Covid, l'epidemia peggiora in Italia, "Virus circola tra i bimbi" - QdS

Covid, l’epidemia peggiora in Italia, “Virus circola tra i bimbi”

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Covid, l’epidemia peggiora in Italia, “Virus circola tra i bimbi”

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venerdì 26 Novembre 2021 - 20:26

L'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,23, stabile ma al di sopra della soglia epidemica. A preoccupare anche il livello di occupazione in aumento

Continua a salire l’incidenza dei casi di Covid-19 in Italia – che questa settimana raggiunge il valore di 125 per 100mila abitanti – ed aumenta il numero dei posti occupati in terapia intensiva e nei reparti di area medica.

La situazione

La situazione epidemica nel nostro Paese – dove oggi si registrano 13.686 casi e 51 morti – si conferma in peggioramento, con 18 Regioni classificate questa settimana a rischio moderato ed una, il Friuli Venezia Giulia, per la quale da lunedì scatterà il passaggio in zona gialla.

La Regione ha infatti superato tutti e tre i parametri che insieme fanno scattare misure più restrittive: l’occupazione delle aree mediche oltre il 15% (è al 19,5%), le terapie intensive oltre il 10% (è al 16%) e l’incidenza settimanale oltre 50 casi per centomila (registra il valore di 346,4 per 100mila). Il quadro fotografato dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia conferma dunque un trend in peggioramento ormai da 5 settimane, con l’incidenza nazionale che si fissa a 125 per 100mila abitanti contro 98 per 100mila della scorsa settimana.

L’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,23, stabile ma al di sopra della soglia epidemica. A preoccupare è anche il livello di occupazione in aumento dei reparti ospedalieri: in terapia intensiva il tasso di occupazione è al 6,2% e nelle aree mediche sale all’8,1%. La situazione nelle Regioni è diversificata ma varie sono le situazioni più critiche. La provincia autonoma di Bolzano e il FVG registrano le incidenze più alte a 458,9 e 346,4. Seguono Val d’Aosta a 265,5 e Veneto a 226,1. Sempre il Veneto è l’unica Regione ad essere classificata questa settimana a rischio alto. Il trend epidemico in salita è confermato pure dai dati giornalieri del bollettino del ministero della Salute. Sono 13.686 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, ieri erano stati 13.764. Sono invece 51 le vittime in un giorno (ieri erano state 71). Il tasso di positività è al 2,45%, in aumento rispetto al 2,1% di ieri. Sono invece 606 i pazienti in terapia intensiva, 18 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite, ed i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.748, ovvero 59 in più in 24 ore.

Rezza: “Epidemia peggiora”

“Tende ancora a peggiorare la situazione epidemiologica e per quanto riguarda l’occupazione delle terapie intensive e dei reparti, anche se siamo al di sotto della soglia critica (ndr fissata rispettivamente al 10 e al 15%) – ha commentato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza – si osserva una tendenza all’incremento. Data la situazione è bene continuare la campagna vaccinale con grande intensità e soprattutto per quanto riguarda le dosi di richiamo. Al tempo stesso è importante mantenere comportamenti prudenti come distanziamento sociale e uso delle mascherine”.

Parla di “crescita continua di casi e occupazione degli ospedali” anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. E preoccupano i casi in aumento tra i più piccoli: “Le fasce di età più colpite sono quelle sotto i 19 anni. La fascia d’età sopra i 12 anni è quella caratterizzata da una crescita più significativa dei casi ma l’incidenza è più elevata in particolare tra i 6 e gli 11 anni. Anche i ricoveri nella fascia pediatrica, pur limitati – ha avvertito – sono presenti in tutte le fasce e particolarmente tra quelle più giovani”. Quanto all’andamento della campagna vaccinale, la vaccinazione con la terza dose sta crescendo in modo “costante e significativo” nelle ultime settimane e questo, secondo Brusaferro, è un dato “estremamente positivo”. Tuttavia, ha ricordato, “ci sono ancora milioni di italiani che non hanno neppure la prima dose” e, al contempo, è “importante che gli over80 facciano quanto prima la terza dose” essendo la categoria “più fragile”. (ANSA).

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