Coronavirus, Dpcm, la Sicilia si ribella al "potente Nord" - QdS

Coronavirus, Dpcm, la Sicilia si ribella al “potente Nord”

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Coronavirus, Dpcm, la Sicilia si ribella al “potente Nord”

lunedì 27 Aprile 2020 - 14:04
Coronavirus, Dpcm, la Sicilia si ribella al “potente Nord”

La deputata regionale di DiventeràBellissima Savarino invita Conte a non temere il Settentrione. Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, "Noi affamati, le lobbies nordiste premiate". La questione degli 840 miliardi di euro "rapinati" al Meridione

La Sicilia si solleva contro il “potente Nord”, come è stato definito dalla deputata regionale di DiventeràBellissima Giusi Savarino che ha chiesto al premier Giuseppe Conte di “non avere paura delle sue reazioni e così ammazzare economicamente il Sud”.

“Serpeggia in tanti – ha affermato la deputata – un dubbio: ma se la Lombardia avesse avuto i dati di contagi, di decessi, di guariti che ha la Sicilia, ci avrebbero aspettato? Il popolo del Sud non ha le garanzie lavorative del Nord, noi viviamo di turismo, di prodotti agricoli di qualità, di eccellenti vini, di artigianato, di piccole imprese che vogliono, devono, ripartire subito. Perché noi siamo stati bravi, il governo Musumeci è stato bravo, il popolo siciliano è stato bravo, ma non possiamo morire agli arresti domiciliari. Per una volta vogliamo essere noi del Sud il volano dell’economia italiana e Conte non può negarcelo, ci faccia ripartire”.

Musumeci, giusto fermare la mobilità dal Nord

Intanto, proprio il governatore Musumeci si è detto “contrario alla mobilità extra-regionale: noi siamo riusciti a ridurre la diffusione del virus perché abbiamo ridotto del 94% la mobilità ordinaria in Sicilia e la logica dei numeri non deve farci perdere di vista che l’emergenza continua e continuerà per diverso tempo: noi, almeno per quest’anno, puntiamo su un turismo autoctono e parliamo di almeno 2 milioni di persone”.

E in merito alle misure del governo per la ripresa, Musumeci ha affermato di aver detto a Conte “che vogliamo l’esportazione del ‘modello ponte Morandi’. Abbiamo bisogno di spendere risorse pubbliche, aprire velocemente i cantieri”.

Il dieci per cento dei siciliani ha perso tutto il reddito

Intanto, la situazione economica della Sicilia è terribile: dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat, risulta che 788.000 famiglie siciliane hanno visto calare il proprio reddito a causa del covid-19. Il dieci per cento delle famiglie, 145.000, ha addirittura perso tutto il proprio reddito, che si è dimezzato per 218.000 nuclei familiari.

Il 30% degli intervistati ha dichiarato di trovarsi in difficoltà economica. Il 56% sta adottando dei comportamenti ad hoc: il 27,5% ha fatto ricorso ai risparmi, un altro 27,5% sta riducendo le spese legate al cibo, e il 14,2% le altre spese di casa.

Il 15% ha fatto ricorso agli aiuti previsti dal Governo: quello più utilizzato è stato il bonus da 600 euro per autonomi e partite Iva (33,3%) o la sospensione del mutuo prima casa, seguito dal potere prolungare la validità della polizza Rc auto o moto o di prorogare le revisioni (27,8%).

Di Dio, “hanno deciso di farci morire di fame”

“E’ un Dpcm inaccettabile che mette il Sud in ginocchio e premia le lobby del Nord, che possono riaprire industrie e cantieri, mentre qui si tengono chiuse le attività con cui si regge prevalentemente la nostra economia”.

Lo ha detto Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, aggiungendo che “La Sicilia sta sprofondando e il Governo nazionale, con le ultime decisioni, ha evidentemente deciso di farci morire di fame. La situazione è insostenibile e faccio appello alle istituzioni regionali per una forte presa di posizione in favore dell’Isola”.

“In queste ore – ha spiegato la Di Dio – sta montando il malumore dei nostri associati e di tutto il mondo delle imprese del commercio, del turismo, delle professioni e dei servizi che sono il motore della nostra economia. Così si rischia una rivoluzione che non potremo più contenere. Siamo stati responsabili, non vogliamo diventare martiri di un sistema distorto”.

