Denise Pipitone, ombre su inquirenti e "confessione" di Jessica Pulizzi - QdS

Denise Pipitone, ombre su inquirenti e “confessione” di Jessica Pulizzi

Ivana Zimbone

Denise Pipitone, ombre su inquirenti e “confessione” di Jessica Pulizzi

giovedì 29 Aprile 2021 - 11:16

"Mentre camminava mi ha vista, mi ha sorriso e mi sono fermata con lo scooter", racconta Jessica alla madre. E si scoprono i "legami" di Anna Corona con il commissario capo della polizia di Mazara.

Ieri sera, ancora una volta, durante la trasmissione Chi l’ha visto? si è parlato del caso di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il 1° settembre del 2004. Mentre si avvia la formazione di una Commisione parlamentare d’inchiesta sul caso (LEGGI QUI PER MAGGIORI INFO), emergono altri dettagli inquietanti sulle indagini. Come i legami – più o meno diretti – che la signora Anna Corona, madre dell’allora indagata Jessica Pulizzi, aveva con gli inquirenti. Legami di cui era a conoscenza persino il magistrato incaricato.

INTERCETTAZIONI IN COMMISSARIATO

Avevamo già parlato delle intercettazioni registrate nel commissariato di polizia di Mazara del Vallo, a dieci giorni dalla scomparsa di Denise e precisamente l’11 settembre del 2004 (LEGGI QUI LE INTERCETTAZIONI).

Nonostante le difficoltà audio (a causa di una finestra aperta, dell’abbassamento della voce dei presenti in alcuni momenti e delle loro possibili manovre per “neutralizzare” le cimici di cui pare avessero perfetta contezza), si individuano chiaramente i presenti: Jessica Pulizzi, il suo fidanzato Gaspare Ghaleb, la madre Anna Corona, una terza donna e un militare di nome “Peppe” con cui la signora Corona sembra avere una certa confidenza.

Oltre alle brutte reazioni di Gaspare, si ascoltano delle affermazioni che possono facilmente essere interpretate come delle “confessioni” o dei tentativi di concordare insieme un’unica versione dei fatti da fornire agli inquirenti. Un auspicio che non si è mai realizzato, date le tante contraddizioni nelle loro singole dichiarazioni.

JESSICA PULIZZI: “MENTRE CAMMINAVA, MI HA VISTA, MI HA SORRISO E MI SONO FERMATA CON LO SCOOTER”

Ieri sera sono state diffuse ulteriori intercettazioni in cui a dialogare sono mamma e figlia.

“Il mio parlare schifoso, c’entra adesso con la scomparsa della bambina, perché adesso lui è torturato (…)… Certo che tuo padre è proprio impuntato con me! C’è poco da fare, tuo padre è impuntato con me. E neanche so questa reazione che ho avuto quando ho aperto la porta e sono entrata qua dentro…perché non mi volevano fare entrare dato che tu eri sola qui. Dice no, c’è suo padre” dice Anna Corona a Jessica Pulizzi.
La ragazza abbassa il tono della voce e dalle registrazioni si sente un frammento della risposta alla madre: “A mentri chi caminava mi vitti a mia… rici tu… (…) ci rirì e mi ci fimmai cu scuter (trad. “Mentre camminava mi ha vista, mi ha sorriso e mi sono fermata con lo scooter”).

Anna Corona allora la interrompe aggiungendo: “Siamo arrivati qua dentro per tuo padre e per il mio carattere schifoso”.
Jessica, bisbigliando: “Io sono tale e quale a te”.
Anna Corona: “Boh, va bò Jessica, ma te ne accorgi com’è? Cioè… io ci vedo negli occhi di quest’uomo… io ci vedo odio”.

In tribunale quest’intercettazione, così tradotta dai carabinieri, cambia completamente contenuto. Eccola qui riportata.
ANNA CORONA: “Ah, pu’ me parlari schifoso c’entro ora ca’ scomparsa da picciridda e iddu è torturato (…). U me’ carattere… Cioè tuo padre è proprio impuntato cu mia… c’è poco da fare eh! Chi manco sacciu ora ‘sta reazione ca fici io chi ghiaprià a porta e vinni ‘cca dintra picchì non mi volevano fare entrare. Io sapia chi tu eri sula ‘cca. Dice: ‘No, c’è suo padre’ “.

