Caro navi, occorre dividere i costi in maniera equa - QdS

Caro navi, occorre dividere i costi in maniera equa

Pietro Vultaggio

Caro navi, occorre dividere i costi in maniera equa

giovedì 16 Gennaio 2020 - 00:00
Caro navi, occorre dividere i costi in maniera equa

Giuseppe Pezzati, presidente Confartigianato Trasporti Sicilia, dice la sua sui rincari previsti per ridurre l’inquinamento marittimo. L’assessore Marco Falcone suggerisce l’estensione agli armatori, per i prossimi tre anni, del Mare-bonus

PALERMO – Il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi, il rincaro dei biglietti dei traghetti infatti mette a rischio i trasporti in Sicilia. Sul comparto si è abbattuta una stangata che corrisponde a un aumento di circa venticinque punti percentuali sul costo del trasporto via mare.

Tutto nasce dalle nuove regole Imo (International maritime organization, un istituto delle Nazioni Unite incaricato di sviluppare i principi e le tecniche della navigazione marittima internazionale con lo scopo di promuovere la progettazione e lo sviluppo del trasporto marittimo internazionale, rendendolo più sicuro ed ordinato, nda) atte a ridurre l’inquinamento marittimo.

Per adeguarsi a questa richiesta, i vettori marittimi devono attenersi ad alcune alternative tecniche che comportano ingenti investimenti. Per far questo è stato annunciato un aumento tra il 20 ed il 30% sul prezzo dei trasporti da e per la Sicilia, Sardegna e Malta.

Per questo motivo Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Trasporti Sicilia, si è recato a Roma al tavolo nazionale, convocato dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli, per tutelare le imprese che rischiano di essere messe in ginocchio dal caro navi. Una riunione partecipata e con le sigle più rappresentative dei sindacati nazionali, a cui era presente anche il segretario della categoria Trasporti nazionale, Sergio Lo Monte.

“La posizione di Confartigianato è stata molto chiara – dichiara Pezzati -. Un aumento del 25% è improponibile. Questa percentuale va sicuramente rivista e occorre riflettere su come ripartire questi maggiori costi, dal più forte al più debole, non penalizzando così esclusivamente gli autotrasportatori.

C’è stata un’apertura – continua – da parte del ministro De Micheli, che ha condiviso la necessità di dividere i costi in maniera più equa. Dobbiamo tenere conto che è impensabile che le imprese recuperino queste alte percentuali attraverso i committenti. Programmeremo una serie di incontri per capire quali soluzioni verranno adottate”.

Pezzati sposta poi l’attenzione sull’importanza del trasporto ecosostenibile. “Abbiamo lavorato tanto – conclude il presidente regionale – affinché venisse snellito il traffico sulle autostrade, riducendo il traffico dei mezzi pesanti. Con il caro navi si corre il rischio di un nuovo sovraffollamento delle strade da parte dei Tir”.

Sulla vicenda si è espresso anche l’assessore regionale Falcone: “Per quanto riguarda il rincaro dei trasporti marittimi, la Consulta chiede a Roma di adottare soluzioni idonee al fine di attutire e ridurre gli aumenti a carico degli autotrasportatori. Una di queste potrebbe essere l’estensione agli armatori, per i prossimi tre anni, del Marebonus”.

Il Marebonus è un incentivo con lo scopo di sviluppare la modalità combinata strada-mare attraverso la creazione di nuovi servizi marittimi e il miglioramento di quelli già esistenti. Il premio è rivolto alle imprese armatrici che presentino progetti triennali per la realizzazione di nuovi servizi marittimi Ro-Ro e ro-Pax.

Le navi devono necessariamente essere iscritte nei registri e devono avere la bandiera di uno degli Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo per il trasporto multimodale delle merci o il miglioramento dei medesimi servizi su rotte esistenti, al fine di sostenere il miglioramento della catena intermodale e il decongestionamento della rete viaria.

L’incentivo è calcolato sulle unità di trasporto moltiplicate per le tratte chilometriche sottratte alla percorrenza stradale sulla rete viaria italiana. Lo strumento si completa infine con il ribaltamento di una quota del contributo ricevuto in favore delle imprese di autotrasporto che abbiano usufruito dei servizi marittimi.

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