Il Governo regionale intervenga

“Il popolo siciliano – ha aggiunto – ha dimostrato senso di responsabilità e rispetto delle regole, la situazione sanitaria è assolutamente sotto controllo, siamo la regione che in percentuale ha il minor numero di contagi, ma sembra che questo non sia stato oggetto di valutazione. Non possiamo certo aspettare il 18 maggio. La maggior parte dei siciliani da fine febbraio non può contare sui ricavi della propria attività, non è stato erogato nemmeno un euro di indennità a fondo perduto, non si è ancora vista la cassa integrazione, ottenere i finanziamenti dalle banche per la maggior parte degli imprenditori è un’impresa”.

“Sono certa – ha concluso – che il governo regionale assumerà una posizione forte a tutela dei siciliani”.

Gli 840 miliardi di euro “rapinati” dal Nord al Sud

Il presidente della Regione Musumeci potrebbe anche attivarsi per cercare di recuperare almeno in parte gli 840 milioni di euro che, secondo il rapporto 2020 di Eurispes, presentato il 30 gennaio scorso, sono stati “rapinati” – è stato questo il termine utilizzato dal presidente Gian Maria Fara – di ben 840 miliardi di euro in diciassette anni, come ricordato dal Quotidiano di Sicilia.

Fase 2, Fi: “Decreto Conte penalizza la Sicilia”

Le regole di attuazione della Fase 2 predisposte dal governo Conte e rese note dal premier lunedì sera penalizzano la Sicilia. Lo ha affermato Mario Caputo, deputato regionale di Forza Italia e componente della commissione legislativa Attività produttive all’Ars. “Ancora una volta la Sicilia esce penalizzata dalle decisioni del Governo nazionale – ha dichiarato Caputo – A rischio fallimento intere categorie artigianali e produttive che potevano riprendere le attività con l’adozione di rigidi sistemi di prevenzione sanitaria. Mi riferisco in particolare alle attività artigianali di parrucchieri, sale da barba, centri estetici e di bellezza e per le attività di tatuaggi. Vietarne la ripresa significa decretare il loro fallimento o favorire gli abusivi del settore o peggio, trasformare artigiani in regola in abusivi per necessità”.
Caputo, oltre ad avere presentato un ordine del giorno a nome di tutto il gruppo parlamentare all’Ars, ha chiesto al Presidente della Regione di intervenire presso il Governo nazionale perché revochi alcune parti del decreto, alla luce anche della petizione che oltre 7.500 parrucchieri hanno firmato e inviato a Roma. “È il momento di fare prevalere nell’interesse della Sicilia le prerogative del nostro Statuto speciale – conclude il Parlamentare. Non possiamo assistere al fallimento di migliaia di attività artigianali che avrebbero potuto riaprire con l’adozione di misure di distanziamento e igienico sanitarie. Anche perché la Sicilia ha il più basso indice di diffusione del virus e i siciliani hanno dimostrato di sapere rispettare gli obblighi in materia di igiene, sanità e di distanziamento. Ho chiesto al Presidente dell’Ars Miccichè di fare intervenire tutta la deputazione nazionale di Forza Italia affinché si adottino iniziativa politiche e parlamentari a tutela del sistema artigianale e produttivo siciliano. Intanto, tutto il gruppo parlamentare di Forza Italia in seno all’Ars, in sede di voto alla Finanziaria chiederà il voto dell’ordine del giorno a tutela di queste categoria da inviare al Governo nazionale per la modifica del decreto del 26 aprile”.

Anche Stefano Pellegrino (Fi), presidente della commissione Affari Istituzionali all’Ars, rivendica condizioni più favorevoli per la Sicilia, tra cui la riapertura delle aree cimiteriali. “Ciò consentirebbe una spinta per l’avvio delle attività florovivaistiche – ha detto Pellegrino – considerato che a tale comparto sono stati assegnati, in commissione bilancio, 20 milioni di euro per gli enormi danni derivati dall’interruzione o drastica riduzione delle attività a causa della pandemia”. Forza Italia chiede, oltre alla abolizione per il 2020 dei canoni dei consorzi di bonifica, una sollecita apertura di bar, ristoranti, attività commerciali, parrucchieri, estetisti e soprattutto centri di riabilitazione dei bambini, specie per gli affetti da autismo con terapie in corso.

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