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Covid, la lite politica è sul presunto lockdown di Pasqua

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Covid, la lite politica è sul presunto lockdown di Pasqua

venerdì 26 Febbraio 2021 - 06:33
Covid, la lite politica è sul presunto lockdown di Pasqua

La prudenza degli scienziati e il pericoloso populismo di taluni leader. Mentre la situazione sanitaria si aggrava al Centro-Nord, oggi la bozza del primo Dpcm dell'era Draghi. Schiarita nel dialogo Governo-Regioni

E’ la Pasqua con misure restrittive anti-Covid il primo, vero terreno di scontro per la maggioranza che sostiene il governo Draghi, con Nicola Zingaretti contro Matteo Salvini, mentre zone rosse si profilano da sabato nelle province di Pistoia e Siena e arancione scuro in quella di Bologna.

E anche a Brescia la situazione dei contagi resta critica: gli ospedali sono vicini al collasso e stanno mandando alcuni pazienti in altre strutture della regione, come a Bergamo e a Cremona.

L’Italia si colora ormai di rosso e arancione scuro a macchia di Leopardo, secondo la maggiore incidenza del Covid e soprattutto delle sue varianti.

Così, è rossa Cecina, nel Livornese. Lo sono quattro Comuni nel Lazio: Colleferro, Carpineto, in provincia di Roma, Torrice (Frosinone), Roccagorga (Latina). In Alto Adige è stata superata la soglia critica per le terapie intensive a Bolzano e a Trento. In Basilicata sono in aumento i casi e l’Rt, la Regione rischia di finire arancione. In Sardegna è zona rossa a San Teodoro.

In Molise si registra un balzo di positivi: c’è stato un sopralluogo di militari per allestire terapie intensive di emergenza. In Piemonte l’Rt è sopra 1, la Regione va verso l’arancione e l’inasprimento delle misure. A Pescara, dilaga la variante inglese.

Ma a fronte del record di contagi, alla prudenza degli scienziati si oppone il pericolosissimo populismo di taluni politici.

“Mi rifiuto di pensare – ha detto il capo della Lega Matteo Salvini – ad altre settimane e altri mesi, addirittura di chiusura e di paura. Se ci sono situazioni locali a rischio, si intervenga a livello locale. Però parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani”.

“Purtroppo – ha replicato il leader del Pd Nicola Zingaretti – sulla pandemia Salvini continua a sbagliare e rischia di portare fuori strada l’Italia. Buon senso e coerenza è avere una linea indicata dal Governo e rispettarla. Così si sta in una maggioranza e si danno certezze alle persone”.

Scintille sulla linea del rigore confermata dal nuovo premier, mentre si delineano aperture alle Regioni nel metodo se non nel merito.

Le ordinanze del ministro della Sanità sui colori dei territori, in seguito al monitoraggio del venerdì, d’ora in poi entreranno in vigore il lunedì e non la domenica: lo promette la ministra delle Autonomie Mariastella Gelmini in un vertice con gli Enti locali.

Ciò per evitare il caos – e le perdite economiche – di ristoranti e bar aperti un giorno su due nel weekend (che costituisce l’80% del fatturato settimanale secondo Coldiretti).

Nella riunione Gelmini e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno assicurato un’altra novità: la bozza del nuovo Decreto del presidente del Consiglio, in vigore dal sei marzo, sarà mandata oggi ai governatori, dunque in notevole anticipo sulla scadenza di quello attuale.

Un gesto di apertura alle Regioni, che hanno chiesto a più riprese di evitare decisioni dell’ultimo minuto come quella sulla mancata riapertura degli impianti di sci.

“Per rendere più agevole la programmazione delle attività economiche, le chiusure non entreranno più in vigore di domenica ma di lunedì”, ha sintetizzato Mariastella Gelmini, che ha parlato anche del sistema delle fasce.

“Verrà mantenuto – ha detto- perché ha consentito di scongiurare un lockdown generalizzato e questo deve essere l’obiettivo principale anche per i prossimi mesi”.

Anche perché, pur prevedendo delle modifiche ai parametri, come chiesto dalle Regioni specie per l’Rt, “un modello alternativo ad oggi non c’è” e se ne parlerà semmai in un tavolo tecnico.

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