Crisi, Conte al Senato, ora l'occhio è solo ai numeri - QdS

Crisi, Conte al Senato, ora l’occhio è solo ai numeri

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Crisi, Conte al Senato, ora l’occhio è solo ai numeri

martedì 19 Gennaio 2021 - 09:45
Crisi, Conte al Senato, ora l’occhio è solo ai numeri

Guarda la diretta . Dopo i 321 voti di fiducia ottenuti ieri alla Camera, il Premier si è presentato a Palazzo Madama dopo la "sfida" da parte del leader di Italia Viva Matteo Renzi. Il centrodestra cerca di serrare i ranghi



Si è da poco aperta la seduta a Palazzo Madama che vede all’ordine del giorno le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri ha ottenuto ben trecentoventuno voti di fiducia alla Camera dopo la crisi innescata dalla “sfida” al Premier da parte del leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Oggi però le cose potrebbero non essere così facili.

Quella incassata ieri da Conte era stata una fiducia piena, andata di sei voti oltre la maggioranza assoluta (315) grazie ai sì di cinque deputati ex M5S, il dissidente sempre 5S Andrea Colletti e l’azzurra (poi uscita da Forza Italia) Renata Polverini.

Ma al Senato la partita appare più difficile: raggiungere quota 161 è al momento considerato un miraggio.
Italia Viva ha confermato la scelta di astenersi ma alla maggioranza basterà un voto in più delle opposizioni per vincere questo round, poi si volterà pagina e sarà tutta da scrivere.

Il discorso di Conte al Senato

“Quando un paese soffre è più unito” ha detto il premier nel suo intervento in Aula.

Con la pandemia “il senso di comunità si è risvegliato, si sono rafforzate le ragioni del nostro stare insieme, abbiamo elevato il tenore della nostra alleanza”, ma, ha detto, è “molto complicato governare con chi dissemina mine”, con chi “ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo: è davvero difficile governare in queste condizioni”.

Tra le “discriminanti fondamentali” che hanno portato a un governo fondato su “un’alleanza tra formazioni politiche provenienti da storie, esperienze, culture di differente estrazione, che per giunta in passato si erano anche contrapposte delle volte anche in maniera aspra”, c’è “il convinto ancoraggio ai valori costituzionali, cito solo il primato della persona, lavoro, uguaglianza formale e sostanziale, tutela dell’ambiente”.

La seconda discriminante fondamentale, indicata dal presidente del Consiglio, “è la solida vocazione europeista del nostro Paese, in modo da consentire all’Italia di tornare protagonista nello scenario europeo e contribuire a fare recuperare alla medesima all’Unione europea il ruolo di la leadership che le spetta nel contesto geo-politico internazionale”.

Recovery – “Sento crescere la critica, anche ieri alla Camera, sul fatto che le opere sono bloccate da due mesi per mancanza di commissari. Non è vero, a parte che la lista dei commissari è pronta, le opere sono state bloccate perché abbiamo applicato l’articolo 2 del Dl semplificazioni che dà poteri speciali ai commissari”, ha detto Conte.

Ristori – Con le parole pronunciate ieri, in Aula alla Camera, “non intendevo dire che i ristori sono sufficienti a compensare le perdite subite”, puntualizza il premier.

Al Senato gli interventi di Iv

A Palazzo Madama prenderanno la parola Teresa Bellanova e lo stesso Matteo Renzi.

“Non c’è stata volontà di costruire una agenda condivisa”, ha detto Ettore Rosato di Iv.

Il pallottoliere del Senato

Il pallottoliere di Palazzo Madama continua a essere mobile: le stime oscillano tra i 154 voti a favore del governo fino a quelle più ottimistiche che prefigurano quota 158.

Ma la partita aperta con le dimissioni delle ministro di Iv non finirà con il voto nelle aule parlamentari.

Intanto di riunione in riunione, il centrodestra cerca di serrare i ranghi: l’Udc ribadisce che non passerà al nemico e l’unica via, per la coalizione guidata da Berlusconi, Salvini e Meloni, passa per le dimissioni del premier.

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