Lavoro

Disoccupazione, Sicilia “grande malata” d’Italia: nel 2023 in tanti resteranno senza lavoro

Se il 2022 prossimo alla conclusione è stato fortemente segnato da numerose difficoltà per quanto riguarda l’economia stagnante, la crescita impressionante dei prezzi, l’incremento della disoccupazione e il calo dei consumi, il nuovo anno alle porte non sembra promettere novità incoraggianti.

Uno dei punti critici che riguarderà il 2023 sarà ancora una volta quello dell’occupazione, destinata ad assottigliarsi. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre basata sull’elaborazione dei dati Istat e delle previsioni Prometeia, rispetto al 2022 il numero dei disoccupati aumenterà di 63mila unità, per una quota complessiva di 2.118.000 persone senza lavoro (con un tasso destinato a toccare l’8,4%).

Disoccupazione in aumento, Sicilia ai primi posti nel 2023

Ancora una volta a soffrire di questa condizione saranno le Regioni del Meridione, con la Sicilia particolarmente colpita. In base alle stime, l’Isola segnerà un incremento di soggetti senza lavoro pari al +12.735%. A seguire ci saranno Lazio (+12.665%) e Campania (+11.054%).

Sommando i soli numeri di queste tre Regioni, l’incidenza dei nuovi disoccupati varrà il 58% del totale nazionale.

La crescita della disoccupazione nelle città siciliane

Tra le 10 province italiane maggiormente interessate dalla crescita della disoccupazione, tre saranno siciliane. La prima realtà cittadina dell’Isola a comparire è Messina, in settima posizione, con +2.346%. In ottava posizione si trova Catania con +2.266%, immediatamente seguita da Siracusa con +2.045%.

Per quanto riguarda le altre città della Sicilia, Agrigento si piazza in 13esima posizione con una variazione del +1.586. Troviamo poi Trapani 16esima con +1.383, Palermo 19esima con +1.121, Ragusa 28esima con +0.773, Enna 32esima con +0.707 e Caltanissetta al 40esimo posto con +0.507. Per quanto riguarda i singoli soggetti disoccupati, nel 2023 nelle nove province dell’Isola si conterà un “esercito” di 285.367 persone senza lavoro.

Lavoro in crisi, i comparti in difficoltà

Dando uno sguardo ai settori lavorativi che registreranno le perdite maggiore, CGIA di Mestre sottolinea che a soffrire, in particolare, saranno i “comparti manifatturieri, specie quelli energivori e più legati alla domanda interna”. Non rimarranno esclusi “i trasporti, la filiera automobilistica e l’edilizia, quest’ultima penalizzata dalla modifica legislativa relativa al Superbonus”.

Il problema della disoccupazione riguarda anche i lavoratori autonomi. In base agli ultimi dati forniti da Istat, gli indipendenti “sono scesi di 205 mila unità, mentre i lavoratori dipendenti sono aumentati di 377mila”.

Sempre più saracinesche abbassate

Tanti sono i negozi e le attività cittadine che sono costrette in queste settimane ad abbassare le saracinesche, con evidenti ripercussioni sociali.

“Le chiusure – sottolinea CGIA Mestre – stanno interessando sia i centri storici sia le periferie delle nostre città, gettando nell’abbandono interi isolati, provocando un senso di vuoto e un pericoloso peggioramento della qualità della vita per chi abita in queste realtà”.