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Cassazione, Giovanni Salvi nominato procuratore generale

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Cassazione, Giovanni Salvi nominato procuratore generale

giovedì 14 Novembre 2019 - 17:13
Cassazione, Giovanni Salvi nominato procuratore generale

Con il voto della maggioranza del Consiglio superiore della magistratura. L'ex pg di Roma e procuratore di Catania, primo "papa straniero", prende il posto di Riccardo Fuzio dimessosi in luglio

Per la prima volta un “papa straniero” – cioè non un magistrato che ha svolto quasi tutta la sua carriera all’interno della Cassazione, come sinora era avvenuto – guiderà la Procura generale della Cassazione.

A maggioranza il plenum del Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, ha nominato Pg della Suprema Corte Giovanni Salvi.

Procuratore generale a Roma e prima a Catania

Salvi, che prima dell’attuale ruolo di procuratore generale di Roma era stato procuratore della Repubblica di Catania, ha battuto il Pg di Napoli Luigi Riello e l’avvocato generale della Cassazione Marcello Matera, la “soluzione interna”.

Salvi prende il posto di Riccardo Fuzio, che in luglio si era dimesso dopo essere stato indagato dalla procura di Perugia per rivelazione di segreto d’ufficio, a latere dell’inchiesta sul pm romano Luca Palamara.

Consiglieri del Csm divisi

I consiglieri si sono divisi e così Salvi è passato a maggioranza: 12 i voti a favore contro i quattro andati a Riello e i 3 ottenuti da Matera; cinque le astensioni, tra cui quella consueta del vice presidente del Csm David Ermini.

A votare per Salvi è stata una maggioranza inedita: i togati di Area (il gruppo delle toghe progressiste in cui è confluita Md, senza sciogliersi), quelli di Autonomia e Indipendenza (la corrente di Davigo che a seguito del terremoto ha più che raddoppiato la sua rappresentanza, da ultimo con l’elezione di Nino Di Matteo) e i laici del M5s.

La seduta presieduta da Mattarella

La seduta era presieduta dal capo dello Stato, che del Csm è il presidente e che a giugno, nel pieno della bufera che aveva investito Palazzo dei marescialli, aveva rivolto un duro monito ai consiglieri, parlando di un “quadro sconcertante e inaccettabile” emerso dall’inchiesta di Perugia e invocando anche una riforma interna per assicurare “regole puntuali e trasparenza” delle decisioni.

Anche oggi, dopo aver espresso gli auguri di buon lavoro a Salvi e la certezza che il nuovo Pg “apporterà un alto contributo di professionalità e capacità organizzativa” e darà un “contributo prezioso al funzionamento efficace e trasparente del Csm”, Sergio Mattarella ha rivolto ai consiglieri un richiamo: “il Consiglio ha oggi più che mai la necessità di dover assicurare all’ordine giudiziario e alla Repubblica che le sue nomine siano guidate soltanto da indiscutibili criteri attinenti alle capacità professionali dei candidati”.
Un solo passaggio esplicito alle vicende di questa estate, quando, nel ricordare l’attività svolta da Fuzio nel ruolo di procuratore generale, Mattarella ha sottolineato anche “il senso delle istituzioni” manifestato con la sua scelta di lasciare l’incarico “in un momento particolarmente delicato e difficile per tutta la magistratura”.

A breve un nuovo banco di prova per il Csm

“La nomina del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione è la prima, importante occasione per dare un segnale forte di un cambio di registro” aveva detto prima del voto il togato di Area Giuseppe Cascini, deluso dalla presenza di tre proposte alternative, segno della “difficoltà di trovare attraverso il dialogo e il confronto soluzioni condivise nell’esclusivo interesse generale”.

A breve un nuovo banco di prova, con la nomina del successore di Giuseppe Pignatone, al vertice della procura di Roma.

La carriera di Giovanni Salvi

Giovanni Salvi ha lasciato Catania per Roma nel luglio del 2015.

In magistratura dal 1979, era stato prima pretore a Monza, poi dal 1984 sostituto procuratore a Roma.

Dal 2002 al 2006 era stato anche consigliere del Csm, e, al termine della consiliatura, era tornato a svolgere le funzioni di sostituto a Roma.

Dal 2007 era stato sostituto pg in Cassazione, e dal 2009 era stato incaricato di guidare la Procura della Repubblica di Catania.

Nella sua lunga carriera si è occupato, tra gli altri, dei processi sulla strage di Ustica, sugli omicidi di Calvi e Pecorella, su Gladio.

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