Droga e armi, arresti della Guardia di finanza a Catania - QdS

Droga e armi, arresti della Guardia di finanza a Catania

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Droga e armi, arresti della Guardia di finanza a Catania

lunedì 04 Maggio 2020 - 07:22

Ben venticinque appartenenti a un gruppo vicino a Cosa nostra colpiti al termine dell'indagine, denominata "Shoes", che ha fatto luce su clan catanesi riforniti da formazioni criminali campane, albanesi, calabresi e laziali

Criminali di Catania, vicino a Cosa nostra, che trafficavano cocaina, marijuana, hashish e crack sono stati arrestati dalla Guardia di finanza del capoluogo etneo che ha eseguito un’ordinanza cautelare per venticinque persone.

Il provvedimento del gip, su richiesta della Dda, dispone il carcere per ventuno indagati e i domiciliari per altri quattro.

E’ stato eseguito da militari del Comando provinciale di Catania supportato da quelli di Roma, Napoli, Palermo e dal Gruppo Aeronavale di Messina.

Contestato il traffico illecito di sostanze stupefacenti, con le aggravanti di avere agevolato la famiglia Santapaola-Ercolano e di detenere armi.

È in corso il sequestro di un’attività imprenditoriale e di due immobili.

Sgominati due clan, arrestato neomelodico

L’indagine, denominata “Shoes” – perché la droga era chiamata in modo criptico con nome di famose ditte di scarpe – del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania ha fatto luce su due clan catanesi riforniti da formazioni criminali campane, albanesi, calabresi e laziali con l’arresto in flagranza di sei corrieri di droga e il sequestro di 4 kg di cocaina, 52 kg di marijuana e 25 kg di hashish.

Ai due gruppi è contestato l’aver favorito la famiglia Santapola-Ercolano e di avere a disposizione armi. Uno, ricostruisce la Dda etnea, era guidato da Giuseppe Vasta, 32 anni, che si riforniva di hashish e eroina dai fratelli Maggiore, uno dei quali, Alfio Giuseppe, di 32 anni, tra gli arrestati, si esibisce come cantante neomelodico col nome di Graziano.

Vasta, che ricostruisce la Dda anche quando era in carcere guidava il gruppo tramite direttive impartite telefonicamente alla moglie, aveva contatti anche con fornitori partenopei che, in onore di una piazza di spaccio di Scampia, chalet Bakù, lo avevano soprannominato Bakù.

Tra i sui fornitori anche un gruppo di Castellamare di Stabia (Napoli) per la cocaina, di cui faceva parte Catello Gargiulo, 46 anni, noto come Nello Marijuana, altri nel Catanese, tra Scordia e Militello, e nel Lazio tramite due albanesi, Klodian Shkrela, 36 anni, e Rodolf Sotiri, 37.

Il secondo gruppo al centro delle indagini della Gdf del Nucleo Pef, Gico e Goa, è quello capeggiato da Sebastiano Sozzi, 38 anni, detto Davide, che si procurava cocaina e crack da catanesi e calabresi e gestiva l’attività con la moglie, Silvana Mirabella, 40 anni, incaricata della contabilità e della suddivisione in dosi della droga.

Sozzi, secondo la Dda di Catania, si occupava anche di fare avere soldi alle famiglie dei detenuti del clan Santapaola-Nizza.

L’inchiesta Shoes nasce dal proseguo dell’operazione Stop and Go del maggio 2019 con l’arresto da parte della Guardia di finanza di Catania di 16 indagati.

Durante le nuove indagini militari delle Fiamme gialle hanno sequestrato droga per un valore di 2,5 milioni di euro e diverse armi da guerra come un mitragliatore Ak47 Kalashnikov e quattro pistole.

Il Gip di Catania, accogliendo la richiesta della Dda, ha disposto anche il sequestro cautelare del Bar Rocher riconducibile a Giuseppe Vasta, il cui valore è stimato in duecentomila euro.

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