Blutec, sindacati, da dieci anni soltanto iniziative farlocche su Termini Imerese - QdS

Blutec, sindacati, da dieci anni soltanto iniziative farlocche su Termini Imerese

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Blutec, sindacati, da dieci anni soltanto iniziative farlocche su Termini Imerese

lunedì 18 Maggio 2020 - 19:06

“Uno schiaffo all’area di Termini Imerese”, candidata “da circa dieci anni ” alla produzione di auto elettriche “ma sino ad oggi coinvolta solo in iniziative farlocche”.

E’ il commento delle segreterie siciliane di Fiom e Uilm all’investimento del gruppo automobilistico Faw che ha scelto di condurre l’operazione in Emilia Romagna.

A Termini Imerese 900 lavoratoti aspettano con ansia di conoscere le manifestazioni di interesse per il sito Blutec, l’avviso pubblicato dai commissari scade a fine maggio. “L’investimento di Faw in Italia è una cosa positiva ma è anche uno schiaffo all’area di Termini Imerese, per la quale ci sono investimenti pubblici per 240 milioni con il porto che sta per essere completato, per una promessa di reindustrializzazione che da 9 anni non va in porto”, dicono i segretari generali della Cgil Sicilia e della Fiom regionale, Alfio Mannino e Roberto Mastrosimone.

“La vertenza della ex Fiat – aggiungono – è sul tavolo del Mise, che evidentemente non fa alcuno sforzo per trovare una soluzione credibile per l’area, mentre la Blutec è in amministrazione straordinaria. Il governo regionale dovrebbe capire perché ciò accade, rimuovere dal canto suo eventuali ostacoli di ordine burocratico e lavorare in sinergia col governo nazionale per dare una risposta alla Sicilia”.

Mannino e Mastrosimone proseguono: “Visto però che nel recente passato la Cina ha avuto rapporti con la Sicilia, vorremmo sapere dalla Regione e dal governo nazionale perché finora per Termini Imerese, che oggi può avere le carte in regola per un insediamento industriale importante, non venga ad oggi nessuna soluzione valida”. Su Blutec, Fiom, Fim e Uilm nazionali e territoriali hanno chiesto stamani un incontro urgente al Ministero dello sviluppo economico con la presenza della Regione per discutere della vertenza. Per Claudio Barone, leader della Uil in Siiclia, ed Enzo Comella, segretario della Uilm, “il governo regionale ma soprattutto il Mise devono valorizzare e promuovere questo stabilimento e non destinarlo a iniziative fasulle”.

“La nostra isola viene vista come inospitale verso gli insediamenti industriali, più vocata a creare assistenzialismo, con nessuna certezza sui tempi autorizzativi e pochissimo sostegno da parte della Regione – sottolineano – Da noi arrivano solo truffatori che non creano buona occupazione”.

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