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Crisi idrica, Regione in soccorso comuni dell’agrigentino

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Crisi idrica, Regione in soccorso comuni dell’agrigentino

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mercoledì 21 Luglio 2021 - 20:55

In questi giorni l'erogazione idrica su tutto il territorio provinciale ha subito gravi disservizi, con numerosi turni saltati e guasti non ripristinati, sia per la crisi di liquidità della gestione

Il governo della Regione presenterà all’Ars un disegno di legge che preveda un contributo finanziario a favore della nuova società consortile che raggruppa i comuni della provincia di Agrigento e che, dal 3 agosto, dovrà iniziare a gestire il servizio idrico integrato al posto della fallita “Girgenti Acque”.

Ad assumere l’impegno è stato lo stesso presidente Nello Musumeci al termine del vertice che si è svolto oggi a Palermo alla presenza, tra gli altri, del prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa e dei sindaci interessati.

“Il presidente Musumeci – ha confermato la presidente della commissione Ambiente dell’Ars Giusy Savarino – ha garantito il proprio supporto per porre rimedio a una situazione emergenziale che rischia di colpire direttamente i cittadini dell’agrigentino”.

In questi giorni l’erogazione idrica su tutto il territorio provinciale ha subito gravi disservizi, con numerosi turni saltati e guasti non ripristinati, sia per la crisi di liquidità della gestione (in scadenza) in capo al commissario prefettizio Gervasio Venuti, sia per lo stato di agitazione dei lavoratori della “Girgenti Acque” e della controllata “Hydrotecne”, società entrambe sottoposte a procedura fallimentare e oggetto anche dell’indagine della procura della Repubblica di Agrigento denominata “Waterloo”, che ha messo sotto indagine i vertici societari.

Lavoratori preoccupati per il loro futuro e che oggi hanno protestato con un sit-in davanti la sede di Palazzo d’Orleans.

“Tuteleremo i lavoratori, senza di loro il servizio non può essere svolto”, ha detto la presidente dell’Assemblea Territoriale dei Sindaci Francesca Valenti (primo cittadino di Sciacca). La nuova società pubblica si chiama A.I.C.A. (Azienda Idrica Comuni Agrigentini), e si è costituita nei giorni scorsi con un capitale iniziale di 20 mila euro. Cifra che non è sufficiente per iniziare la propria attività.

“Ecco perché si rende necessario l’intervento della Regione”, ha detto Francesca Valenti. Nel frattempo il prefetto Cocciufa dichiarerà lo stato di emergenza.

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