Cisal: “Fiscalità di vantaggio e infrastrutture per rilancio Sud” - QdS

Cisal: “Fiscalità di vantaggio e infrastrutture per rilancio Sud”

Raffaella Pessina

Cisal: “Fiscalità di vantaggio e infrastrutture per rilancio Sud”

mercoledì 31 Luglio 2019 - 04:00
Cisal: “Fiscalità di vantaggio e infrastrutture per rilancio Sud”

I sindacati a Palazzo Chigi per l’incontro tra governo e parti sociali. Prioritaria anche una riqualificazione della spesa pubblica

ROMA – A Palazzo Chigi proseguono gli incontri con le parti sociali sui temi più importanti della penisola. Si tratta della seconda tornata di incontri cominciati lo scorso 25 luglio (in quel caso si era parlato del tema fiscale), mentre lunedì prossimo, 5 agosto, toccherà a lavoro e welfare. Im questa occasione invece si è parlato di infrastrutture e fiscalità di vantaggio per il rilancio delle regioni del Sud Italia.

Il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, presente al tavolo di discussione, ha illustrato le proposte della Confederazione per il rilancio del Mezzogiorno d’Italia, “un’area compromessa da un sempre crescente aumento delle diseguaglianze interne – ha detto Cavallaro – e dall’ampliamento della povertà”. La Cisal ha evidenziato il grande potenziale che il Sud Italia avrebbe in particolare nei settori turistico e alberghiero, agricolo e delle attività industriali ma queste attività, per essere effettivamente performanti, “devono poter contare su efficaci reti stradali, ferrovie, strutture aeroportuali e scali marittimi”.

In una nota la Cisal spiega di avere chiesto “un piano di investimenti straordinari rivolto, in via prioritaria, al potenziamento delle infrastrutture, inclusa l’alta velocità ferroviaria, oggi quasi completamente assente, e a un piano di collegamenti autostradali efficiente”. è stata evidenziata, poi, la necessità di intervenire nella pubblica amministrazione, rendendo più efficienti le modalità di distribuzione delle risorse pubbliche, e di rafforzare le misure di contrasto alla criminalità e al lavoro nero. Chiesta l’istituzione di un fondo speciale per il Sud destinato alle opere pubbliche e sottolineata l’esigenza di approntare un piano di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Cavallaro ha voluto ribadire la necessità evidenziata già nella scorsa riunione del 25 luglio, di introdurre una sorta di franchigia fiscale per le aziende del Meridione che dimostrino di aumentare il loro fatturato. Tutti questi argomenti sono praticamente condivisi dalla politica del governatore della Sicilia Nello Musumeci che ha ribadito la necessità di un “piano Marshall” per l’Isola. “Oggi l’Italia è divisa in due – aveva detto il presidente della Regione – il divario sta crescendo sempre di più. Va bene il regionalismo differenziato al Nord, ma il Sud ha bisogno di un piano Marshall. Noi non siamo competitivi sul piano infrastrutturale, sui servizi sociali essenziali. Quest’Italia non può affacciarsi al Mediterraneo, che non sappiamo quello che sarà fra dieci anni, senza avere un Sud adeguato e sufficientemente competitivo – ha aggiunto – Quindi nessun pregiudizio, ma apriamo il ragionamento a tutte le regioni italiane e in tempi certi definiamo la procedura”.

A queste dichiarazioni aveva risposto, su un quotidiano l’ex segretario nazionale del Pd Matteo Renzi. “Verrà un giorno in cui qualcuno ricorderà che il più grande e sistematico investimento sul Sud lo ha fatto il mio governo – ha spiegato Renzi – Vedo che Musumeci reclama un piano Marshall. Lodevole iniziativa. Ma perché prima di chiedere altri soldi, la Sicilia non spende quelli che il nostro governo ha già stanziato?”

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