Caos migranti, Musumeci, le “malelingue” e quelle parole “inaccettabili” per i giudici - QdS

Caos migranti, Musumeci, le “malelingue” e quelle parole “inaccettabili” per i giudici

Raffaella Pessina

Caos migranti, Musumeci, le “malelingue” e quelle parole “inaccettabili” per i giudici

sabato 29 Agosto 2020 - 00:00

Il presidente della Regione ha commentato la decisione del Tar sulla sua ordinanza. L’Associazione nazionale dei magistrati amministrativi: “Superato il limite”

PALERMO – Prosegue il braccio di ferro tra il Governo nazionale e presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, sulla questione migranti. Nonostante il Tar, dopo l’impugnativa di Roma, abbia sospeso la sua chiacchierata ordinanza, il governatore non demorde e ha ribadito che andrà avanti sulla chiusura degli hotspot dell’Isola.

“I fatti – ha detto Musumeci – sono noti. Il Governo ha impugnato la nostra ordinanza, lo ha fatto al Tar con un magistrato che qualcuno dice, ma è una ‘malalingua’, è stato consulente del presidente Zingaretti, che è il capo del partito più importante al Governo”.

Parole forti, che non sono piaciute all’Associazione nazionale dei magistrati amministrativi, che ha difeso l’operato della giudice Maria Cristina Quiligotti. Secondo i giudici, le parole del presidente della Regione hanno “già superato il limite di una critica tecnica nel merito, giuridica, e assunto toni inaccettabili e da rispedire al mittente”.

Ma Musumeci non sembra essersi scomposto. “Noi andiamo avanti – ha ribadito – naturalmente, perché al di là dei marchingegni e dei bizantinismi giuridici noi siamo convinti di essere dalla parte della ragione, perché stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia. Non soltanto dei siciliani, ma anche di quei migranti che vengono trattati come se fossero oggetto da speculazione e invece sono esseri umani sui quali finora i buonisti, i preti spretati, i cosiddetti volontari che si battono i pugni sul petto si sono sempre voltati dall’altra parte”.

“Finalmente – ha aggiunto – abbiamo denunciato un’amara realtà e di fronte a questa denuncia il Governo nazionale fa finta di non capire e utilizza i magistrati. Noi andiamo avanti e non ci fermiamo, perché dalla nostra parte c’è la gente, che ha il coraggio delle proprie scelte e che come me non intende arrendersi. Roma lo sappia. Se ne sono capaci, vincano questa battaglia. Ma la vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza”.

E dalla parte di Musumeci c’è anche il leader della Lega Matteo Salvini, che ha Siena ha ancora una volta criticato aspramente l’operato del Governo e assicurato “massimo sostegno al governatore della Sicilia che vuole tutelare la salute e il benessere dei suoi concittadini”.

Per il portavoce nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, invece, l’ordinanza di Musumeci non aveva nessuna possibilità di essere applicata. Ma, ha aggiunto, “c’è un problema che riguarda la Sicilia e più in generale i territori di frontiera: c’è bisogno subito la necessità di mettere in campo meccanismi di redistribuzione in Italia e in Europa. Quei meccanismi di redistribuzione boicottati o bloccati proprio dagli amici di Salvini e Meloni”.

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