JESSICA PULIZZI: “No, chiusu ‘ddà intra ha stato. Mi vitti a mia, dici ‘Dov’è Denise?’. ”Trasìu, iddu mi vulìa miscari (trad. “No, chiuso lì dentro è stato. Mi ha visto a me, dice: ‘Dov’è Denise?’ Entrato…mi voleva picchiare”)”.

ANNA CORONA: “Per il mio carattere schifoso siamo arrivati qua, per il mio carattere schifoso”.

Jessica: “Io sono dietro di te”.

Anna Corona: “Oh, va bò Jessica. Ma ti n’adduni comu mi stuccìu. Cioè io ci viu odio ‘nta l’occhi di ‘stu uomo… ci vidu odio”.

IL “MISTERO” DELL’HOTEL

Oltre alle inquietanti intercettazioni ambientali in commissariato, se ne aggiungono delle altre registrare dalle cimici poste sullo scooter di Jessica (CLICCA QUI PER LEGGERLE).

Quel mercoledì mattina, Anna Corona uscì di casa presto e alle 7.15 entrò nell’hotel in cui lavorava (Reggero II). I colleghi confermarono di averla vista dalle 11.30 alle 12, durante la pausa pranzo. Mentre Denise veniva rapita rapita, Anna Corona pranzava. Ma nessuno ricorda di averla vista in hotel dopo le ore 12, eccetto la collega Francesca (sua amica) che ha inizialmente detto di essere uscita dall’albergo con lei alle 15:30.

Il foglio delle presenze ha raccontato però un’altra verità: la signora Corona avrebbe firmato l’ingresso alle 7.15; ma la firma d’uscita sarebbe stata apposta da una mano diversa dalla sua. La perizia calligrafica ha dimostrato che la grafia appartiene proprio a Francesca che, per non negare l’evidenza, cambiò allora versione dei fatti, non confermando di aver salutato la mamma di Jessica Pulizzi alle ore 15:30 davanti l’ingresso dell’albergo.

Anna Corona, invece, ha dichiato falsamente di aver firmato per se stessa a entrambi gli orari. Ma la signora Francesca – scoperto l’inganno – ha ammesso di averla “sostituita”. Sulle ragioni di tale scelta, però, non ha saputo fornire una spiegazione esaustiva e ha aggiunto di “non poter mettere le mani sul fuoco sulla sua presenza in struttura dalle ore 12 in poi”.

UN ALIBI MAL COSTRUITO?

Jessica Pulizzi ha raccontato di essere andata a trovare la mamma in albergo con la sorella Alice proprio nell’orario della scomparsa della piccola Denise. Una circostanza non raccontata dalla signora Francesca durante la sua prima versione dei fatti fornita agli inquirenti il 10 settembre del 2004. Ma “aggiunta” a posteriori giorno 13, persino con ricchezza di particolari.

La collega della Corona – nonostante dalla reception non ricordino di aver mai aperto il cancello quella mattina del 1° settembre – ha raccontato che le due ragazze siano entrate dal cancello in scooter fino alla lavanderia dell’hotel, per provare le giacche acquistate al mercatino (che, ricordiamo, si trovava a pochi metri dal luogo della scomparsa della bimba). Nessuno dei colleghi, però, le ha notate.

LA PRIMA RICOSTRUZIONE DI ANNA CORONA E JESSICA PULIZZI

Nelle intercettazioni in commissariato (LEGGI QUI PER MAGGIORI DETTAGLI) la signora Corona incalza la figlia con numerose domande, probabilmente per concordare con lei una versione unica dei fatti da fornire poco dopo.

ANNA CORONA: “Tu in albergo ci sei venuta quando io avevo finito di mangiare o quando io dovevo andare a mangiare?”
JESSICA PULIZZI: “Tu ancora nemmeno eri andata a mangiare”
ANNA CORONA: “Io non c’ero andata a mangiare”.

