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Campania, Salvini a Torre del Greco cacciato a colpi di pomodoro

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Campania, Salvini a Torre del Greco cacciato a colpi di pomodoro

sabato 12 Settembre 2020 - 06:47
Campania, Salvini a Torre del Greco cacciato a colpi di pomodoro

E' durato soltanto pochi minuti il comizio del capo della Lega Nord nella città del corallo: ha insultato i manifestanti "amici di De Luca che non hanno una mazza da fare dalla mattina alla sera" ed è stato costretto alla fuga tra i fischi. I cartelli anti-Lega

Cacciato a suon di fischi e colpito da lanci di pomodori.

Non è stata felice l’idea di Matteo Salvini di tenere un comizio a Torre del Greco, in provincia di Napoli: pochi minuti dopo aver iniziato il capo della Lega Nord ha dovuto terminare in tutta fretta il suo intervento e fuggir via.

Il programma prevedeva una visita alle aree mercatali ma un corteo con centinaio di manifestanti ha consigliato ai responsabili del servizio d’ordine di puntare direttamente al comizio in un gazebo.

Ma il tempo di dire “‘Eccoli gli amichetti di De Luca, non hanno una mazza da fare dalla mattina alla sera: reddito di cittadinanza e nulla più. Eccoli lì” e sono piovuti fischi e pomodori.

Il tour elettorale campano di Salvini, a sostegno di Stefano Caldoro, candidato governatore del centrodestra, fino a quel momento aveva accuratamente evitato posti affollati: solo a a Vietri sul Mare c’era stato l’incontro con Antonio Tajani e Giorgia Meloni. Il capo della Lega Nord aveva fatto tappa a Pompei, visitando gli scavi, poi a Gragnano e a Giugliano.

Poi il comizio a Torre del Greco, gli insulti ai manifestanti di Salvini – il quale, qualche anno fa, fu condannato per razzismo per aver cantato a Pontida “Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i Napoletani” -, e i pomodori.

“Noi – ha detto ai giornalisti dopo la fuga – preferiamo la Campania del lavoro, del mare, dell’artigianato, del corallo, della bellezza e della tradizione. Chi lancia pomodori, insulta e minaccia non protesta, è un incivile”.

Tra i cartelli più efficaci quello che ricordava uno degli slogan della Lega Nord antimeridionalista “Forza Etna”, ossia “Ti ricordi del vulcano? Ora vattene, ruffiano!”, e “Lega Ladrona, Torre non perdona”.

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