Ddl Zan, cartelli choc a Marsala e Alcamo, polemiche e insulti omofobi - QdS

Ddl Zan, cartelli choc a Marsala e Alcamo, polemiche e insulti omofobi

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Ddl Zan, cartelli choc a Marsala e Alcamo, polemiche e insulti omofobi

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sabato 22 Maggio 2021 - 13:01

E’ subito scattato un tam tam Social notevole contro la dubbia campagna pubblicitaria, con tanti studenti turbati dai cartelloni

“Diciamo No alla legge Zan” e scritte shock che incitano i cittadini ad essere contrari alla futura legge che punisce gli atti omotransfobici, campeggiano da giorni in alcune zone di Marsala, principalmente nel quartiere Sappusi nelle vicinanze dei Licei Scientifico e “Pascasino” (ex Magistrale) e dell’Istituto Comprensivo “G. e S. Asta” nonché in altre vie del centro urbano, di fronte asili e plessi di scuola primaria.

“Scuola dell’infanzia, Alessandria, 2019 – Un drag queen insegna ai bambini la fiaba del bambino Zaff “Principessa con il p…”. Vuoi questo per i tuoi figli? Diciamo No al Ddl Zan”, firmato dal Movimento Pro Vita & Famiglia, è uno dei cartelli – o meglio “vele” – comparsi nella Città lilybetana. In realtà la notizia descritta nelle vele, così come riportata dalle testate locali e nazionali, vedeva una insegnante intenta a raccontare ai piccoli studenti le favole al contrario contro gli stereotipi di genere. 

Un’altra vela invece recita: “Bruce detto ‘La Bestia’, 2 metri, 95 kg, combatte contro le donne perché si ‘sente donna’. Vuoi che lo sport femminile finisca così? Diciamo No al Ddl Zan”. Il riferimento è alla presenza, in vari sport, di persone con identità transgender che spesso vengono discriminati ma la cui tematica solleva diversi interrogativi, primo fra tutti il vantaggio o lo svantaggio fisico di un atleta nella categoria in cui si sente di appartenere. Ad oggi neppure la cosiddetta “Carta Olimpica” – intervenuta a tutelare chi subisce discriminazioni in base al sesso, alla razza, alla religione, alle opinioni politiche in ambito sportivo – riesce a colmare la lacuna. 

E’ subito scattato un tam tam Social notevole contro la dubbia campagna pubblicitaria, con tanti studenti turbati dai cartelloni e la presa di posizione del Coordinamento delle Associazioni Femminili cittadine e del Consigliere comunale Pietro Cavasino che, oltre a condannare “gli spot”, ha presentato una proposta di annullamento della delibera con la quale è stato istituito lo scorso anno il Registro dei bambini mai nati, al fine di garantire un seppellimento ai feti morti con la possibilità di attribuire un nome di fantasia. Di contro a favore dei cartelli anti ddl Zan è intervenuto Il Popolo della Famiglia.

Ad essere fermamente contrari alle vele anti-Zan, l’Associazione antimafia “Libera”, la Rete degli Studenti Medi e Rifondazione Comunista Circolo “E. Berlinguer” che hanno affisso temporaneamente dei manifesti nell’area vicina alle vele in segno di protesta e pro ddl Zan: “L’Odio non è Pro-Vita”, “Per 1 che vi crede, 10 aprono gli occhi #ddlZan”.

L’esposizione mediatica dei cartelli ha scosso molte persone ed anche la Digos si è interessata della vicenda. Fatto sta che le vele sono scomparse da 24 ore, probabilmente sospese dalla ditta di volantinaggio.

La vicenda però si sta ripetendo anche ad Alcamo: qui, dopo quanto accaduto a Marsala, Amnesty International Gruppo 300 si è fatta trovare pronta con un mini sit-in: “Non ci stiamo a questa narrazione falsa e distorta che avviene fuori dalle camere parlamentari. E’ scorretta e non rispettosa dei diritti umani”.

Claudia Marchetti

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