Dispositivi antiabbandono, obbligo mutilato - QdS

Dispositivi antiabbandono, obbligo mutilato

Serena Giovanna Grasso

Dispositivi antiabbandono, obbligo mutilato

venerdì 22 Novembre 2019 - 00:00
Dispositivi antiabbandono, obbligo mutilato

Il decreto 122 è entrato in vigore il 7 novembre. Si discute sul rinvio delle sanzioni a marzo. Il congegno può essere integrato al seggiolino o indipendente dal sistema di ritenuta

PALERMO – A partire dallo scorso 7 novembre è diventato obbligatorio dotarsi dei dispositivi antiabbandono per chi trasporta in auto bambini sotto i quattro anni, secondo quanto disposto dal decreto numero 122 pubblicato sulla Guri numero 249 del 23 ottobre. Nel dettaglio, si tratta di dispositivi di allarme, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini: si attiva nel caso di allontanamento del conducente e può essere integrato nel seggiolino o indipendente dal sistema di ritenuta del bambino.

Per essere considerato a norma, occorre che il sistema si attivi automaticamente ad ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente, emetta segnali visivi e acustici e questi devono essere percepibili all’interno e all’esterno del veicolo. I sistemi universali hanno il vantaggio di poter essere utilizzati senza dover cambiare seggiolino, possono essere passati da un seggiolino all’altro man mano che il bimbo cresce e possono essere usati su più auto. Inoltre, la scelta di un sistema universale include il vantaggio di poter scegliere tra una gamma più vasta di seggiolini, rispetto ai pochi modelli in possesso del sensore integrato. Ad ogni modo, quando si opta per un dispositivo aggiuntivo, bisogna accertarsi del fanno che questo non modifichi sicurezza e protezione del seggiolino stesso.

I sistemi integrati al momento sono disponibili solo su alcuni seggiolini di due marche. Risultano più pratici rispetto a quelli universali, ma potrebbero avere una durata più limitata rispetto al seggiolino stesso. In entrambe le marche funzionano solo con app. Un ulteriore limite del sistema integrato consiste nel fatto che il software potrebbe diventare presto obsoleto rispetto allo sviluppo tecnologico degli smartphone.

Dunque, sono da preferire i prodotti universali con un sensore sul seggiolino, capaci di dare l’allarme immediatamente, prima che il genitore scenda dall’auto e che quindi evitino completamente l’abbandono. Mentre i sistemi mediati da app e bluetooth dipendono dal corretto settaggio dello smartphone, dal suo stato (carica e copertura di rete) e comunque avvisano dalla dimenticanza solo quando ci si è già allontanati dall’auto.

In realtà, è opportuno precisare che si tratta di un obbligo “mutilato”. Infatti, le sanzioni inizialmente previste già dall’entrata in vigore del decreto (di importo compreso tra 83 e 333 euro, con decurtazione di cinque punti dalla patente) sarebbero state posticipate al primo marzo, così come riportato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che ha risposto al question time alla Camera. “È allo studio da parte del Governo – ha spiegato D’Incà – una proposta normativa per differire al primo marzo 2020 l’applicazione delle sanzioni e al contempo dichiarare privi di effetti gli eventuali verbali di contestazione elevati a partire dal 7 novembre 2019”.

Sono previsti, inoltre, degli incentivi sull’acquisto del dispositivo: si tratta di un contributo del valore di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato, fino ad esaurimento delle risorse (15,1 milioni di euro nel 2019 e 1 milione di euro nel 2020). Secondo quanto riferisce il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, un decreto verrà pubblicato nei prossimi giorni con le modalità richieste per l’erogazione dell’incentivo. Il contributo sarà erogato direttamente alle famiglie, dopo l’esibizione della ricevuta di pagamento; per questo è consigliabile tenere lo scontrino.

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