Corte dei conti sul NaDefr “Incompleto e non realistico” - QdS

Corte dei conti sul NaDefr “Incompleto e non realistico”

Eleonora Fichera

Corte dei conti sul NaDefr “Incompleto e non realistico”

mercoledì 19 Febbraio 2020 - 06:00
Corte dei conti sul NaDefr “Incompleto e non realistico”

I giudici contabili, auditi in commissione Bilancio all'Ars, bocciano il documento economico del governo Musumeci. “Stime Pil 2020-22 troppo ottimistiche, quadro inattendibile e inutile”. Armao si difende: "Stime Pil realistiche".

Lo scenario economico descritto nella nota di aggiornamento al Defr è “assolutamente realistico”. Ne è convinto l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, intervenuto sul tema in risposta alle critiche mosse al documento programmatico dalla Corte dei Conti. I giudici contabili, in audizione all’Ars martedì, avevano infatti sollevato diverse perplessità in merito all’affidabilità della Nadefr. Nello specifico, le stime di crescita relative al Pil regionale programmatico in +0,6% per il 2020, +0,8% per il 2021 e +0,9% per il 2022 erano state giudicate “troppo ottimistiche” rispetto alla condizione economica dell’Isola (e dell’Italia in generale) e cosi poco realistiche da mettere addirittura in dubbio “l’effettiva attendibilità e utilità” programmatica del documento stesso. Ad Armao, però, le critiche non sono andate giù. “Sulla base delle previsioni contenute nella nota di aggiornamento del Def dello Stato – ha voluto controbattere l’assessore all’Economia – che risale allo scorso settembre e quindi al netto delle stime economiche della Commissione europea (febbraio 2020) e dell’impatto globale del corona virus (gennaio), il valore tendenziale di crescita del Pil 2020 in Sicilia pari a 0,1% (previsto dal Def regionale approvato a ottobre 2019) risulta assolutamente realistico”. “Altrettanto plausibile – ha aggiunto Armao – è una previsione di crescita programmata che trasforma quel dato (0,1%) in 0,6%, viste le risorse mobilitate”. L’assessore ha precisato infatti che “fra i due valori, in particolare, agiscono gli effetti del profilo atteso della spesa dei fondi strutturali, dell’erogazione del reddito di cittadinanza come previsto a regime nell’anno 2020, dell’avvio degli insediamenti produttivi nelle zone economiche speciali, del ‘fondo Sicilia’ (Irfis) destinato in parte al finanziamento di investimenti da parte delle imprese, del ‘fondo centrale di garanzia’ (Po Fesr Sicilia 2014/2020 – O.T. 03 Azione 3.6.1 -) che fornisce garanzie alle banche che concedono prestiti alle imprese”. Tutto in regola, insomma, per l’assessore all’Economia che, però, non è entrato nel merito delle altre critiche mosse dalla Corte dei conti relative alle pesanti lacune rintracciate nel documento programmatico. Lo stesso Armao, oggi, sarà impegnato a Roma in un incontro decisivo per il closing banche. L’assessore prenderà parte a un vertice con i rappresentati di due delle cinque banche con le quali la Regione ha in corso contratti derivati a copertura di tre mutui, accesi con Cassa depositi e prestiti tra il 2005 e 2006, per definire il negoziato con lo scopo di estinguere in modo anticipato gli swap. Se andrà a buon fine, la trattativa (che va avanti da cinque mesi) permetterà all’Amministrazione siciliana di liberare risorse per 150 milioni di euro.

I rilievi della Corte dei Conti, audita in commissione Bilancio all’Ars

Incompleto, poco realistico e decisamente troppo “ottimista”. È così che è apparso alla Corte dei conti il contenuto della nota di aggiornamento del Defr tracciata dal governo Musumeci. Al centro delle perplessità sollevate dai giudici contabili, le previsioni relative al Pil. “La nota di aggiornamento del 25 ottobre 2019 – ha sottolineato la Corte ieri durante un’audizione in commissione Bilancio all’Ars – ridetermina le stime di crescita del pil regionale programmatico in +0,6% per il 2020, +0,8% per il 2021 e +0,9% per il 2022. Si tratta di stime che la Sezione reputa ottimistiche alla luce delle serie storiche disponibili, delle più recenti previsioni sull’economia italiana, delle politiche pubbliche prospettate e dello scenario internazionale”.

