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Dissesto Catania: Pogliese a Conte, emendamenti o chiudiamo

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Dissesto Catania: Pogliese a Conte, emendamenti o chiudiamo

domenica 09 Giugno 2019 - 08:41
Dissesto Catania: Pogliese a Conte, emendamenti o chiudiamo

Dal primo luglio fermi trasporti urbani, pulizie e manutenzioni, welfare. Migliaia di persone senza lavoro se il governo nazionale non permetterà la sospensione del pagamento dei mutui

Domani è il giorno in cui il Comune di Catania, in dissesto finanziario, conoscerà il suo futuro, legato a emendamenti alla conversione per il decreto Crescita alla Camera.

Alla fine del mese l’Ente dovrà pagare 22 milioni di euro di mutuo e senza soldi in cassa sarà costretta a chiudere il servizio di trasporti pubblici, l’Amt, e la partecipata Multiservizi.

I problemi di bilancio impatteranno anche sul welfare.
Diverse migliaia di persone, tra dipendenti e indotto, perderà il lavoro.

Il sindaco Salvo Pogliese ha spiegato che per evitare il disastro occorre “intervenire con la massima urgenza per sospendere il pagamento delle rate dei mutui entro il trenta giugno, incrementare la disponibilità di tesoreria e altre misure di sostegno” e ha chiesto al “governo Conte “iniziative mirate e non con generiche enunciazioni”.

“Il Presidente Conte e i due vicepremier, Salvini e Di Maio – ha aggiunto il sindaco di Catania – sanno perfettamente che non abbiamo mai elemosinato generici aiuti, ma soltanto chiesto di essere messi nelle condizioni di ripartire e assumerci l’onere di poter formulare un bilancio stabilmente riequilibrato”.

Quello lanciato da Pogliese è “un ultimo Sos” che se non accolto, prevede il sindaco, “potrebbe avere ripercussioni gravissime anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini”.

“Se non ci aiuta in questa fase ormai terminale – ha osservato – allo Stato centrale costerà molto di più fronteggiare le conseguenza di un rischio di tale portata”.

“Continuiamo a chiedere – ha ribadito Pogliese – una moratoria immediata dei mutui con le altre misure legislative e non rimandare a decisioni future, scelte che devono essere attuali, concrete, dirette e soprattutto utili per Catania”.

“Chi non comprende la gravità della situazione si rende complice di un baratro dagli esiti imprevedibili in una città capoluogo metropolitano, fulcro della vita di oltre un milione di abitanti”.

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