Covid, ristoranti aperti la sera, in maggio si dovrebbe ripartire - QdS

Covid, ristoranti aperti la sera, in maggio si dovrebbe ripartire

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Covid, ristoranti aperti la sera, in maggio si dovrebbe ripartire

mercoledì 14 Aprile 2021 - 06:00

Ipotesi tavoli all'aperto e pagamenti senza contanti. Se ne parlerà domani del confronto tra Governo e Regioni. Tra i parametri per l'allentamento delle restrizioni, il numero di vaccini somministrati

Ristoranti aperti nelle zone gialle anche la sera sfruttando gli spazi all’aperto, numero delle somministrazioni dei vaccini da inserire tra i parametri del monitoraggio che determina le fasce di colore, calendario e regole per riaprire parallelamente cinema, teatri, musei e palestre.

Le Regioni hanno presentato le loro proposte in vista del confronto di domanì con il governo. La richiesta è quella di poter aprire i ristoranti non solo a pranzo, come già previsto in caso di zona gialla, ma anche la sera; una proposta che si porta dietro la necessità di posticipare il coprifuoco di almeno una-due ore.

Per il resto, i protocolli ricalcano quelli già approvati: prenotazione obbligatoria, distanza di almeno un metro tra i tavoli e mascherina ogni volta che ci si alza.

Anche per i bar, la richiesta è quella di poter riaprire quelli che hanno la possibilità di mettere i tavolini all’esterno.

Il ministro della Salute Roberto Speranza si è detto favorevole “all’ipotesi di lavorare all’aperto” e, in generale, possibilista, ipotizzando per maggio le riaperture.

Domani è prevista anche la riunione dei tecnici del ministero della Salute che dovrà valutare gli ultimi dati epidemiologici e precederà di 24 ore la cabina di regia tra i partiti della maggioranza nella quale verrà definito il nuovo pacchetto di misure, compreso il prolungamento dello stato di emergenza, probabilmente fino al 31 luglio.

“La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri” ha conferma il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti dopo l’incontro con la Fipe.

Ma date ancora non ce ne sono e il braccio di ferro nel Governo è ancora in atto tra il centrodestra, e soprattutto le sue frange populiste in cerca di facili consensi, chiede una ripartenza prima della fine di aprile.

C’è poi chi, più prudentemente, invita ad aspettare la scadenza dell’attuale decreto.

Lo fa il ministro Speranza e lo fa il Pd che con una nota della segreteria chiede una piano di “riaperture graduale, certo e irreversibile”.

“Riuniremo ad horas la cabina di regia” ha sottolineato il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, ricordando che è lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi a essere “il primo a dire ‘riapriamo’”.

Maggio, dunque, “sarà il mese delle riaperture di tutte le attività economiche, in sicurezza”.

Ed è possibile che il mese prossimo coincida anche con la fine del divieto di spostamento tra le Regioni e con il ritorno in presenza per tutti gli studenti italiani, come auspicato più volte da Draghi.

“Mi piacerebbe investire ancora un pezzo del tesoretto sulla scuola, ma è una valutazione che dobbiamo ancora fare” ha confermato Speranza.

Alle linee guida le Regioni stanno ancora lavorando, rimodulando quelle già contenute negli allegati del Dpcm del 2 marzo scorso per tutti i settori, comprese le attività turistiche e ricettive, le piscine, le fiere, i mercatini e le discoteche.

Ma le priorità sono state individuate e riguardano tre ambiti: la ristorazione, le attività culturali e le palestre. Sempre, ovviamente, se i dati continueranno ad indicare un miglioramento della curva epidemiologica.

Quanto a cinema, teatri, musei e spettacoli all’aperto, la linea è quella già suggerita dalle associazioni di categoria: biglietti nominativi e prenotazione obbligatoria, percorsi separati di entrata e uscita, misurazione della temperatura e, soprattutto, raddoppio della capienza: da 200 a 400 al chiuso e da 400 a mille all’aperto, grandi eventi a parte.

Nelle linee guida tornerà pure una vecchia richiesta delle Regioni, la modifica dei 21 parametri che compongono il monitoraggio.

Vanno ridotti, sostengono da sempre, e va inserita la capacità dei singoli territori di somministrare i vaccini: più somministrazioni si fanno maggiori sono le riaperture.

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