Coronavirus, maschere da snorkeling trasformate in respiratori anche in Sicilia - QdS

Coronavirus, maschere da snorkeling trasformate in respiratori anche in Sicilia

Ivana Zimbone

Coronavirus, maschere da snorkeling trasformate in respiratori anche in Sicilia

sabato 04 Aprile 2020 - 00:00

Rosario Consoli, “Si cercano stampanti 3D e maschere da sub”. Il brevetto arriva dal Nord Italia e consente a qualsiasi volontario di realizzarle

CATANIA – In Sicilia, l’emergenza sanitaria ha mosso una fitta rete di volontari in grado di offrire il proprio specifico contributo. In un’intervista al QdS, Rosario Consoli spiega come sia riuscito a trasformare delle maschere da snorkeling in maschere di ventilazione – per pazienti Covid-positivi – o di protezione per il personale sanitario. Ma lancia anche un appello: “Si cercano stampanti 3D e donatori di maschere pienofacciali da sub”.

Il progetto delle valvole da montare sulle maschere da snorkeling è stato ideato da Renato Favero, un medico in pensione del Nord Italia. E la Isinnova, startup bresciana, è riuscita a trasformarlo in realtà concreta, stampando in 3D i preziosi adattatori. “Il brevetto è stato reso pubblico dall’azienda in open source, in modo che chiunque potesse replicarlo. Purché lo facesse senza scopo di lucro”, ha detto il dottor Rosario Consoli.

Ed è stata proprio quest’iniziativa solidale a rendere possibile la trasformazione delle comuni maschere da sub pienofacciali anche in Sicilia: “Siamo già riusciti a donare, al presidio ospedaliero S.Marta e S.Venera di Acireale (Ct), 11 maschere, con 7 valvole Charlotte per i pazienti e 4 adattatori per renderle utilizzabili dai medici come protezione antivirus. Ma possiamo fare di più: siamo in grado di produrre una valvola ogni 4 ore e mezza circa e rimaniamo a disposizione di tutte le strutture ospedaliere del territorio che intendessero riceverle. La nostra donazione è completamente gratuita, non chiediamo nemmeno il rimborso spese. L’ospedale di Acireale è stato l’unico a contattarci direttamente e a poterne usufuirne. Adesso stiamo dialogando con le istituzioni affinché anche altre strutture del territorio possano beneficiarne”, ha continuato.

La peculiarità di questi supporti risiede soprattutto nella loro versatilità: essendo in grado di coprire interamente il volto, possono essere utilizzati dai pazienti Covid-positivi per la ventilazione, ma anche dal personale sanitario come protezione anti-contagio. Adesso, oltre alla collaborazione con le istituzioni, si cercano maschere da poter trasformare e stampanti 3D, che non sembrano essere molte nella provincia etnea.

Già sono due i soggetti che, avendo letto dell’iniziativa sui social, hanno contattato Rosario Consoli per essere direttamente coinvolti. Si tratta di Martino Murabito e di Filippo Nicosia che, con le loro stampanti personali, sono già all’opera per produrre ulteriori adattatori. Chiunque volesse contribuire all’iniziativa o chiedere informazioni, può farlo chiamando al numero 389-2120040.

Le maschere così trasformate, nonostante non abbiano ricevuto alcuna certificazione, si sono già dimostrate efficaci, tanto da essere largamente impiegate negli ospedali del Nord: “I pazienti ospedalizzati che intendano utilizzarle, devono firmare una liberatoria. Il personale medico può adoperarle su pazienti privi di coscienza per un ‘uso caritatevole’, perché sicuramente non possono nuocere alla loro salute”, ha concluso Consoli.

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