Dissesto Catania, Corte dei Conti condanna Bianco e la sua Giunta - QdS

Dissesto Catania, Corte dei Conti condanna Bianco e la sua Giunta

redazione

Dissesto Catania, Corte dei Conti condanna Bianco e la sua Giunta

martedì 15 Settembre 2020 - 18:10
Dissesto Catania, Corte dei Conti condanna Bianco e la sua Giunta

L'ex sindaco, gli assessori e i revisori, in carica tra il 2013 e il 2018, condannati a pene pecuniarie e all'interdizione dai pubblici uffici. L'ex sindaco, decreto non definitivo né esecutivo, predissesto già dal 2012, colpevoli di non aver dichiarato il dissesto

PALERMO – La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sicilia ha condannato l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco al risarcimento del Comune per 48 mila euro e l’interdittiva legale per anni 10.

Con Bianco è stata condannata la sua giunta in carica tra il 2013 e il 2018 e l’allora collegio dei revisori di conti “per avere contribuito al verificarsi del dissesto finanziario” dell’Ente. Le indagini sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Catania, coordinata dal procuratore della Corte dei Conti. “Si deve ritenere, pertanto, che l’elemento soggettivo della colpa grave debba essere riscontrato nella condotta di tutti coloro i quali abbiano, – scrive il giudice nel decreto – nel corso di almeno due esercizi di bilancio, continuato ad approvare o ad apporre pareri favorevoli, nonostante il permanere delle predette criticità”.

Le interdizioni

Il giudice della Corte dei Conti Salvatore Grasso ha stabilito l’interdittiva, oltre che per Bianco, anche per gli allora assessori Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Giuseppe Girlando, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Salvatore Di Salvo, Marco Consoli, Angelo Villari, Valentina Scialfa.

L’ex sindaco non potrà candidarsi per dieci anni a cariche pubbliche e non può ricoprire la carica di amministratore pubblico. Gli assessori non potranno ricoprire la carica di amministratore negli enti pubblici per dieci anni. Il giudice ha disposto che i revisori dei conti Natale Strano, Calogero Cittadino, Fabio Sciuto, Francesco Battaglia e Massimiliano Lo Certo non potranno ricoprire questo ruolo negli enti locali per cinque anni.

Bianco, decreto non definitivo né esecutivo

“E’ chiaro – ha commentato Bianco – che una vicenda così complessa dovrà avere lunghi ed approfonditi passaggi. Si tratta di un decreto non definitivo e non esecutivo – e non di una sentenza – a cui ovviamente faremo opposizione”.
“Siamo – ha aggiunto – soltanto alla prima fase di un giudizio di primo grado della Corte dei Conti che si concluderà davanti a un collegio: avremo quindi modo di dimostrare la piena correttezza dei comportamenti della mia Giunta. Pur non condividendola, prendo atto di questa prima decisione con il rispetto che sempre ho avuto e sempre avrò della Magistratura. D’altronde la stessa Corte ci ha dato atto in più occasioni della efficacia delle azioni che abbiamo avviato in campo, per esempio sulle spese del personale, sui costi degli organi politici, sui fitti passivi”.

Predissesto già nel 2012

In una nota Bianco ha ricordato come il Comune di Catania avesse dichiarato il predissesto prima della sua sindacatura, nel 2012, sotto l’Amministrazione Stancanelli, “per gli enormi indebitamenti dell’amministrazione precedente, quando tutti sanno che è nato il buco di bilancio”.

Lavorato per tutelare gli interessi della città

“Avrei potuto – ha sottolineato – scaricare ogni mia responsabilità appena insediato, ma ho lavorato per migliorare i conti del Comuni e tutelare gli interessi della città, cercando di evitare il dissesto che sarebbe stato pagato dai creditori del Comune”.

“Tutto ciò – ha aggiunto – lo abbiamo fatto tornando ad avere considerazione in tutta Italia, aprendo tratte della Metro, acquistando autobus, mantenendo i servizi, realizzando importanti lavori anzitutto nelle periferie, aumentando gli investimenti, pagando sempre gli stipendi dei dipendenti comunali con estrema regolarità”.

Il bilancio migliorato nei cinque anni di sindacatura

Secondo Bianco, “i numeri dicono chiaramente che il bilancio è migliorato nei cinque anni della mia sindacatura. Quindi non c’è stato alcun danno economico per il Comune, infatti il procedimento portato avanti oggi dalla Procura della Corte dei Conti non si riferisce a danno erariale, ma solo al fatto che non abbiamo dichiarato il dissesto”.

Colpevoli di non aver dichiarato il dissesto

“Se gli amministratori – ha scritto l’ex sindaco di Catania in una nota – di un qualsiasi Comune con leggere difficoltà economiche (cioè la stragrande maggioranza) non provassero più ad evitare il dissesto, ma invece cercassero in tutti i modi di dichiararlo appena si presenta il primo piccolo problema economico-finanziario sarebbe un disastro per gli enti locali italiani”.
“La storia di questi 30 anni – ha concluso Bianco – non può essere ribaltata e lavoreremo per ristabilire la verità. In me c’è amarezza. Ma anche la serenità e la piena consapevolezza di aver operato correttamente. Come sempre è stato riconosciuto nella mia lunga ed appassionata attività a favore della mia Città ed del mio Paese”.

Le sanzioni pecuniarie

Enzo Bianco dovrà restituire al Comune di Catania, 48 mila euro, Luigi Bosco, 44 mila euro, Rosario D’Agata, 44 mila euro, Giuseppe Girlando, 44 mila euro, Orazio Antonio Licandro, 22 mila euro. Angela Rosaria Mazzola, 44 mila euro, Salvatore Di Salvo, 44 mila euro, Marco Consoli Magnano San Lio, 51 mila euro, Angelo Villari, 44 mila euro, Valentina Odette Scialfa Chinnici, 44 mila euro, Narale Strano, 21 mila euro, Calogero Cittadino, 14 mila euro, Fabio Sciuto, 21 mila euro, Francesco Battaglia, 14 mila euro e Massimiliano Carmelo Lo Certo, 14 mila euro.

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