Coronavirus, gli esperti sul social distancing “Un metro di distanza potrebbe non bastare” - QdS

Coronavirus, gli esperti sul social distancing “Un metro di distanza potrebbe non bastare”

redazione

Coronavirus, gli esperti sul social distancing “Un metro di distanza potrebbe non bastare”

martedì 24 Marzo 2020 - 00:00

ROMA – “Può non bastare un metro di distanza” come distanziamento precauzionale tra le persone. È quanto si legge in una nota congiunta di esperti e ricercatori della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Università di Bari (UniBa) e Università di Bologna (UniBo), autori di un position paper pubblicato nei giorni scorsi, in cui si evidenzia una correlazione tra la presenza di particolato atmosferico nell’aria e la diffusione del coronavirus in determinate aree del Paese.

“Il nostro studio – si sottolinea – è condotto con metodo scientifico, basandosi su evidenze. La correlazione è presente. Che i virus si diffondano nell’aria trasportati dalle polveri trova riscontro nella letteratura scientifica. Come trova riscontro il fatto che restino attivi per diverse ore. Perciò è importante ribadire che in condizioni di alte concentrazioni di particolato un metro di distanza tra le persone è necessario ma potrebbe non bastare, sia in ambienti outdoor che indoor. Occorre ridurre le emissioni al minimo e le distanze tra le persone al massimo”.

Secondo i ricercatori, dunque, “occorre limitare i contatti al minimo in termini di frequenza e numerosità”. “Siamo d’accordo con le Arpa, che dicono che non basta solo fermare le auto, non è solo così che si riduce il Pm10: abbiamo più volte messo in evidenza – affermano – il ruolo della meteorologia e della necessità di fermare o ridurre anche le altre potenziali sorgenti”.

“Certo lo studio scientifico va completato, la correlazione non significa incontrovertibile causalità – puntualizzano Alessandro Miani, presidente Sima, Gianluigi de Gennaro (UniBa) e Leonardo Setti (UniBo) -. Il nostro è un position paper per fornire un’informazione tempestiva. Vogliamo mettere nelle condizioni decisori e cittadini di esercitare un legittimo principio di precauzione”.

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