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Dj morta nel Messinese, l’autopsia non chiarisce il giallo

redazione web

Dj morta nel Messinese, l’autopsia non chiarisce il giallo

mercoledì 12 Agosto 2020 - 06:25
Dj morta nel Messinese, l’autopsia non chiarisce il giallo

Nella vicenda di Viviana Parisi restano ancora tre le ipotesi principali: omicidio, suicidio o incidente. E mentre si cerca, con sempre meno speranze, il piccolo Gioele la magistratura lancia un appello, "Chiunque abbia visto qualcosa di utile alle indagini parli"



Resta un giallo la morte della dj Viviana Parisi, il cui corpo è stato scoperto quattro giorni fa nelle campagne di Caronia, a cinque giorni dalla scomparsa con il figlio Gioele di quattro anni, che non è stato ancora trovato.

Proseguono le ricerche di Gioele

Proseguono infatti senza sosta, per il nono giorno consecutivo, le ricerche del piccolo Gioele. Anche oggi settanta persone tra uomini dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, della Guardia di finanza, della Polizia e dei Carabinieri stanno perlustrando l’area circostante l’autostrada Messina-Palermo, nei pressi di Caronia, dove è stato ritrovato il corpo della donna, e alcune zone a Sant’Agata di Militello, nei pressi dello svincolo dove si sarebbe fermata una ventina di minuti per poi rientrare in autostrada.

L’impiego di cani molecolari

Le ricerche proseguono anche con i cani molecolari – animali dal fiuto finissimo e appositamente addestrati per la ricerca dei dispersi – e con i droni, ma fino a ora non hanno dato esito positivo.

Si cerca anche nei pozzi, nei casolari e sono stati decespugliati tratti del fitto bosco a sud-ovest della A20.

L’autopsia non esclude nulla

Intanto l’autopsia eseguita a Messina sul corpo della donna, al momento, non ha permesso di chiarire causa e dinamica del decesso, né di collocarlo nel tempo.

E’ la prof. Elena Ventura Spagnolo, uno dei tre periti nominati dalla Procura di Patti, a spiegare che “al momento non si può escludere nulla perché le lesività sul corpo possono essere compatibili con tutte le ipotesi possibili”.
“Abbiamo dei dati che vanno studiati – aggiunge – lavoreremo per esclusione fino a stabilire con certezza la causa e l’epoca della morte”.

Perché la vicenda è ancora un giallo, con tre ipotesi principali: omicidio, suicidio o incidente.

Tutte piste seguite dalla Procura che ha delegato le indagini alla squadra mobile di Messina. Anche quella per cercare di capire se qualcuno abbia seguito la donna da Sant’Agata di Militello in poi.

Per questo la polizia sta visionando tutte le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza di Caronia, ma finora con risultati non proprio confortanti.

Si cercano anche particolari che potrebbero essere sfuggiti sentendo e risentendo testimoni, familiari, amici e conoscenti.

Alla ricerca di un elemento che possa dare una svolta all’inchiesta e, soprattutto, per riuscire a trovare Gioele.

La consulenza in novanta giorni

Sui tempi la prof. Spagnolo non si sbilancia: “depositeremo la consulenza nei novanta giorni previsti”.

Intanto Pietro Venuti, avvocato del marito della vittima, dopo avere parlato con il proprio consulente medico legale, Pina Certo, rivela che “sono emerse delle fratture su più parti del corpo che era in avanzato stato di decomposizione”. Aggiungendo che è vero che “serviranno altri esami per capire cosa sia successo”, ma sottolineando che “sono ferite compatibili con una caduta dall’alto”.

Neppure l’entomologo Stefano Vanin fissa con certezza i tempi del decesso: “abbiamo trovato una fauna notevole di insetti, ma adesso bisogna elaborare i dati”.

A disporre l’autopsia era stata come detto la Procura di Patti che ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario e sequestro di persona, ma senza indagati.

“La signora aveva dei problemi”

“La signora aveva dei problemi”, aveva detto l’avvocato Venuti prima dell’autopsia, senza però entrare nello specifico.

“Anche il marito – ha aggiunto il penalista – vuole sapere la verità come tutti. Lui è distrutto dalla vicenda: ha perso la moglie e suo figlio non è stato ancora trovato. Gli interrogativi sono tanti, ma noi abbiamo fiducia nella magistratura”.

Il suocero della dj, Letterio Mondello, ha confermato che “da quando c’è stato questo maledetto virus, Viviana era molto turbata”, tanto che “è stata anche ricoverata”, ma “era dolcissima, brava e non lasciava mai il bambino”.

“Non ho paura che mio figlio Daniele venga coinvolto nelle indagini – ha detto – perché non ha fatto niente. È una bravissima persona, e ora sta malissimo. Io ho un’idea di questa vicenda, ma non dico niente”.

“Non penso di riveder vivo Gioele”

L’uomo ha però un amaro presentimento sul nipote: “se spero di rivederlo vivo? No, io penso di no dopo tanti giorni…”.

Il papà di Viviana, Luigino Parisi, ha dichiarato intanto di “non avere mai detto che per me l’hanno uccisa”, aggiungendo, “spero che trovino presto mio nipote Gioele”.

E ha difeso il genero: “Daniele è una persona speciale e so che erano molto uniti”.

L’appello dei magistrati a chi ha visto

Il procuratore Cavallo ha poi lanciato un appello: “Chiunque abbia visto qualcosa utile alle indagini parli”.

Destinatarie del messaggio le persone che hanno riferito di avere visto una donna con un bambino scavalcare il guard rail.

“E’ una testimonianza importante – ha spiegato – per chiarire se Gioele era con la madre o no”.

Sulle ricerche, poi, ambienti giudiziari hanno fatto sapere di considerare “ingenerose le dichiarazioni dei familiari” su presunti ritardi o inattività.

Secondo i soccorritori il terreno è stato diviso in zone quindi soltanto per casualità non è stata trovata subito.

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