Covid, in Sicilia oramai è un vero bollettino di guerra - QdS

Covid, in Sicilia oramai è un vero bollettino di guerra

Pietro Crisafulli

Covid, in Sicilia oramai è un vero bollettino di guerra

lunedì 11 Gennaio 2021 - 08:02
Covid, in Sicilia oramai è un vero bollettino di guerra

Boom di contagi: undicimila in una settimana. Ieri il tasso di positività più alto d'Italia. I Pronto soccorso scoppiano. Razza, "Raddoppiato il personale". Orlando (Ancisicilia), "zona rossa per Catania, Siracusa e Palermo. Il nodo dei controlli: droni a Messina e l'appello del prefetto etneo Sammartino. I focolai nell'Isola

Davvero sconfortanti gli ultimi dati sull’emergenza covid in Sicilia: nell’ultima settimana, secondo la Protezione Civile, i nuovi positivi sono stati 11.508, valore più alto del 66% rispetto alla settimana precedente, quando si era già registrato un aumento.

Attualmente in Sicilia ci sono 41.506 positivi, il valore più elevato dall’inizio della pandemia.

Le persone in isolamento domiciliare sono 40.033, 5763 in più rispetto alla settimana scorsa. I ricoverati sono 1473, di cui 208 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 152 unità.

Per fortuna Il numero dei guariti (6.3821) è cresciuto di 5.359 unità rispetto alla settimana precedente.

Il numero dei morti (2728) è aumentato di 234 unità rispetto alla settimana precedente.

Ieri il tasso di positività più alto in Italia

E la conferma su quanto la situazione sia preoccupante viene dal bollettino quotidiano di ieri: 1.733 nuovi contagiati su 8.736 tamponi processati, con un tasso di positività, il rapporto cioè tra i test eseguiti e i casi accertati, di ben il 19,8%, il più alto in Italia.

Riguardo alla distribuzione di contagiati nelle province, è ancora Catania in testa con 460 nuovi casi, seguono Palermo con 449, Messina con 287, Siracusa con 201, e poi Trapani con 130, Caltanissetta con 79, Ragusa con 64, Agrigento con 35 ed Enna con 28.

Orlando, zona rossa a Catania, Palermo e Siracusa

Proprio in base a questi dati il presidente di AnciSicilia Leoluca Orlando ha chiesto ieri sera al presidente della Regione Nello Musumeci, che ieri ha adottato questo provvedimento per Messina, “di provvedere a dichiarare zone rosse tutti i capoluoghi, che sono quelli più esposti, come dimostrano i dati di Catania, Palermo e Siracusa”.

“Siamo di fronte – ha aggiunto – al dilagare dell’epidemia, spinto anche da comportamenti irresponsabili di tanti. Gli ospedali e i Pronto soccorso sono prossimi alla saturazione. Prima che sia troppo tardi, prima che si contino in Sicilia migliaia di morti, torno a chiedere al Governo nazionale di dichiarare la nostra regione Zona Rossa”.

A Messina droni per controlli

Il nodo dei controlli, in particolare sulla cosiddetta Movida sembra essere centrale. E a Messina il sindaco Cateno De Luca ha messo in campo i droni che da oggi saranno attivati “nelle zone più sensibili”.

“A preoccupare – ha sottolineato De Luca – è il rapporto dei posti letto occupati in terapia intensiva che è del 70% e quello dei dei ricoveri ordinari che è del 75%. Sono numeri tra i più alti d’Italia e per questo rispetto alla ordinanza predisposta dalla Regione farò ulteriori restrizioni perchè la situazione è allarmante”.

“L’Asp – ha poi denunciato il sindaco – ha comprato un software per gestire una banca dati che ancora non esisteva sui positivi, meglio tardi che mai”.

L’appello del prefetto Sammartino

A Catania il prefetto Claudio Sammartino ha presieduto nel Palazzo del Governo una riunione per intensificare i controlli alla luce di alcune foto su assembramenti per la movida apparsi su social network, con molti giovani senza mascherina.

Al termine ha però lanciato un appello ai cittadini a comportarsi in maniera responsabile, auspicando “un maggior senso di responsabilità da parte della cittadinanza”.

Soltanto una presa di coscienza da parte di tutta la popolazione potrà infatti farci venir fuori da una situazione che in Sicilia non è mai stata così grave.

Razza, pronti a fronteggiare l’emergenza

E sull’emergenza, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha detto ieri sera di aspettarsi “ancora per qualche settimana una crescita del contagio e, quindi, una fase di tensione per le strutture ospedaliere, territoriali e per le aree di emergenza”.

“Nei giorni scorsi – ha sottolineato Razza – tutte le direzioni strategiche hanno ricevuto una nota dell’Assessorato con cui abbiamo richiamato ciascuno alla doverosa attenzione per questa fase e chiesto di verificare tutti gli step di programmazione”.

“Il personale sul territorio – ha concluso – è raddoppiato, ma dobbiamo tenere molto alta l’attenzione e valutare se la curva diventa esponenziale. La campagna vaccinale, intanto, ci ha visto completare in tutta la Sicilia le scorte, tenuto conto della prima fase di richiami che prudenzialmente è stata accantonata”.

Nei test drive in troppi falsi negativi

Intanto Cristoforo Pomara, direttore del dipartimento di medicina legale del Policlinico di Catania e componente del Comitato tecnico scientifico regionale, ha chiesto di “porre immediatamente fine ai test nei drive-in” perché “è troppo alto il numero dei falsi negativi”.

Pomara, tra i fautori di misure rigide per il contrasto alla pandemia, sostiene la tesi anche alla luce delle nuove strategie di testing diffuse dal Ministero della salute.

“I test rapidi – spiega Pomara – hanno un senso se adoperati con criterio: ovvero su base anamnestica e su comunità circoscritte e soprattutto se ripetuti frequentemente in caso di negatività”.

I focolai in Sicilia

Intanto continuano a moltiplicarsi i focolai in Sicilia. In una residenza sanitaria assistita comunale di Gangi, nel Palermitano, ben 54 anziani, tutti asintomatici, sono risultati positivi al tampone rapido e due operatori al molecolare.

L’Usca del distretto di Petralia Sottana sta effettuando adesso i test molecolari di riscontro dopo aver messo tutti, insieme al personale in servizio nella struttura compreso quello amministrativo, in isolamento.

Adesso c’è il rischio che il comune delle Madone possa diventare zona rossa.

E il sindaco della vicina Petralia Soprana Pietro Macaluso ha chiuso la scuola dell’infanzia, sospeso il mercato settimanale e stilato regole stringenti per funerali per “evitare l’insorgere di focolai incontrollabili”.

E sono 459 i positivi registrati dall’Asp di Trapani a Mazara del Vallo.

Mazara, “basta cene tra amici e parenti”

Il sindaco Salvatore Quinci, in un videomessaggio diffuso ieri sera, si è detto “preoccupato” per la situazione.

“Solo nella giornata di oggi sono stati 29 quelli in più riscontrati positivi al tampone – ha detto Quinci e sono inutili le polemiche quando si continua ancora a organizzare pranzi e cene tra amici e parenti”.

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