Covid, Draghi e le Regioni, dopo Pasqua misure riviste - QdS

Covid, Draghi e le Regioni, dopo Pasqua misure riviste

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Covid, Draghi e le Regioni, dopo Pasqua misure riviste

lunedì 29 Marzo 2021 - 07:12

Oggi vertice sui vaccini: la Sicilia è in testa e la Lombardia in coda. Il presidente Bonaccini ammonisce gli altri governatori, "siamo una nazione, non venti piccole patrie".

Lavorare “tutti insieme” per imprimere il cambio di passo alla campagna di vaccinazione e raggiungere le cinquecentomila somministrazioni al giorno, visto che da oggi alla domenica di Pasqua è previsto l’arrivo di tre milioni di dosi.

Il Governo e il premier Mario Draghi vedono oggi le Regioni per superare divisioni e incomprensioni, dopo la strigliata del presidente del Consiglio ai territori per i ritardi e le differenze nelle somministrazioni, “difficili da accettare”.

Una strigliata che sovverte, tra l’altro, i luoghi comuni sull’efficienza in Italia: la Sicilia è tra le prime, la Lombardia, quella della “meravigliosa Sanità”, continua a essere un disastro nonostante il capo della Lega Matteo Salvini la difenda a spada tratta.

Da oggi mezza Italia in zona rossa

E visto che da oggi mezza Italia è in zona rossa, con Calabria, Toscana e Valle d’Aosta che si vanno ad aggiungere alle otto regioni e alla provincia di Trento, e i dati dicono che ci sono ancora ventimila contagi e trecento morti al giorno, quasi 3.700 malati in terapia intensiva.

Insomma, al momento parlare di riaperture è prematuro e il decreto dovrebbe rinnovare tutte le misure attualmente in vigore: cancellazione della zona gialla, niente visite a parenti e amici in zona rossa, spostamenti ancora vietati tra le regioni, chiusi bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, piscine e palestre.

Scuole in presenza fino alla prima media

La novità più importante è quella che riguarda le scuole: si torna in presenza fino alla prima media anche in zona rossa, come era previsto nel precedente decreto, mentre nelle zone arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori.

Prima di maggio ristoranti aperti a pranzo

Il vertice di oggi arriva mentre l’Esecutivo è impegnato a mettere a punto il decreto legge con le misure in vigore dopo Pasqua: un provvedimento che dovrebbe essere pronto a metà settimana e potrebbe prevedere una sorta di verifica a metà aprile per valutare la possibilità di riaprire, se la situazione epidemiologica lo consentirà, alcune attività prima di maggio, a partire da bar e ristoranti a pranzo.

Ribadire le priorità nazionali

L’incontro tra Draghi, i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e le Regioni servirà dunque a ribadire le priorità indicate dal piano nazionale e a mettere a punto la mosse per i prossimi giorni, seguendo la strategia del doppio binario indicata da Figliuolo: hub e punti vaccinali nelle città, postazioni mobili per raggiungere in maniera capillare i paesi e le zone più isolate.

Quasi tre milioni di vaccini in arrivo

Con l’arrivo di oltre un milione di dosi di Pfizer, oltre 500mila di Moderna e 1,3 milioni di Astrazeneca, le Regioni avranno quei vaccini che chiedono da settimane per poter far decollare la campagna.

Lavorare tutti insieme

Ma proprio per questo non si può sbagliare e dunque, è il messaggio del governo, lo Stato è pronto a intervenire con volontari e militari in caso di difficoltà. Senza “mettere divieti e minacciare misure”, come ha detto Draghi venerdì scorso, ma lavorando tutti insieme e seguendo un unico criterio che è quello dell’età.

Le Regioni porteranno le loro richieste, prima tra tutte la redistribuzione delle dosi in base alla popolazione, e ribadiranno che governo e territori hanno gli stessi interessi e gli stessi obiettivi .

Bonaccini, richiamo per procedere spediti

Con l’appello alle Regioni a non trascurare gli anziani nella campagna vaccinale il premier Mario Draghi “ha voluto fare un forte richiamo perché si proceda tutti speditamente, ma mi pare non ci sia alcuno strappo e se mai ci fosse stato è stato ricomposto molto bene”.

Lo ha detto stamattina Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni, intervenendo in tv sull’incontro di oggi pomeriggio.

“Peraltro – ha proseguito Bonaccini – oggi c’è un incontro, come avevamo chiesto nelle ore precedenti, altri ce ne saranno per la parte Recovery Plan. Dobbiamo lavorare insieme. Non può fare uno senza le altre, non può fare lo Stato da solo né le Regioni senza lo stato”.

Politici prima? Siamo cittadini normali

A una domanda sullo sfogo del presidente dell’Ars Gianfranco Micciché sulla mancata vaccinazione ai politici, Bonaccini ha risposto: “Bisogna attenersi alle decisioni prese dal Governo con le Regioni e che devono valere per tutti: se mi comportassi in maniera differente da un cittadino normale, rispetto al tempo in cui fare il vaccino, è evidente che non si capirebbe più niente”.

Stringere i bulloni

“C’è bisogno di stringere i bulloni” aveva detto ieri Bonaccini, ammonendo quei governatori – De Luca in testa – che si sono spinti in avanti annunciando di voler acquistare per proprio conto i vaccini, a partire dallo Sputnik.

“Siamo una nazione, non siamo venti piccole patrie. Se una Regione da sola acquistasse dei vaccini autorizzati da Ema e Aifa andrebbero ripartiti tra tutti gli italiani”.

Nuove misure per mercoledì

Con le dosi di vaccino, in settimana arriverà anche il decreto con le nuove misure. Nelle prossime ore è in programma una riunione del Cts e il testo dovrebbe essere pronto mercoledì: oltre alle norme ad hoc per il personale sanitario, l’obbligo di vaccinarsi per medici e infermieri a contatto con il pubblico e lo “scudo penale” per chi somministra le dosi limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave, potrebbe prevedere la verifica della situazione epidemiologica a metà del mese per valutare, in caso i dati del contagio siano in discesa e la pressione sulle strutture sanitarie allentata, l’allentamento di alcune restrizioni.

Riaprire cinema e teatri

Si pensa, in particolare ai bar e i ristoranti, ai quali sarebbe consentito aprire a pranzo, cinema e teatri ma anche al ritorno in classe per gli studenti delle superiori.

Un punto di mediazione tra l’ala rigorista del governo e chi, Lega in testa, spinge per riaprire il paese.

Della verifica parla esplicitamente Forza Italia con i capigruppo Occhiuto e Bernini e l’ipotesi non dispiace alla Lega che, dice Matteo Salvini, “lavora con e per Draghi” e ha l’obiettivo “di riaprire dopo Pasqua le attività nelle città italiane con la situazione sanitaria sotto controllo”.

Che è poi quel che da giorni ripete Speranza e che ha dichiarato anche Draghi.

Pasqua e le seconde case

Riguardo alle seconde case, per Pasqua si potranno sempre raggiungere anche in zona rossa, purché siano di proprietà o con un affitto precedente al 14 gennaio e non vi siano ordinanze dei presidenti di Regione che ne vietano l’uso ai non residenti.

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