Denise Pipitone, "Legami tra la famiglia Corona e Messina Denaro" - QdS

Denise Pipitone, “Legami tra la famiglia Corona e Messina Denaro”

Ivana Zimbone

Denise Pipitone, “Legami tra la famiglia Corona e Messina Denaro”

giovedì 03 Giugno 2021 - 12:27

A Mazara del Vallo molti temerebbero la famiglia Corona. Un testimone, a volto coperto, ha indicato le frequentazioni di Claudio Corona. Noi abbiamo provato a saperne di più.

Continuano le novità sul caso di Denise Pipitone, la bimba scomparsa alla tenera età di 4 anni da Mazara del Vallo, il primo settembre del 2004. Il muro di omertà che ha avvolto la vicenda in questi lunghi 17 anni potrebbe trovare la sua motivazione nei presunti legami della famiglia Corona con la cupola mafiosa siciliana. Un testimone ha detto di conoscere i nomi degli “amici” di Claudio Corona, fratello di Anna, attualmente indagata per il sequestro di Denise. Tra questi, quello di Fabrizio Messina Denaro, detto “Elio”, ad oggi in sorveglianza speciale. Ecco chi è e in quali vicende è stato coinvolto.

“CORONA, UN NOME CHE FA PAURA”

C’è una parte di Mazara del Vallo che si stringe attorno al dolore di Piera Maggio e Pietro Pulizzi, genitori di Denise. E un’altra che, invece, probabilmente per paura, tace. E rimane silente pure sulle ragioni per le quali sarebbe bene temere la verità.

“Ho avuto modo di conoscerli per un lungo periodo, di lavorare con loro e fare altre cose. Lavoro sporco, non lavoro pulito – ha detto un uomo che ha deciso di parlare a volto coperto durante la trasmissione ‘Chi l’ha visto’-. A Mazara del Vallo quasi tutte le persone li temono. Avendo traffici illeciti, queste persone si difendono tra di loro”.

Uno dei fratelli di Anna Corona, secondo il racconto, si chiamava “Giulio, personaggio molto particolare, che è stato ammazzato nel 1995. Faceva il buttafuori per i locali notturni di Mazara del Vallo e di altre zone del Trapanese. Lui aveva preso di mira un ragazzo, che veniva spesso picchiato e che non faceva entrare nei locali. Una sera ha reagito e ne è nata una colluttazione. In questa ovviamente il ragazzino ebbe la peggio, anche perché era piccolo all’epoca dei fatti, è tornato a casa nuovamente con costole rotte, una spalla messa male, gli occhi gonfi. Il padre ha preso un fucile da caccia, regolarmente di sua proprietà, è andato in discoteca, ha chiamato Giulio. Gli ha sparato due colpi e lo ha ammazzato”. A confermare queste circostanze, anche una donna informata sui fatti.

LA FIGURA DI CLAUDIO CORONA E I SUOI PRESUNTI SUMMIT CON I BOSS DELLA MALAVITA

A essere rimasto in vita, l’altro fratello di Anna, Claudio Corona.

“Se qualcuno – ha continuato l’uomo incappucciato su ‘Chi l’ha visto’- a Mazara volesse parlare… lo sanno tutti dei suoi traffici, delle sue attività che passavano dallo spaccio di stupefacenti, sia leggeri che pesanti. Aveva il rispetto e la frequentazione con personaggi malavitosi di un certo calibro. A parecchi incontri con questi malavitosi c’ero anche io. Loro avevano in mezzo a delle campagne tra Castelvetrano e Campobello di Mazara, nella parte interna, un vecchio casolare dove tenevano i trattori e loro potevano visionare se arrivavano macchine o polizia. Si incontravano lì. Claudio Corona incontrava Fabrizio Messina Denaro detto ‘Elio’, appartenente a una famiglia importante di Alcamo, Pino Burzotta e Vito Gondola. (…) Andava anche a casa di Burzotta e Gondola.

C’erano armi, tra cui mitra e pistole Beretta in dotazione della polizia, quindi non so chi le prendesse per lui. C’erano armi da taglio, sciabole giapponesi, maceti di quelli tosti, veramente seri. E un taser – ha aggiunto -. Regolarmente, ogni mese, o più di una volta al mese, lo accompagnavo in polizia e stava anche più di mezz’ora. Io rimanevo fuori ad aspettarlo. Quando noi venivamo fermati, appena vedevano che c’era Claudio Corona, ci restituivano i documenti e ci dicevano ‘tutto a posto, potete andare via’. Aveva anche un apparecchio che segnalava se c’erano cimici, telecamere o microfoni all’interno di qualche abitazione o se era stato messo qualcosa nelle macchine o nel giardino. Camminava sempre con quell’affare in mano”.

GLI “AMICI” DI CLAUDIO CORONA

Ma chi sono gli uomini che si riunivano con Claudio Corona, che nel 2012 è stato addirittura arrestato nell’operazione “Tonno Bianco” legata al traffico di sostanze stupefacenti (eroina, cocaina, marijuana)?
Pino Burzotta, arrestato più volte per diversi reati e associazione mafiosa, ma sempre assolto, è morto nel 2020. Vito Gondola, arrestato e condannato per mafia, è morto nel 2017. Fabrizio Messina Denaro, arrestato e condannato, è ancora in vita ed è in regime di sorveglianza speciale.

Fabrizio Messina Denaro è il fratello di Gerlandino detto “Zi’ Nicola”, noto capomafia dell’Agrigentino condannato all’ergastolo per diversi omicidi, nonché carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo. È stato arrestato nel 2010 dopo una latitanza iniziata nel 1999.

Sempre Fabrizio, detto “Elio” – così come riportato da Il Fatto Quotidiano – era presente al summit del 14 febbraio 2019 con Antonello Nicosia – esponente dei Radicali, assistente parlamentare e professore all’università di Santa Barbara in California attualmente sotto processo per associazione mafiosa – e Giuseppe Fontana, detto “Rocky”, legato al latitante Matteo Messina Denaro da un’amicizia stretta fin da quando erano bambini. “Rocky” consentiva al clan l’importazione dall’estero di mitragliatrici Kalashnicov e Uzi. Riferendosi al boss ricercato, “Elio” disse durante la riunione: “Ma l’amico vostro a Castelvetrano è? A lui non gli si deve dire? A lui si deve dare il giusto”.

Un incontro urgente, quello intercettato dai Ros, per discutere di un’estorsione difficile da riscuotere. Fontana si recò a Porto Empedocle per chiedere a Messina perché una parte di quel denaro dovesse essere consegnata a un importante mafioso di Castelvetrano. Si tratterebbe, secondo gli inquirenti, proprio del Superlatitante.

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