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Crollo palazzo Catania, la magistratura apre un’inchiesta

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Crollo palazzo Catania, la magistratura apre un’inchiesta

martedì 21 Gennaio 2020 - 07:43
Crollo palazzo Catania, la magistratura apre un’inchiesta

La Procura della Repubblica ipotizza i reati di disastro colposo e lesioni colpose. L'ipotesi, considerata da alcuni esperti piuttosto improbabile, che il crollo sia stato causato dai lavori della Metropolitana. Assistenza agli sfollati

La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un’inchiesta sul crollo di parte di una palazzina di via Castromarino, nei pressi dell’Ospedale Vittorio Emanuele, nel centro della città.

I reati ipotizzati sono disastro colposo e lesioni colpose. Quest’ultima accusa riguarda il ferimento di una persona di 83 anni che ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

Il fascicolo è al momento senza indagati.

Una delle ipotesi sulle cause del crollo, oltre al fatto che l’edificio era vecchio e malconcio, è stata individuata nei lavori di scavo sotterranei per realizzare un tratto della metropolitana. Ma viene considerata da alcuni esperti piuttosto improbabile visto che gli scavi vengono effettuati a venti metri di profondità.

Già due giorni fa, peraltro, gli abitanti del palazzo avevano chiamato i Vigili del fuoco preoccupati dall’allargamento delle crepe dell’edificio.

Ma la maggiore preoccupazione è venuta, dopo il crollo, dal collassamento del cortile dell’abitazione, di trecento metri quadrati, in una voragine a due-tre metri di profondità.

I Vigili del fuoco, comunque, stanno effettuando anche oggi controlli e verifiche di stabilità sugli edifici circostanti.

Dal Comune l’assistenza agli sfollati

Già da ieri, intanto – ha reso noto il sindaco Salvo Pogliese – l’amministrazione comunale di Catania si è fatta carico dell’assistenza nei confronti dei nuclei familiari – sette, per un totale di una ventina di persone – rimasti senza un’abitazione in seguito al crollo.

Già ieri sera due famiglie sono state ospitate in un immobile comunale appositamente attrezzato e le altre cinque, sistemate provvisoriamente in un albergo della città, oggi saranno contattate dai Servizi Sociali per individuare le forme di sostegno adeguate alle singole circostanze.

Disponibilità dal Comune è stata data anche alle altre persone che hanno preferito farsi ospitare nelle abitazioni di parenti per trovare soluzioni alla situazione di emergenza.

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