Continuità territoriale, appello di Armao all’Europa - QdS

Continuità territoriale, appello di Armao all’Europa

Raffaella Pessina

Continuità territoriale, appello di Armao all’Europa

mercoledì 15 Maggio 2019 - 00:05
Continuità territoriale, appello di Armao all’Europa

L’assessore all’Economia scrive ai candidati alla presidenza Commissione Ue. “Politiche di compensazione siano priorità nell’agenda politica”

PALERMO – Il presidente Gaetano Armao, vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’Economia torna a battere sul tasto dell’insularità e lo ha fatto nella qualità di presidente del gruppo interregionale per l’insularità al Comitato delle Regioni a Bruxelles.

In occasione delle prossime elezioni europee, ha inviato una lettera a tutti i Spitzenkandidaten (candidati alla carica di presidente della Commissione Europea) di ciascun partito politico, per chiedere, una volta eletti, di dare priorità alla condizione di insularità nella loro agenda politica. “Il terzo comma dell’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea – precisa Armao nella missiva – prevede che nell’ambito della politica di coesione venga rivolta un’attenzione particolare a quelle regioni, tra cui le isole, che presentano ‘svantaggi naturali gravi e permanenti’. Ma questa parte dell’articolo 174 non è stata ancora attuata”.

“È giunto il momento di porre la questione con forza e chiedere che la nuova programmazione europea 2021-2027 e le nuove politiche di coesione forniscano concretamente misure di compensazione specifiche per riconoscere gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità e ridurre il divario di sviluppo con le regioni continentali, consentendone la piena integrazione – ha sottolineato il vicepresidente della Regione – Solo attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio, le isole europee, a partire dalla Sicilia, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita”.

Il gruppo interregionale per l’insularità al Comitato delle Regioni, del quale fanno parte i rappresentanti delle isole europee, alla cui presidenza Armao è appena stato nominato, ha infatti deliberato di svolgere tutte le iniziative opportune, affinché la nuova programmazione UE 2012-27 predisponga le misure di coesione e di riequilibrio per la condizione di insularità (dalla continuità territoriale alla fiscalità di sviluppo).

“Appare necessario per le isole consentire di agire in deroga a determinati principi quali la libera concorrenza e il divieto di aiuti di Stato, anche in considerazione del fatto che il Prodotto interno lordo delle regioni insulari continua a rimanere indietro rispetto al Pil medio pro-capite europeo delle regioni continentali”.

“Economia, trasporti, infrastrutture, continuità territoriale, energia sono i temi principali sui quali è necessario intervenire. Sono certo – ha concluso Armao – che nel suo attuale ruolo di ‘Spitzenkandidat’ e nel ruolo futuro che svolgerà nell’Unione Europea, vorrà impegnarsi per l’applicazione concreta del Trattato riguardante il riconoscimento degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità”.

Armao era stato eletto presidente dell’intergruppo nello scorso settembre. L’intergruppo è formato dai membri del Comitato provenienti da Corsica, Cipro, Malta, isole Baleari, isole Azzorre, Sicilia e Sardegna. Un organismo fortemente voluto dal vicepresidente Armao per rilanciare le questioni connesse alla condizione di insularità nella politica europea, come nelle singole politiche nazionali. Vicepresidente dell’Intergruppo è stata eletta Marie-Antoine Maupertuis, vicepresidente della Corsica, mentre segretario dell’Intergruppo è Leonardo Di Giovanna. “Solo attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio, le isole europee, a partire dalla Sicilia, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita – aveva detto Armao subito dopo la sua elezione a presidente – In questo senso occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo”.

“In Italia – ha aggiunto Armao – i cittadini che vivono nelle isole sono il 12%, tra Sicilia, Sardegna e quelle minori. La questione dell’insularità era riconosciuta dall’articolo 119 della Costituzione, prima della riforma del 2001, poi è progressivamente scomparsa dell’agenda politica, nello stesso tempo, le politiche di perequazione e degli aiuti di Stato non hanno tenuto conto delle caratteristiche territoriali specifiche delle isole”.

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