica che vede al centro “Questa finanziaria che conferma, ove ce ne fosse stato bisogno, come la Giunta Musumeci abbia perso completamente la bussola e sia in rotta pure con la maggioranza che lo sostiene, visto che gran parte degli interventi arrivano dai partiti della coalizione che sostiene Musumeci”.

Testo peggiorato in Commissione

“Un testo peggiore – prosegue Di Caro – non poteva arrivare a palazzo dei Normanni, ed è stato persino peggiorato in commissione Bilancio, cosa che i nostri colleghi Di Paola e Sunseri hanno ripetutamente evidenziato. Le storture del testo sono decine, tra queste quella che tentava di ridurre i salari dei dipendenti delle partecipate, cosa del tutto incostituzionale e fuori da ogni logica”.

Verso la maxi-riscrittura

“A questo punto – conclude Di Caro – prevediamo la solita tagliola di una maxi riscrittura del testo, che cercherà di salvare gli stipendi di migliaia di dipendenti delle partecipate che questo mese rischiano di rimanere a bocca asciutta, ma che certamente non salverà la faccia di questo governo del nulla”.

Regione-banche, Armao su negoziato

In aula intanto il capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo, ha chiesto proprio ad Armao chiarimenti sulle rinegoziazioni di mutui e sul negoziato con le banche per la chiusura anticipata dei contratti derivati, costati milioni di euro alle casse pubbliche.

“Siamo alla vigilia – ha risposto l’Assessore – di una fase importante che potrebbe portare notevoli risparmi per le casse della Regione. Il percorso di negoziazione con le banche è in corso, ne ho dato comunicazione alla giunta e spero nel giro di qualche giorno di potere informare la commissione Bilancio dell’Ars”.

Armao non è sceso nei dettagli, perché, ha spiegato, la trattativa con le cinque banche coinvolte è ancora aperta. Ci sono in atto due procedimenti giudiziari: uno davanti al Tribunale di Palermo, al quale si è rivolta la Regione che chiede l’annullamento dei contratti derivati alla luce di una recente sentenza della Cassazione, l’altro davanti al Tribunale di Londra.

Da lunedì due sedute al giorno

Al termine della seduta di ieri, come anticipato in via informale nei giorni scorsi, il presidente Gianfranco Miccichè ha comunicato che da lunedì prossimo l’Assemblea regionale siciliana si riunirà due volte al giorno, mattina e pomeriggio per tentare di accelerare i lavori e varare, finalmente, la Legge di stabilità, consentendo il pagamento degli stipendi dei dipendenti regionali.

L’esame degli articoli della Finanziaria riprenderà dunque lunedì alle undici del mattino.

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