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Coronavirus e rifiuti, allarme in Sicilia per le discariche

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Coronavirus e rifiuti, allarme in Sicilia per le discariche

sabato 21 Novembre 2020 - 10:59
Coronavirus e rifiuti, allarme in Sicilia per le discariche

I Carabinieri scoprono ventitré microdiscariche a Canicattì, nell'Agrigentino. Ieri il Noe ha sequestrato tredici cassonetti con rifiuti provenienti dalle case di positivi. AnciSicilia, Orlando, "siamo di fronte a un'emergenza gravissima"

Ventitrè microdiscariche sono state scoperte stamattina dai Carabinieri a Canicattì (Agrigento) in contrada Cazzola, una vasta area che si estende fino al confine con Castrofilippo.

I militari hanno battuto palmo a palmo i dodicimila metri quadrati di terreno scoprendo rifiuti speciali e pericolosi come una gran quantità di Eternit, plastica, pneumatici, vetro, materiali di risulta dell’edilizia, sfalci di potature, mobili interi e anche generi alimentari, alcuni dei quali riconoscibili anche per il lotto di provenienza.

L’area, destinata alcuni decenni fa a terreno agricolo coltivato a cereali, è priva di alcuna precauzione per evitare eventuali dispersioni di sostanze inquinanti nell’ambiente circostante e la maggior parte dei 23 luoghi di discarica è apparsa incendiata.

Durante il controllo un uomo di 75 anni è stato sorpreso a bordo del proprio motofurgone carico di circa 250 chili di rifiuti ferrosi.

L’uomo è stato denunciato per traffico illecito di rifiuti e il mezzo è stato sequestrato.

I proprietari del terreno alcuni mesi fa erano stati destinatari di un’ordinanza sindacale di bonifica e messa in sicurezza della vasta area estesa decine e decine di ettari di terreno non recintata ma attraversata da diverse strade.

Noe sequestra 13 cassonetti con rifiuti casa positivi

Ieri intanto i Carabinieri del Noe di Catania e della stazione di Pace del Mela hanno sequestrato, in un centro raccolta di Gualtieri Sicaminò, nel Messinese, tredici cassonetti contenenti rifiuti indifferenziati prelevati al domicilio di persone che, a marzo e maggio scorsi, erano a casa positivi o in quarantena domiciliare per covid-19.

Le direttive sulla gestione di questi rifiuti prevedono che siano obbligatoriamente trasportati e smaltiti entro 72 ore dalla raccolta in una discarica autorizzata per evitare ogni ulteriore possibile diffusione del virus.

Il Procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, dopo la relazione dei militari dell’Arma, ha convalidato il sequestro e disposto l’immediata distruzione dei rifiuti, a carico dell’azienda.

Indagati il titolare e il responsabile della società appaltatrice del servizio di raccolta rifiuti dei due comuni del Messinese dove otto mesi fa erano stati raccolti: Pace del Mela e Gualtieri Sicaminò.

AnciSicilia, siamo di fronte a un’emergenza gravissima

“Di fronte alla crisi della raccolta dei rifiuti, già grave in alcuni Comuni delle provincie di Messina, Palermo e Trapani e che sempre più rischia di aggravarsi con la possibile imminente chiusura di altri impianti di conferimento nelle provincie orientali, la Sicilia si trova ad affrontare una emergenza gravissima che per vastità e impatto potrebbe essere senza precedenti”.

Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia.

“Una crisi – ha sottolineato – che ha radici lontane nelle scelte operate a livello regionale almeno dal 2.000, con la totale assenza di una pianificazione di impiantistica pubblica a vantaggio di pochi e ben remunerati privati”.

“La severità della situazione – ha aggiunto – aggravata dall’emergenza covid, richiede il massimo di impegno e collaborazione fra tutti i soggetti istituzionali dal livello comunale fino a quello nazionale. Per questo ne ho parlato con il presidente Musumeci con il quale abbiamo condiviso la preoccupazione, ribadendo il reciproco impegno affinché tutti gli uffici ed enti coinvolti operino con celerità nel trovare soluzioni non solo alla situazione attuale ma perché finalmente e una volta per tutte si adottino provvedimenti risolutivi”.

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