Dunque, l’allora 17enne Jessica sarebbe stata dalla madre prima delle ore 11:30, ovvero prima del rapimento di Denise Pipitone.
Dove si trovavano davvero mamma e figlia dalle 11:30-12 in poi?

LA SECONDA VERSIONE DEI FATTI

A questo punto della coversazione, in commissariato Jessica Pulizzi probabilmente ricorda di poter essere registrata e di aver mancato un “piccolo” dettaglio.

JESSICA PULIZZI: “No, prima sono passata da casa. Io gli… io sono andata a comprare i vestiti alle nove e mezza così che sono uscita. E poi sono passata che ti ho fatto vedere i vestiti e me ne sono andata a casa. Ho cucinato ad Alice tutte cose e basta”.

Ma anche in tribunale, Jessica ha confermato di essersi recata in albergo dalla mamma subito dopo il mercatino e non dopo.

LA TELEFONATA DI ANNA CORONA ALL’AMICA LOREDANA GENNA

Alle ore 12.10 del 1° settembre 2004 Anna Corona ha chiamato la sua amica Loredana Genna, allora findanzata e convivente con Giuseppe Della Chiave in via Rieti, dove l’uomo aveva un magazzino. Ma la signora Corona dice di non ricordare questo particolare.

Alle ore 12.17, sempre dal magazzino di via Rieti, parte una telefonata sull’utenza fissa di Antonietta Lo Cicero, madre di Anna Corona, che ha raccontato di essere stata invitata dalla figlia a recarsi dalle due ragazzine, Alice e Jessica.
Circostanze quantomeno suggestive, dopo le dichiarazioni dello zio di Giuseppe, Battista Della Chiave che ha detto di aver visto quel giorno Denise nel magazzino tra le braccia del nipote (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ), che avrebbe telefonato a qualcuno nel frattempo, prima di dirigersi verso il mare su uno scooter assieme alla piccola e riporla su un’imbarcazione.

I carabinieri, quando per cercare Denise si sono recati dalla signora Corona, quest’ultima non si trovava in casa – secondo la testimonianza della figlia Alice – ed è arrivata in un secondo momento. Dov’era allora, se presubilmente non si trovava né in hotel né nella propria abitazione?

Il maresciallo Francesco De Girolamo – a differenza di quanto dichiarato dalla madre e dalle figlie – ha detto di aver perquisito un appartamento al pian terreno su indicazioni di Anna Corona. Ma quella casa, in realtà, apparteneva alla vicina di casa Giacoma Pisciotta. Se tale perquisizione è avvenuta davvero, si è svolta nel luogo sbagliato.

IL LEGAME TRA ANNA CORONA E STEFANIA LETTERATO

La Procura di Marsala nominò il consulente Gioacchino Genchi per esaminare il traffico telefonico nei giorni della scomparsa di Denise.
Alle 22:30 del 22 settembre Piera Maggio – mamma della piccola Pipitone – ha ulteriormente confermato agli inquirenti tutti i suoi sospetti su Anna Corona e Jessica Pulizzi, raccontando anche le avances ricevute dalla prima. Oltre l’odio spropositato, le minacce e gli atti vandalici subìti assieme ai familiari.

Il consulente Genchi ha evidenziato che la signora Corona era solita contattare una certa Stefania Letterato, ma che questi contatti – che avvenivano con una media di 3 telefonate al giorno per circa un anno, per un totale di 1.233 contatti – si sono interrotti dopo la sparizione della bambina, quando le due donne si inviavano vicendevolmente semplici “squilli”.

Il 20 settembre la Letterato ha confermato – alla presenza del commissario capo di Mazara – il loro rapporto d’amicizia e anche il loro incontro, avvenuto presso l’agenzia di viaggi in cui lavorava, nel pomeriggio del 1° settembre 2004.

