Alleanza Pd-M5s, "Abbiamo fatto il salto, ora tocca a loro" - QdS

Alleanza Pd-M5s, “Abbiamo fatto il salto, ora tocca a loro”

Raffaella Pessina

Alleanza Pd-M5s, “Abbiamo fatto il salto, ora tocca a loro”

martedì 29 Settembre 2020 - 00:00
Alleanza Pd-M5s, “Abbiamo fatto il salto, ora tocca a loro”

Il ministro per gli Affari regionali Boccia nell'Isola per le amministrative del 4 e 5 ottobre, "Il dialogo con i pentastellati è ben avviato". Sullo Statuto speciale, "Avviare subito discussione seria su riforma"

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, è stato in Sicilia per alcune iniziative elettorali a sostegno dei candidati del Partito Democratico alle amministrative del 4 e 5 ottobre. Boccia è intervenuto a Carini e Villabate in provincia di Palermo, a Marsala (Tp) e a Sciacca, nell’agrigentino. Il Ministro ha colto l’occasione per portare avanti una riflessioni sul rapporto tra Partito democratico e Movimento Cinquestelle. “Auspico l’alleanza con il M5s dal 2013 – ha detto Boccia – è evidente che per fare una alleanza è necessario tagliarsi i ponti alle spalle. Ora tocca al M5s fare questo percorso interno, però siamo rispettosi dell’evoluzione, del travaglio interno e sappiamo aspettare. Sapendo che alle ultime regionali se non ci fosse stato il Pd, le Regioni sarebbero finite tutte nelle mani di Salvini e Meloni”.

L’intervento di Boccia ha voluto essere una sorta di monito nei confronti dei pentastellati, fatto nella consapevolezza che il Pd è comunque capace di camminare da solo e con le proprie gambe. “Eviterei dove ai ballottaggi siamo andati con i M5s di mettere in evidenza distinzioni e differenze che non possono essere nazionali – ha proseguito Boccia – Si confrontino i candidati locali, viceversa se questo messaggio non dovesse essere accolto dal M5s, noi del Pd come è noto la campagna elettorale sappiamo farla e la faremo dai palchi fino a venerdì sera”.

Boccia ha poi auspicato che l’alleanza che già c’è a livello nazionale tra Pd e Movimento Cinquestelle si possa diffondere i maniera capillare in tutta Italia. “In Sicilia c’è un dialogo ben avviato e questo fa ben sperare. Mi auguro che questo coraggio aumenti sempre di più”, auspicando che nell’Isola si possa avviare una discussione seria sullo Statuto speciale, “perché va adeguato alla società moderna e digitale” ed ha invitato il Pd siciliano a lavorare in tal senso. Il segretario del Pd regionale, Anthony Barbagallo, ha aggiunto: “Ci sono alcune questioni dello Statuto che vanno riviste nell’ottica del nuovo millennio”.

Sulla riforma elettorale Boccia spera che vi sia un forte consenso in Parlamento. “Sulla riforma elettorale la discussione in commissione era stata abbastanza esaustiva. Ora dipenderà dal confronto tra le forze politiche di maggioranza, il Pd non deve aggiungere altro. Nicola Zingaretti è stato piuttosto chiaro, si va avanti e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, poi il Parlamento è sempre sovrano: se la maggioranza è lineare e rispettosa degli impegni assunti col Pd si va avanti su quella strada”.

“Il Sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo,  – ha continuato Boccia – quello di Carini, Giovi Monteleone, così come tutti i sindaci Pd impegnati in questa tornata elettorale per le amministrative, Mimmo Tuttolomondo di Raffadali, Peppe Zambito di Siculiana, Giuseppe Mangiapane di Cammarata e tutti gli altri ci chiedono giustamente una Sicilia europea e europeista e noi dobbiamo trasformare questo loro appello in un vero manifesto politico per la Sicilia e per il Sud, che ha sempre più bisogno di una Sicilia forte. Alla Sicilia è toccata la sorte di essere la cerniera di civiltà straordinarie che, come ricordava Pertini, andavano da quella greca, alla civiltà araba fino a quella spagnola. Oggi, in un mondo aperto da oriente a occidente, e al tempo della società digitale, questo vero e proprio museo di architettura della natura che è la Sicilia nella sua interezza da un’estremità all’altra, chiede solo di ridurre le diseguaglianze. E noi abbiamo il dovere di assicurarglielo. E lo faremo con il Recovery Fund: scuola pubblica a tempo pieno, sanità pubblica con prevenzione territoriale capillare, fibra ultra veloce ovunque, a partire dalle aree interne e dalla splendida montagna siciliana, e transizione energetica sono i pilastri di una società aperta. Una società così aperta, grazie alle nuove generazioni, sconfigge con la forza del sapere e con la dignità del lavoro moderno anche la criminalità organizzata. Il Pd continua questa campagna europeista su tutto il territorio nazionale. O si sta di qua con noi, con una Sicilia che deve essere sempre più europea, o di là con Salvini e Meloni che ci vogliono fuori dall’Europa; o con i sindaci dei comuni aperti e solidali che hanno contributo con lo Stato a proteggere gli italiani dall’emergenza Covid-19 e a rendere forte l’Italia in un mondo sempre più indebolito o di là con la destra del prima il business e poi la salute. Il tempo che viviamo non offre spazio per le incertezze. O di qua o di là”.

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