Corruzione, in Sicilia è record, 28 i casi registrati in tre anni quasi quanto in tutto il Nord - QdS

Corruzione, in Sicilia è record, 28 i casi registrati in tre anni quasi quanto in tutto il Nord

Raffaella Pessina

Corruzione, in Sicilia è record, 28 i casi registrati in tre anni quasi quanto in tutto il Nord

martedì 14 Gennaio 2020 - 17:32
Corruzione, in Sicilia è record, 28 i casi registrati in tre anni quasi quanto in tutto il Nord

Rapporto Anac (triennio 2016-19): Seguono Lazio (22), Campania (20), Puglia (16) e Calabria (14). L’entità del fenomeno, tuttavia, è meno consistente rispetto all'Italia settentrionale, come ha mostrato la tangente sul Mose

PALERMO – Ancora una volta, purtroppo, la Sicilia si distingue per i suoi record negativi. Dopo il triste primato dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con una percentuale del 40% degli immobili sottratti alle mafie, ora è la volta degli episodi di corruzione.

I dati, che sono quelli dell’Anac, sono stati resi noti nel corso del Progetto educativo antimafia intitolato “La corruzione e il nuovo sistema politico – mafioso” promosso dal centro studi Pio La Torre a Palermo. Dai numeri è emerso che la Sicilia è la regione che, nel triennio 2016 -2019 ha registrato in assoluto in Italia, più episodi di corruzione: 28, stando all’ultimo rapporto dell’Autorità nazionale anticorruzione dal titolo: “Numeri, luoghi e contropartite del malaffare in Italia”, una cifra pari al 18,4% del totale, quasi quanti gli episodi rilevati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme).
Seguono Lazio (22 casi), Campania (20 episodi), Puglia (16) e Calabria (14).

“Se è vero che il numero degli episodi è maggiore al Sud, l’entità del fenomeno è più consistente al Nord, come ha mostrato la tangente sul Mose – ha detto Isaia Sales, docente all’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, tra i relatori della conferenza – La corruzione è lo sgabello sul quale le mafie – ha aggiunto Sales – sono salite per fare il salto di qualità e pervadere il sistema politico ed economico, agendo sottotraccia”.

Sulla stessa linea il sociologo Alberto Vannucci, dell’’Università di Pisa: “È un reato silenzioso che non crea allarme sociale, ma diventa presto pervasivo attaccando non solo la sfera pubblica ma ogni aspetto della vita quotidiana, dagli appalti all’educazione”.
“Il rapporto Anac sottolinea una ‘smaterializzazione’ della tangente – ha ricordato il moderatore Franco Garufi, del Centro studi – con dati sottostimati e bandi su misura, infatti, è la promessa del posto di lavoro la nuova tangente”.
Un dato di cui sono consapevoli gli studenti coinvolti, oltre 400 quelli presenti in sala che si sommano alle 5 scuole collegate in videoconferenza da altre regioni. Per il 62% dei ragazzi che hanno partecipato al questionario di oggi, la corruzione “Fa perdere la fiducia dei cittadini nello Stato e nelle istituzioni politiche”, e a essere convinti che sia ormai “radicata nel sistema politico amministrativo italiano” è il 50% degli studenti.

Nel rapporto Anac viene rilevato che il coinvolgimento dell’apparato burocratico, annoverando nel complesso circa la metà dei soggetti coinvolti negli episodi di corruzione. si configura come il vero dominus: 46 dirigenti indagati, ai quali ne vanno aggiunti altrettanti tra funzionari e dipendenti più 11 rup (responsabile unico del procedimento) in tutta Italia. “Le forme di condizionamento – si legge nel documento dell’Anac – dell’apparato pubblico più estese e pervasive si registrano prevalentemente a livello locale (specie al Sud), secondo forme di penetrazione capillare nel tessuto sociale, economico-imprenditoriale, politico e istituzionale. I Comuni rappresentano gli enti maggiormente a rischio, come si evince anche dalla disamina delle amministrazioni in cui si sono verificati episodi di corruzione: dei 152 casi censiti, 63 hanno avuto luogo proprio nei municipi (41%), seguiti dalle le società partecipate (24 casi, pari al 16%) e dalle Aziende sanitarie (16 casi, ovvero l’11%)”.

Raffaella Pessina

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684