Le recenti stime della Commissione europea che hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell’economia italiana per il 2020 (+0,3%) e per il 2021 (+0,6), – hanno evidenziato i giudici – nonché le forti perturbazioni allo scenario globale legate all’andamento dell’economia cinese, sono ulteriori elementi che non consentono di considerare realistico, almeno per il biennio 2020-2021, il quadro macroeconomico programmatico delineato dal Nadefr 2020-2022 della Regione siciliana”.

Secondo la Corte, insomma, ci sarebbe una grande discrepanza tra il quadro descritto dal Governo Musumeci e la reale condizione economica dell’Isola, rivista nel Defr in maniera decisamente troppo ottimistica. I giudici sottolineano infatti che “il quadro tendenziale di finanza pubblica appare sul fronte delle entrate, risentire di una visione ottimistica, fatto che si aggiunge alla metodologia adottata dall’amministrazione regionale per la sua costruzione, con l’effetto di sottrarne effettiva attendibilità ed utilità. E infatti sul piano metodologico, nonostante questa Corte abbia più volte nel passato evidenziato l’importanza della rappresentazione tendenziale delle dinamiche delle finanze regionali a politiche date, il quadro rappresentato è la riproposizione degli equilibri di bilancio sulla base delle previsioni aggiornate alla data di elaborazione – per definizione in pareggio – non fornendo quindi alcun elemento di valutazione circa la manovra correttiva da adottare che viene sott’intesa come non necessaria”.

Il documento economico, insomma, sarebbe secondo i giudici conterrebbe indicazioni tanto inverosimili da rischiare di diventare del tutto inefficace. Ma c’è di più. La Corte dei conti, infatti, ha evidenziato anche alcune lacune sostanziali del documento stesso. Nella relazione dei giudici si legge che “non appare adeguatamente sviluppata la sezione dedicata all’analisi della situazione finanziaria della Regione, che manca di quattro elementi essenziali prescritti dai principi contabili”. In particolare, mancherebbero nel documento: la costruzione del quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli enti regionali sulla base delle risultanze dell’esercizio precedente; la manovra correttiva; l’indicazione dell’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica accompagnata anche da una indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere gli obiettivi e mancano gli obiettivi programmatici pluriennali di riduzione del debito e del rientro dell’eventuale disavanzo. Infine, si legge ancora nella relazione “il paragrafo dedicato alla copertura del disavanzo risulta comprensibilmente datato rispetto ai recenti sviluppi conseguenti alla parifica del rendiconto 2018”. Di fatto, quindi, per il Governo siciliano è arrivata un’altra, sonora bocciatura.

“Il confronto con i magistrati contabili è stato positivo e utile, perché ci consentirà di fare chiarezza su alcuni aspetti del Bilancio regionale che Governo e Parlamento possono ancora perfezionare”. Questo il commento del presidente della commissione #Bilancio dell’Ars, Riccardo Savona, al termine dell’audizione del presidente delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Luciana Savagnone, in merito alle previsioni del “Documento di economia e finanza regionale (Defr) per gli anni 2020-2022 e della relativa nota di aggiornamento”.

I lavori sono stati introdotti dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che ha sottolineato “l’importanza del dialogo costante tra la Corte dei Conti e l’Assemblea regionale siciliana, per provare a mettere in equilibrio il bilancio della Regione”.
Il presidente Savona ha spiegato che “per la commissione Bilancio, considerate le nuove regole di armonizzazione dei sistemi contabili, l’esame del Defr ha un ruolo centrale per la definizione delle politiche pubbliche, da effettuarsi insieme con il governo nella prossima manovra finanziaria. Per questo, riteniamo fondamentale il contributo della Corte dei Conti e ringrazio il presidente Luciana Savagnone e tutti i relatori per essere venuti qui”.

“Sono tre gli aspetti di rilievo del Defr su cui è necessario sviluppare un confronto tra Parlamento e Governo: l’aggiornamento del quadro tendenziale della finanza pubblica con particolare riferimento all’andamento delle entrate tributarie e di quelle in conto capitale; le linee di indirizzo in settori chiave della finanza regionale, quali partecipazioni e finanza locale; e infine, la rinegoziazione degli accordi con lo Stato”, ha detto il presidente, aprendo i lavori della commissione.

“In questa prospettiva – ha aggiunto – dobbiamo definire una nuova e condivisa politica delle entrate che assicuri, con il contributo del governo, del parlamento ma anche del governo nazionale, un quadro stabile per il funzionamento della macchina regionale”, ha concluso il presidente della commissione Bilancio.

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