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Discariche, sequestrata la più grande della Sicilia, arresti

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Discariche, sequestrata la più grande della Sicilia, arresti

giovedì 04 Giugno 2020 - 07:10
Discariche, sequestrata la più grande della Sicilia, arresti

Nell'operazione "Mazzetta sicula" in carcere Nino Leonardi, re dei rifiuti e capo della  Sicula trasporti di Lentini. Nove misure cautelari, sequestri per centosedici milioni, banconote per un milione sotterrate nei bidoni. I funzionari corrotti e i rapporti con il clan Nardo. Musumeci, fare una legge 


La Guardia di finanza del comando provinciale di Catania, in collaborazione con lo Scico e il gruppo aeronavale di Messina, ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di nove persone – due in carcere, tre ai domiciliari e quattro sottoposti a obblighi di Polizia giudiziaria – per una presunta illecita conduzione della discarica di Lentini (Siracusa), la più estesa della Sicilia, gestita dalla Sicula trasporti, azienda gestita dal Gruppo Leonardi.

La discarica è stata sottoposta a sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

In carcere Leonardi, il re dei rifiuti

Antonello “Nino” Leonardi, considerato il re dei rifiuti in nell’isola, è il principale tra gli arrestati nell’indagine su un “perdurante e sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre duecento comuni siciliani” come scrive la Procura di Catania che ha coordinato l’operazione “Mazzetta Sicula”.

“Nino” Leonardi, che ha 57 anni, è amministratore di fatto della Sicula Trasporti e della Gesac e amministratore di diritto della Sicula Compost, ed è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, corruzione e frode nelle forniture.

Gli altri provvedimenti restrittivi

Dietro le sbarre anche Filadelfo Amarindo, di 68 anni, dipendente della Sicula Trasporti, accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa.

Agli arresti domiciliari sono andati Salvatore Leonardi, 57 anni, fratello di Antonino, in qualità di socio di Sicula Trasporti e Gesac, Vincenzo Liuzzo, di 57 anni, dirigente di unità operativa semplice della sede di Siracusa dell’Arpa Sicilia, addetto ai controlli e monitoraggi ambientali, e Salvatore Pecora, di 63 anni, istruttore tecnico impiegato del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, addetto al controllo sulla gestione dei rifiuti.

Sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria e di dimora Pietro Francesco Nicotra, di 36 anni, e Francesco Zappalà, di 52.
Destinatari delle stesse misure cautelari anche i fratelli Francesco e Nicola Guercio, di 49 e 59 anni, amministratori di diritto e di fatto della Edile Sud.

Tutti i reati ipotizzati e i sequestri

I reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura di Catania sono associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione continuata, rivelazione di segreto d’ufficio e concorso esterno all’associazione mafiosa.

Eseguiti anche sequestri preventivi a carico delle società del gruppo Leonardi per complessivi 116 milioni di euro.

Leonardi si dimette dal Cda di Sicula Trasporti

Antonello Leonardi si è dimesso questa mattina dal Consiglio di amministrazione di Sicula Trasporti per consentire agli altri componenti del Cda, insediati da qualche settimana, di poter procedere con il loro lavoro e le loro valutazioni. Domani prevista una riunione del Cda con l’insediamento degli amministratori giudiziari

Trovato un milione di euro in bidoni sotterrati

C’era oltre un milione di euro in contanti in bidoni sotterrati e trovati dalla Guardia di finanza durante l’operazione.

La stima della cifra è della Procura che parla anche di soldi trovati anche in casseforti nascoste.

La Procura, ecco sistema illecito di Leonardi

“La gestione della discarica, dell’impianto Tmb e di compostaggio, da parte della famiglia Leonardi era orientata all’esclusivo perseguimento di utili attraverso il mantenimento delle convenzioni con i Comuni pur non essendo gli impianti nelle condizioni di poter più adempiere alle prescrizioni fissate dalle stesse autorizzazioni amministrative”.

