Coronavirus, si pensa al domani, gradualità nella riapertura - QdS

Coronavirus, si pensa al domani, gradualità nella riapertura

redazione web

Coronavirus, si pensa al domani, gradualità nella riapertura

martedì 31 Marzo 2020 - 09:19
Coronavirus, si pensa al domani, gradualità nella riapertura

Il ministro Boccia, "presto per dare indicazioni su quali attività si potranno riaprire e soprattutto con quali tempistiche". Calenda, lettera con governatori e sindaci per chiedere all'Ue gli eurobond. Anche i sindaci-deputati in silenzio per le vittime

“Nella riunione del Comitato tecnico scientifico è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua e il governo si muoverà in questa direzione” aveva anticipato ieri sera il ministro della Salute, Roberto Speranza.

E oggi il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha confermato che è ancora troppo presto “per decidere cosa e quando riaprire”

“Il comitato tecnico scientifico – ha spiegato Boccia – farà valutazioni rigorose ed elaborerà delle linee guida con il ministero della Salute su come fare e a quali condizioni, così come è stato fatto sulle chiusure. Poi la politica, confrontandosi, potrà graduare tempi e modalità successive per ambiti e categorie. Ma le valutazioni devono essere rigorosamente scientifiche sulla base dei risultati faticosi ma fondamentali per la salute di tutti che stiamo raggiungendo con il sacrificio di tutti gli italiani”.

Boccia, in Italia raddoppiati posti in terapia intensiva

“Oggi – ha aggiunto – non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a lavorare sull’aumento dei posti di terapia intensiva negli ospedali e sulla massima diffusione da parte dello Stato di mezzi e personale in sostegno alle organizzazioni regionali sanitarie”.

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, ricorda il ministro, “i posti di terapia intensiva sono quasi raddoppiati; l’obiettivo ora può essere, per quando andremo a regime, triplicarli in alcune Regioni e poi in tutto il Paese. Su questo, c’è un lavoro congiunto straordinario e quotidiano tra la Protezione Civile guidata da Borrelli e il commissario Arcuri”.

Calenda alla Germania, solidali come nel dopoguerra

Intanto l’ex ministro Carlo Calenda, con governatori e sindaci di tutt’Italia, ha pubblicato sul Corriere della sera una lettera in cui si rivolgono ai “cari amici tedeschi”.

“La memoria – si legge nella lettera – aiuta a prendere le decisioni giuste. Il vostro posto è con i grandi Paesi europei. Il vostro posto è con l’Europa delle Istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà. Non al seguito di piccoli egoismi nazionali. Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole”.

Oltre che da Calenda la lettera è firmata dai governatori di Emilia Romagna e Liguria, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, e ai sindaci Francesco Italia (Siracusa), Virginio Merola (Bologna), Giuseppe Sala (Milano), Giorgio Gori (Bergamo), Luigi Brugnaro (Venezia), Marco Bucci (Genova), Valeria Mancinelli (Ancona), Emilio Del Bono (Brescia), Sergio Giordani (Padova).

L’atteggiamento dell’Olanda manca di etica e solidarietà

“L’atteggiamento dell’Olanda è a tutti gli effetti un esempio di mancanza di etica e solidarietà. Solidarietà che molti Paesi europei vi hanno dimostrato dopo la guerra e fino alla riunificazione”, si legge nella lettera, in cui si evidenzia che la sfida attuale “riguarda l’esistenza stessa dell’Unione europea”.

“Oggi l’Unione europea non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario. E se non dimostrerà di esistere, cesserà di esistere. Per questo – si sottolinea – nove Stati europei (tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio) hanno proposto l’emissione di eurobond per far fronte alla crisi. Non si chiede la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi, ma di dotare l’Unione europea di risorse sufficienti per un grande rescue plan europeo, sanitario, economico e sociale, gestito dalle istituzioni europee”.

Silenzio dei Sindaci per onorare le vittime dell’epidemia

Oggi è anche la giornata in cui, in tutta Italia, sulle facciate dei Comuni è stata esposta la bandiera a mezz’asta osservando un minuto di silenzio.

“Il nostro modo per ricordare le vittime del coronavirus, per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari, per abbracciarci idealmente tutti, per essere di sostegno l’uno all’altro’, ha detto Antonio Decaro,
sindaco di Bari e presidente dell’Anci, promotore, insieme con il presidente del Consiglio nazionale dell’associazione dei Comuni, Enzo Bianco, dell’iniziativa, alla quale ha aderito anche il Vaticano.

Bianco ha partecipato alla cerimonia a Catania a fianco del sindaco Salvo Pogliese.

Sindaci-deputati a minuto silenzio per vittime

Anche i sindaci deputati, impegnati a Roma per i lavori di Aula e Commissione, hanno aderito all’iniziativa di Anci e Upi.

“Abbiamo deciso di unirci anche noi – spiegano in una nota – all’abbraccio che idealmente rivolgeremo a Bergamo, ai colleghi amministratori e ai cittadini, a tutti gli operatori così intensamente coinvolti nella gestione dell’emergenza. Vogliamo lanciare un messaggio di sostegno, di forza e unità, di solidarietà. Guardiamo, saldi nelle nostre responsabilità a livello locale e nazionale, al futuro che dobbiamo costruire insieme”.

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