LE AMICIZIE INDIRETTE DI ANNA CORONA CON IL COMMISSARIATO DI POLIZIA

La signora Stefania, all’epoca dei fatti, aveva una relazione sentimentale proprio il commissario capo di Mazara del Vallo che la ascoltò per la sua deposizione e a cui dopo si unì in matrimonio.

Il consulente Genchi, il 22 settembre 2004 – a poco più di 20 giorni dalla scomparsa di Denise – chiese al pm informazioni nel merito, riconoscendo la proprietà dell’utenza telefonica familiare alla Letterato e ricevendo conferma della relazione. Nonostante questo, le indagini non vennero trasferite a un altro commissariato, magari estraneo alla cerchia di amicizie dell’allora indagata Jessica Pulizzi e delle persone presuntamente informate sui fatti.

La sigora Corona provò poco dopo a inviare un messaggio – che però non venne recapitato – a Stefania: “Chiamami urgentemente”. E provò anche a chiamarla più volte, invano, perché non ricevette mai una risposta.
Perché provò a contattare la Letterato? Era per caso stata avvertita delle informazioni giunte al pm? Se sì, il canale da cui riceveva queste informazioni riservatissime era lo stesso che l’aveva informata della presenza e dell’esatta posizione delle cimici in commissariato?

PIERA MAGGIO: “CHI SA, PARLI”

Le gravi criticità nelle indagini sono state a lungo gridate da mamma Piera e dal suo legale Giacomo Frazzitta, che nel 2005 si recarono anche al Servizio centrale operativo della Polizia e a Palazzo Chigi.
Piera Maggio rivolge adesso l’ennesimo appello, a 17 anni dalla scomparsa della sua bambina: “Fatevi avanti, chi sa parli, anche in forma anonima“. Nella speranza che finalmente si possa far luce su “bugie e depistaggi”, perché “chi ha rapito Denise vive a Mazara”.

Jessica Pulizzi è stata assolta in Cassazione nel 2017 – quindi fino al terzo grado di giudizio – per insufficienza di prove e, pertanto, non potrà più essere processata per lo stesso reato (sequestro di persona). Ma per Anna Corona – mai stata imputata – i giochi non sono ancora fatti.

IL VIDEO DI MILANO, LA COMUNITÀ ROM SI MOBILITA PER CERCARE LA DONNA CON LA BIMBA

Le tante segnalazioni ricevute da Piera Maggio in questi lunghi anni non hanno portato ad alcun risultato. Nemmeno le ultime dalla Russia e della Slovacchia.

L’unica ipotesi mai verificata riguarda quel video registrato da una guardia giurata a Milano nei primi giorni di gennaio 2005. Le immagini hanno catturato una donna – forse rom – che chiamava “Danase” la bimba che aveva con sé e che mangiava una pizzetta (cibo preferito di Denise).

La bambina era straordinariamente somigliante a Denise Pipitone e parlava in perfetto italiano con accento siciliano e precisamente mazarese. Anche i consulenti concordano quantomeno con questa descrizione, affermando l’alta compatibilità delle immagini e degli audio con quelli della Pipitone forniti dalla madre (LEGGI QUI PER MAGGIORI DETTAGLI).

Nonostante gli appelli, né la bambina né la donna sono state mai individuate e riconosciute. Ieri sera si è aggiunto all’appello anche il presidente dell’Unione Comunità Romanes in Italia, Gennaro Spinelli, il quale però non ritiene che la donna ripresa sia rom. Se non altro per la mancanza di gioielli e orecchini indosso.

Lo stesso, poi, ha sottolineato la mancanza di qualsiasi fondamento del luogo comune per cui i rom sarebbero soliti “rubare i bambini”, ricordando come non esista alcun caso simile registrato dalla magistratura italiana.
Mamma Piera, confermando le affermazioni di Spinelli, ha precisato che la pista rom non è mai stata seguita come principale. Infatti l’ipotesi non è che un membro della cominità rom abbia rapito Denise, ma che al massimo l’abbia ricevuta successivamente da coloro che l’hanno effettivamente sottratta alla sua famiglia, indicando ancora la pista familiare come unica possibile.

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Un commento

  1. Endria ha detto:

    Speriamo bene

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