Questa l’accusa della Procura di Catania che parla di “consistente mole indiziaria” emersa dalle indagini della Guardia di finanza su “un enorme quantitativo di rifiuti strutturalmente non più gestibile secondo le prescrizioni di legge e che finiva in discarica senza subire alcun trattamento preliminare, essenziale per favorire l’individuazione dei materiali non ammissibili in discarica o dei rifiuti da destinare a operazioni di recupero”.

I Pm, l’illegalità favorita da funzionari corrotti

Di un “diffuso quadro di illegalità” che “poteva perpetuarsi nel tempo in ragione del determinante contributo fornito da funzionari pubblici corrotti” quello descritto dalla Procura.

E nel provvedimento i Pm indicano quelli che ritengono i terminali della corruzione da parte degli imprenditori Leonardi.

Tra i funzionari Vincenzo Liuzzo, dirigente dell’Arpa che “si recava mensilmente nella discarica di Leonardi per ricevere una mazzetta in contanti di cinquemila euro”.

“La puntuale riscossione del profitto corruttivo, il giorno venti di ogni mese”, rileva la Procura, fino “ad accertati quarantamila euro” è stato “documentato dal Gico delle Fiamme gialle dall’agosto 2018 al marzo 2019” e in una circostanza, “dopo la ricezione dei contanti, anche riscontrata materialmente per effetto di un controllo su strada operato da una pattuglia della compagnia pronto impiego di Catania”.

In cambio, è l’accusa, Liuzzo avrebbe fornito suggerimenti a Leonardi per una redditizia gestione ambientale dei suoi impianti, comunicava in anticipo i controlli dell’Arpa nella discarica e nelle conferenze di servizio assumeva posizioni e formulava interventi sempre in linea con i desiderata degli imprenditori.

Altro funzionario pubblico definito dalla Procura di Catania “a libro paga dei Leonardi” è Salvatore Pecora, che “era solito ‘notiziare’ l’amministratore della Sicula trasporti di tutti i controlli che sarebbero stati effettuati e curati dal Consorzio” e “partecipava preliminarmente ai Leonardi atti riservati del proprio ufficio prima che gli stessi fossero oggetto di deliberazione interna assumendo, a priori, posizioni congeniali alle illecite finalità imprenditoriali di Leonardi”.

I rapporti con gli esponenti del clan mafioso Nardo

La Procura parla anche di “una stabile e compiacente relazione finanziaria tra il gruppo imprenditoriale dei Leonardi e alcuni esponenti del clan Nardo”, articolazione siracusana di Cosa nostra.

Il punto di contatto era Fialdeldo “Delfo” Amarindo, dipendente della Sicula Trasporti e arrestato per concorso esterno all’associazione mafiosa.

Secondo l’accusa, Amarindo “forniva un rilevante supporto per la realizzazione dei progetti criminosi del clan Nardo, una collaborazione significativa manifestatasi attraverso plurime condotte, tra le quali anche quella di riportare agli affiliati della compagine mafiosa le indicazioni e le volontà del boss recluso Alfio Sambasile”.

La Procura distrettuale di Catania definisce Amarindo “l’anello di congiunzione dei Leonardi con il sodalizio lentinese e questo ruolo viene in luce quando è necessario decidere a chi assegnare la gestione di un punto di somministrazione di cibi e bevande nello stadio di calcio della Sicula Leonzio”, squadra di calcio di Serie C di proprietà dei Leonardi.

Il ruolo di “Delfo” Amarindo

“E’ Amarindo – ricostruisce la Procura – che viene incaricato da Antonello Leonardi di veicolare il messaggio che il chiosco non sarebbe stato affidato a nessuno dei gruppi criminali pretendenti che sarebbero stati ‘ripagati’ per il mancato introito con le dovute regalie”.

