Catania, dimentica in auto il figlio di due anni che muore. Una tragedia simile ventuno anni fa - QdS

Catania, dimentica in auto il figlio di due anni che muore. Una tragedia simile ventuno anni fa

redazione

Catania, dimentica in auto il figlio di due anni che muore. Una tragedia simile ventuno anni fa

giovedì 19 Settembre 2019 - 19:03

La morte sarebbe stata causata dal caldo soffocante all'interno della vettura, parcheggiata per oltre cinque ore sotto il sole cocente. Nel luglio del 1998 a Catania era morto un altro bimbo di venti mesi scordato in auto da un un tecnico della Sgs Thompson

La corsa del padre fino al pronto soccorso del Policlino universitario è stata inutile: per il suo bambino di due anni, da lui scordato per cinque ore in auto sotto il sole, non c’era più nulla da fare.

A chiamarlo era stata la moglie, che non aveva trovato il figlioletto all’asilo, dove il padre avrebbe dovuto lasciarlo.

L’uomo, 43 anni, dipendente dell’Università, si è precipitato in auto trovando il piccolo esanime, e lo ha subito portato al Policlinico dove i medici non hanno potuto che constatarne la morte.

E’ accaduto a Catania, città in cui, 21 anni fa, era avvenuta la prima tragedia di questo tenore di cui si abbia memoria.

Gli investigatori, “Un uomo distrutto”

“E’ un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto”.

Lo ha detto un investigatore parlando del padre del bimbo.

L’uomo è indagato, come atto dovuto, dalla Procura di Catania, per omicidio colposo.

La morte del bimbo sarebbe stata causata dal caldo soffocante all’interno della vettura, parcheggiata per oltre cinque ore sotto il sole cocente.

Questa mattina la temperatura a Catania ha raggiunto i 35 gradi, mentre nel pomeriggio ha cominciato a piovere.

Il precedente di 21 anni fa a Catania

Nel luglio del 1998 a Catania un un tecnico di 37 anni della Sgs Thompson, una fabbrica di microelettronica della zona industriale, aveva dimenticato il figlio di venti mesi nella sua Punto, lasciandolo nel parcheggio del suo luogo di lavoro anziché condurlo all’asilo. Con quaranta gradi di temperatura.

Ma quello di 21 anni fa nella città etnea fu solo il primo di questi episodi in cui i genitori hanno ucciso i figli dimenticandoli in auto: il 30 maggio 2008 a Merate la mamma della piccola Maria, due anni, ha dimenticato di lasciare la bambina alla babysitter e si reca direttamente al lavoro scordando la bimba in auto; il 23 maggio 2011 lo stesso copione si è ripetuto a Teramo, dove il padre della piccola Elena ha dimenticato anch’egli di portarla all’asilo; solo cinque giorni dopo a Passignano sul Trasimeno ha trovato la morte Jacopo, 11 mesi, dimenticato in auto dal padre che si stava recando al lavoro. Nel giungo 2013 a Piacenza, è morto Luca, due anni. Il dieci dello stesso mese a Grosseto è stata evitata la tragedia grazie ad alcuni passanti. Nel giugno 2015 a Vicenza è morta Gioia, 17 mesi. Il 7 luglio 2017 a Castelfranzo di Sopra una madre ha dimenticato in auto la figlia di un anno, che non è sopravvissuta. E nel maggio 2018, a Pisa, un uomo ha scorsato dimentica la figlia di meno di un anno in auto.

Questo, soltanto in Italia. Si stima che nel mondo in vent’anni siano stati almeno seicento i bambini morti perché scordati nelle automobili.

Le cause psicologiche di questo tipo di incidente

Solitamente l’incidente si ripete secondo una scaletta ricorrente: un genitore particolarmente stanco, stressato, nervoso per qualche cambiamento imprevisto nella routine quotidiana dimentica di lasciare il figlio in qualche luogo (quasi sempre all’asilo) e prosegue la giornata come se lo avesse fatto, fino alla drammatica scoperta del corpo senza vita del proprio bambino ancora sul seggiolino dell’auto.

Queste notizie destano clamore, indignazione, rabbia e sdegno e l’interrogativo che più frequentemente viene sollevato è: “come è possibile dimenticarsi un figlio in auto?”.

Sui social imperversano frasi senza pietà nei confronti di questi genitori, definiti dei mostri. Qualcuno arriva ad azzardare che in realtà desiderassero inconsciamente la morte dei propri figli. Genitori bollati come assenti, poco amorevoli, inadeguati.

Nessuno può considerarsi immune da queste vicende

Ma secondo gli esperti nella società che viviamo, tra stress e superlavoro, nessuno può sentirsi immune: dietro a questi fenomeni potrebbe esserci il meccanismo psichico della dissociazione o anche quella “amnesia dissociativa”, psicopatologia inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali e descritta come l’incapacità del soggetto di richiamare alla memoria informazioni autobiografiche, generali o specifiche.

Lo psichiatra Claudio Mencacci definisce il fenomeno come un momento di black out, un vuoto di memoria transitorio in cui avviene la sconnessione delle funzioni della coscienza dalla memoria, come se una parte della corteccia cerebrale fosse disattivata, e si dimenticasse un pezzo di esistenza, di tempo, di vita. Di solito ciò avviene in momenti di forte stress o traumatici.

Le conseguenze giudiziarie per i genitori

Le conseguenze giudiziarie di queste tragedie per i genitori sono state varie, perché variamente giudicate. Se Sergio Riganelli, padre del piccolo Jacopo, morto a Passigliano, ha patteggiato una condanna a 16 mesi di reclusione, Andrea Albanese, padre del piccolo Luca, morto a Piacenza, è stato assolto.

Di certo, tutti, sono stati devastati psicologicamente da quest’esperienza

Seggiolini che inviano sms per risolvere il problema

Per tentare di dare una soluzione al problema è stato messo a punto un dispositivo che segnala la presenza del bambino nel seggiolino dell’auto e che potrà essere d’aiuto per ricordare ai genitori più distratti la presenza dei loro piccoli all’interno dell’abitacolo.

Ormai da un anno, dalla collaborazione tra Samsung e Chicco, è stato sviluppato il BebèCare, primo sistema che permette di rilevare i movimenti del bambino e di inviare notifiche ai genitori attraverso i devices dell’ecosistema Samsung, sia durante gli spostamenti in auto che durante la vita quotidiana in casa.

E il Ministero dei Trasporti avrebbe deciso obbligare gli automobilisti a dotarsi di questi sensori anti-abbandono che, installato sull’auto o sul seggiolino, comunica con un allarme sonoro la presenza del bambino nell’auto qualora venga dimenticato nell’abitacolo, inviando anche un sms al guidatore.

Il tutto sarà possibile con una modifica dell’articolo 172 del Codice della strada, che potrà salvare la vita a centinaia di bambini ed evitare un dolore straziante a moltissime famiglie.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684