Dpcm, spostamenti, parenti e seconde case, cosa cambia in Sicilia - QdS

Dpcm, spostamenti, parenti e seconde case, cosa cambia in Sicilia

Luigi Ansaloni

Dpcm, spostamenti, parenti e seconde case, cosa cambia in Sicilia

martedì 23 Febbraio 2021 - 14:44
Dpcm, spostamenti, parenti e seconde case, cosa cambia in Sicilia

Di certo c'è che il primo decreto sull'emergenza Covid del governo di Mario Draghi conferma la linea del rigore e introduce, anzi, un ulteriore inasprimendo, frenando, per ora, il pressing delle Regioni

Stop agli spostamenti tra le Regioni e lockdown più duro nelle zone rosse fino al 27 marzo e non solo. Cosa succederà in Sicilia e in Italia nei prossimi 30 giorni o poco più?

Di certo c’è che il primo decreto sull’emergenza Covid del governo di Mario Draghi conferma la linea del rigore e introduce, anzi, un ulteriore inasprimendo, frenando, per ora, il pressing delle Regioni ma anche di parte della nuova maggioranza, a partire dalla Lega.

Se la Sicilia comunque riuscisse a rimanere in zona gialla o addirittura andare in zona bianca, cambierebbe ben poco, alla luce dei fatti.

SPOSTAMENTI E PARENTI

Per altri 30 giorni, dunque, la mobilità sarà interdetta in tutta Italia, ad eccezione degli «spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute» e per far rientro «alla propria residenza, domicilio o abitazione».

Una scelta in linea con quanto sollecitato dagli scienziati che da tempo ripetono come il blocco degli spostamenti sia una delle chiavi per tentare di arginare il diffondersi delle varianti del virus.

Ma il Consiglio dei ministri è andato oltre, ritenendo anche necessario modificare la norma che consentiva tra le 5 e le 22 la possibilità di andare a trovare amici o parenti in un’abitazione diversa dalla propria, una sola volta al giorno e in massimo due persone oltre ai figli minori di 14 anni.

Il vecchio decreto consentiva questo tipo di spostamenti all’interno della regione in zona gialla e nell’ambito comunale in quella arancione e rossa.

Il testo approvato invece, li vieta nelle zone rosse dove, di fatto, si tornerà ad un lockdown come a marzo: da casa si potrà infatti uscire, a parte i motivi di lavoro, salute e necessità, solo per fare attività motoria o sportiva nei pressi della propria abitazione.

Resta infine confermata la misura che consente a chi abita nei Comuni con meno di 5 mila abitanti di poter muoversi anche verso comuni diversi, ma in un raggio di 30 chilometri e non nei capoluoghi di provincia

Per l’apertura di cinema e teatri, su cui è tornato anche il ministro della Cultura Dario Franceschini, è stato annunciato di voler portare al Comitato tecnico scientifico una serie di valutazioni fatte dagli uffici del ministero e dalle associazioni di categoria per la ripresa degli spettacoli in vista del 5 marzo, quando scadrà il Dpcm.

SECONDE CASE

Resta sempre consentito andare nelle seconde case, anche in zona rossa. Un solo nucleo familiare per volta però e sempre seguendo le regole delle Faq.

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