Nel ricostruire la personalità di Amarindo, la Procura scrive che avrebbe anche fornito “supporto logistico alle figlie del boss Alfio Sambasibile, del clan Nardo, accompagnandole a proprie spese ai colloqui col padre nel carcere di Catanzaro”. Inoltre era lui, sostiene l’accusa, a consegnare “cinquemila euro in contanti per conto di Nino Leonardi per le feste a esponenti del clan Nardo, come Angelo Randazzo e Alfio Sambasile, già condannati per associazione mafiosa”.

Fava, governi compiacenti e privati arricchiti

Claudio Fava, presidente dell’Antimafia regionale, commenta la notizia dell’operazione dichiarando che “conferma la bontà del lavoro svolto alla Commissione con la recente relazione sul ciclo dei rifiuti”.

“La magistratura – spiega – ipotizza, infatti, ‘l’asservimento di settori della pubblica amministrazione agli interessi privati nel campo dei rifiuti’, esattamente come nelle conclusioni a cui era giunta – nero su bianco – anche la nostra Commissione. Ben prima delle evidenze giudiziarie, avevamo denunciato i segnali di subalternità del pubblico ai privati, perfettamente visibili ma tollerati dalla politica. Governi compiacenti, assessori distratti, burocrati corrotti e privati arricchiti sono la narrazione del ciclo dei rifiuti in Sicilia in questi vent’anni”.

Il presidente dell’antimafia sollecita il governatore Nello Musumeci: “ci aspettiamo che il governo riveda l’autorizzazione rapidamente concessa alla Sicula Trasporti, appena un mese dopo il suo insediamento, per un ampliamento da 1,8 milioni di metri cubi. Magari da realizzare nello stesso sito in cui si nascondevano i barili pieni di denaro in contante”.

Musumeci, aumentare la differenziata, fare una legge

“Il più vivo compiacimento” per l’operazione è stato espresso dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“In questa inchiesta – ha detto -, come dimostrano i minori introiti per l’erario regionale e la corruzione di pubblici funzionari, la Regione Siciliana è parte lesa e, anche per questa ragione, si costituirà parte civile. Gli arresti sono la conferma odiosa che il malaffare si finanzia e finanzia anche funzionari infedeli, che verranno cacciati”.

“In questi anni – ha proseguito Musumeci – abbiamo dato tante delusione alla speculazione privata sul sistema dei rifiuti, che ha visto diminuire i propri affari del 26 per cento, risultato dovuto alla crescita della raccolta differenziata sopra il 40 per cento: praticamente il doppio in due anni. Ora spetta alla progettazione e al finanziamento degli impianti pubblici a regime invertire il predominio delle strutture private. Sono segnali importanti che meritano un ulteriore passo avanti: l’approvazione della legge sui rifiuti sulla quale si è espresso, e di questo gli sono grato, il presidente dell’Ars nel giorno del dibattito sulla relazione dell’inchiesta parlamentare condotta dalla Commissione Antimafia regionale”.

Secondo Musumeci, “una nuova legge entro la legislatura e il completamento dell’iter del Piano dei rifiuti, che è già stato esitato positivamente dalla Commissione Via-vas e che entro 90 giorni verrà adottato dalla Giunta, sono la conclusione di un percorso amministrativo e l’inizio di un definitivo superamento del dibattito sui rifiuti come emergenza. Ed anche in questo abbiamo impresso una svolta significativa, essendo ormai un ricordo lontano le ordinanze contingibili e urgenti del presidente della Regione”.

Il plauso di Orlando (AnciSicilia)

“Esprimo – afferma Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia – apprezzamento per l’operazione della Guardia di Finanza di Catania Mazzetta sicula che conferma la presenza di un sistema perverso di gestione dei rifiuti privato e oligopolistico che è stato più volte denunciato dall’Anci Sicilia e posto all’attenzione delle autorità nazionali e regionali e anche nelle competenti commissioni parlamentari di inchiesta nazionali e regionali”.

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